Fagottini di zucca e zenzero alla Barbery

Foto di Pieromod, mani di Briciole in cucina

Un fagottino di crespella. Invitante, con quell’elegante fiocco di erba cipollina, ma allo stesso tempo misterioso. Che cosa ci sarà lì dentro? Dall’esterno nulla lascia immaginare quale sia il ripieno. Anche Renée e Paloma, protagoniste de L’Eleganza del riccio, non lasciano trasparire nulla della loro vera personalità e si nascondono dietro un’apparenza anonima e convenzionale.

Renée è la portinaia di un palazzo signorile al numero 7 di Rue Grenelle. Vedova, bruttina e trascurata, tiene il televisore acceso tutto il giorno e sembra non occuparsi mai di nulla di più complesso della pulizia delle scale o della cura del proprio gatto. Ma è tutta finzione: Renée è un’autodidatta colta e raffinata, amante della letteratura russa, della filosofia e della cultura giapponese. Ma sa che l’originalità è punita duramente nell’assonnata società borghese parigina, e allora per amor del quieto vivere si adegua allo stereotipo della portinaia sciatta e stupida. Renée ha una scorza durissima e un cuore morbido: una profonda sensibilità e un’intelligenza eclettica. È una zucca: un ortaggio di origine contadina, umile ma incredibilmente versatile e saporito.

Paloma è la figlia di un ministro del governo francese, e di conseguenza fa di tutto per rispondere allo stereotipo della dodicenne alto-borghese: limita le prestazioni in classe per non tradire la propria intelligenza ben sopra la media, finge di essere superficiale e imbevuta di cultura adolescenziale. Nessuno deve scoprire la sua vera identità: quella di Giudice dell’Umanità. Paloma osserva le persone intorno a sé come un’entomologa farebbe con gli insetti. Analizza il microcosmo della sua famiglia con la stessa sagacia e lucidità con cui giudica la società in cui vive, dove ad ogni persona è assegnato un preciso ruolo e la libertà è un’illusione che nasconde una terribile verità: siamo tutti pesci rossi in una boccia, impotenti e succubi di un destino prestabilito. Le riflessioni di Paloma sono spietate e acute, hanno un gusto pungente e intenso che non a tutti è gradito. È una radice di zenzero, dotata di una buccia legnosa e opaca che invece nasconde una polpa succosa e fresca. Il suo sapore piccante è inconfondibile e, come il carattere di Paloma, non lascia certo indifferenti.

L’Eleganza del riccio è il doppio diario di queste due protagoniste, che pur abitando nello stesso stabile ignorano a lungo l’esistenza l’una dell’altra. È un romanzo colto, ricco di riferimenti filosofici, basato sull’introspezione piuttosto che sull’azione, ma comunque piacevole e agile. È un romanzo profondamente francese, con quel fiero narcisismo intellettuale ma anche quella scorrevolezza e disinvoltura. È come una crepes: un piatto nazionale fatto da pochi ingredienti elementari in cui, tuttavia, basta sbagliare di poco le dosi della pastella, o la temperatura della padella, o il tempo di cottura, per rovinare il risultato. Ci vuole esperienza e maestria per realizzare una buona crepes, e infatti Muriel Barbery padroneggia perfettamente gli strumenti del mestiere.

E chi è l’intrepido assaggiatore che non teme di rompere la superficie dorata della crepes? Si tratta di Kakuro Ozu, magnate giapponese che prende alloggio in Rue Grenelle, e con la sua sensibilità riesce ad intuire la vera identità delle due protagoniste, far cadere le loro maschere e farle incontrare.

L’Eleganza del riccio è un piatto minimale e raffinato, curato nell’abbinamento dei sapori e nella presentazione, ma allo stesso tempo leggero e piacevole al palato. Non vi dico altro, e vi consiglio di leggere questo piccolo capolavoro francese, magari gustandovi questi irresistibili fagottini. Posso assicurarvi che finirete il libro con la stessa velocità con cui spazzolerete il ripieno.

Ingredienti per la dadolata:
700 gr di zucca
4 patate
40 gr di zenzero
1/2 cipolla
1 dado vegetale
Ingredienti per le crepes:
3 uova
1/2 litro di latte
40 gr di  burro
250 gr di farina
1 pizzico di sale
Finitura:
erba cipollina
fiorone di capra
Procedimento:

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Pelate e tagliate le patate a dadini, mettetele subito in padella con un filo d'olio.

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Ora invece dedicatevi alla pulizia della zucca, che deve essere sbucciata e privata dei semi, e tagliatela a dadini. 

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Stesso procedimento anche per lo zenzero che deve essere sbucciato e tagliato a pezzettini. Ora in una padella mettete un filo d'olio e la cipolla tagliata finemente a soffriggere. Unite la zucca e aggiungete subito due mestoli di brodo vegetale (preparato in anticipo) e lo zenzero. 

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Lasciate andare per circa 30 minuti, aggiungendo di tanto in tanto due mestoli di brodo in modo che non si asciughi. Una volta che la zucca è cotta e le patate sono pronte unite il tutto.

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Ora preparate il composto per le crepes. In una ciotola capiente mettete la farina, precedentemente setacciata, il sale ed il latte.  Lavorate con una frusta fino a che non si saranno amalgamati bene gli ingredienti.

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Adesso in una ciotola a parte sbattete bene le uova ed unitele al composto di farina, aggiungete il burro sciolto. Coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigo per almeno 30 minuti.

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Ora in una padella già calda,  mettete una noce di burro e lasciatela sciogliere. Versate una mestolata di composto per le crepes e subito cercate di farla allargare sul fondo. Cuocete bene entrambi i lati.

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Adesso farcite ogni crepes con una cucchiaiata di zucca e patate, un cucchiaino di fiorone di capra e prendendo i lembi della crepes chiudetela a fagotto.

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Usate l'erba cipollina per chiudere il vostro fagotto.

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Viola Bianchetti

Ha un'identità in corso di definizione. Nel frattempo si gode la vita.

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