Zaridò! Zaridò! Incipit, outcipit (e insidecipit)

Caro il nostro,

Zaridò! Zaridò! gridò l'assistente del potente mago Astiparicernus, inciampando nelle scale.” E' uno degli incipit letterari su cui sto spendendo le ore. Lavoro ad un libro che contenga 478 incipit, 874 outcipit, una manciata di insidecipit. I numeri mi sono stati suggeriti da uno scritto di Crocodile Spock, pseudonimo di Gaetano Eraldici, grande paragnosta bresciano la cui gnosis annoverava ammiratori illustri quali Elton John e Gene Roddenberry, creatore di Star Trek. Nessun contenuto reale, nessun filo narrativo, nessuna pretesa, solo incipit tipo questo: “Blocco note, blocco intestinale e blocco stradale. Cominciai a scrivere approfittando dell'attesa impostami dai poliziotti, ma dovevo troppo andare in bagno. Usai il bloc notes come dovevo”. Tra gli outcipit, per dire, ho pensato a questo: “Finalmente salii su quel dannato bus. Gridai all'autista: guida come se non ci fosse un domani! Scendo al capolinea.” O forse è meglio “Ci sono poche donne che valgono più di una partita di pallone. Capii che lei era una di quelle. Cioè, se pensiamo ad una partita di Coppa Italia, adesso per la Champions non so.” Gli insidecipit che mi sono venuti in mente per ora sono tutti tipo “A sto giro mi aveva proprio prosciugato con la sua flemma”, “Non so ancora se ci sarò. Bè dai, se vengo mi vedete” seguito da “Ok, ci vediamo poi quando ci vediamo” e “Il caffè faceva schifo, nonostante i tentativi di correzione”.

Le sembra una buona idea per un best-seller?

Astiparicernus67, Serramazzoni

 

Per un best-seller non so, oramai non sella più niente ad eccezione dei libri di ricette delle sorelle delle presentatrici televisive. Mi sembra una buona idea quella di applicare un sonoro “cut the crap” e concentrarsi su ciò che un lettore legge davvero, quando riceve un libro in regalo o lo compra unicamente per esporlo in libreria, stile direttore di telegiornale: la prima frase, l'ultima ed una a caso, presa dal mezzo. Che questo sia impoverimento culturale o piuttosto un segno dei tempi, visto che il tempo libero è oramai un ricordo, il paese non ha più tempo da perdere per agganciare il treno della crescita economica ed il tempo sta cambiando pure a livello meteorologico, non lo so. Gli incipit possono essere utili per fare i brillantoni bevendo un Bellini. “Hai letto Capatina al Blue Jeans Bar di Miami del cugino di John Fante?” “Chiaro! – e poi recitando – “In quel deserto, le allucinazioni e la sete. Avrei venduto la lavatrice per un goccio di liquore chiaro, vodka, gin o tequila”. Oppure per stuzzicare ragazze chiaramente al di fuori della propria portata, se si è nerd appassionati di videogiochi sparatutto: “Ma dai, non hai letto Cosmic Unemployed di Rob LoRosso? La fine è meravigliosa! – scandendo bene – “Trovai lavoro su quel pianeta lontano, ma la stella gigante rossa esplose quando ancora non avevo completato il mio primo giorno di lavoro come cameriere. Pazienza, lavoravo annéro”. Ci faccia sapere come procede, noi Ficciones la supporteremo con una buona parola quando capita, gratis.

 

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.