Cotoletta alla Finzioni

Questo sarà un pezzo autoreferenziale. Lo chiarisco subito. Partiamo dalla ricetta: la cotoletta alla bolognese. Un buon piatto, abbastanza facile da fare e gustoso ma che raggiunge il diritto di cittadinanza in questa rubrica (quale onore!) perché è quello che ho ordinato alla cena plenaria di Finzioni, lo scorso sabato.

Forse qualcuno di voi ora starà immaginando una lunga tavolata, dove commensali composti e educati consumano il pasto discutendo a bassa voce di libri e autori, di tesi e di critica. Un tavolo dove la Letteratura (con la elle obbligatoriamente maiuscola) è l’ospite d’onore, colei che riceve tutte le attenzioni e i complimenti. In un locale affollato e un po’ rumoroso il tavolo di Finzioni è un’oasi di tranquillità e di civiltà. Se è così, mi spiace deludervi. 

http://www.mondadoristore.it/img/Il-Professionista-John-Grisham/ea978885201031/BL/BL/82/NZO/c7265a5c-5698-449f-95e5-8d22be835afc/?tit=Il+Professionista&aut=John+GrishamIn realtà dovete spostare lo sguardo un po’ più in là: verso quel tavolo di fondo che è stato più volte richiamato dalla proprietaria perché faceva troppo casino; il tavolo dove si scattano foto di gruppo con le braccia coperte di scritte a pennarello; quello dove improvvisamente si alza il grido “Pa-ta-go-nia! Pa-ta-go-nia!”. Gli ospiti d’onore sono la birra e il vino (e anche se le iniziali sono minuscole va bene lo stesso), di libri si parla poco e volano areoplanini con messaggi (d’amore?) nascosti al loro interno.

Il libro che ho deciso di abbinare alla cotoletta è: Il professionista, di John Grisham

Il romanzo è molto godibile, parla di un giocatore di football americano, Rick Dockery, che a causa di una pessima partita è costretto a cercare lavoro all’estero. L’unico posto che il suo agente riesce a procurargli è nei Panthers Parma. Un americano, abituato allo splendore della NFL, catapultato in un paese del quale non conosce la lingua e che considera il football (o almeno il suo football) uno sport secondario. Saranno proprio il ritmo di vita rilassato, la riscoperta della gioia del gioco e la buona cucina emiliana (e qui c’è il collegamento con la ricetta) a regalargli una nuova energia e nuovi stimoli.

I motivi che mi hanno portato a segnalare questo libro sono anche altri, ovviamente autoreferenziali: il primo risulterà incomprensibile a chi non ha partecipato alla cena ma, fidatevi, esiste e il secondo riguarda me e la sensazione di energia che mi trasmette collaborare con questa redazione, tanto più ora che ho avuto l’occasione di conoscere (quasi) tutti di persona. Sono tutti molto più giovani di me e sembra che questo mi spinga a darmi da fare di più per stare al passo, e questa cosa non mi dispiace.

Ricetta della cotoletta alla bolognese:

Prendete una fettina di fesa di vitello, battetela, e immergetela in una ciotola contenente uova sbattute, parmigiano reggiano, sale e pepe. Passate la carne nel pan grattato e ripetete un’altra volta il procedimento. Nel frattempo fate sciogliere del burro in una pentola. Friggete le cotolette e lasciatele scolare il grasso in eccesso su un foglio di carta assorbente. Poi ricoprite la carne con una fetta di prosciutto crudo e delle scaglie di parmigiano, e rimettetela in padella abbassando il fuoco e aggiungendo un po’ di brodo, coprite e fate andare sino a che il formaggio non si sarà sciolto.

Non mi resta che augurarvi buon appetito e buona lettura.

Davide Piccirillo

Nel tempo libero somiglio ai miei gatti: amo dormire, stare sdraiato sul divano, alzarmi, stirarmi, guardarmi in giro e poi tornare a stendermi. Rispetto a loro ho la possibilità di leggere (libri, fumetti) e vedere film o serie Tv. La sfrutto abbastanza.

3 Commenti