Il goulash (vegetariano) di Medea

Il romanzo Medea. Voci di Christa Wolf può essere definito la rilettura di un classico, ma in effetti è molto di più. Mentre la Medea che tutti conoscono, quella della tradizione euripidea, è una maga passionale e sanguinaria che arriva ad uccidere i figli per vendicarsi del tradimento di Giasone, Christa Wolf recupera un’altra versione del mito secondo cui Medea non è colpevole di omicidio bensì vittima. Questa donna proveniente dall’est, catapultata in un universo estraneo e abbandonata dal marito, rappresenta sì una forza sovversiva, ma affatto violenta. Infatti Medea impersona una cultura femminile, legata al sapere del corpo e della terra, generosa e vitale, che non riesce ad integrarsi nella fredda e raziocinante Corinto. Il suo bisogno di chiarezza e onestà la porta a scoprire una verità terribile, che getta una luce inquietante sulle radici del potere dei monarchi. Questa rivelazione la rende invisa alla popolazione, gelosa della sua apparente rispettabilità, che perciò la esilia e ne uccide i figli. Il predominio della versione euripidea segna la vittoria di una cultura maschile su una matriarcale. La rilettura di Christa Wolf asserisce invece l’esistenza di un’alternativa alla dittatura del potere e delle armi, un’alternativa basata su una cultura primigenia, istintuale e saggia allo stesso tempo.

Se Medea si mettesse ai fornelli, cucinerebbe di sicuro un piatto nutriente e appagante, capace di riscaldare nelle giornate invernali, confortare dopo una lunga giornata di lavoro o dare la giusta energia all’ora di pranzo. Ma allo stesso tempo una ricetta tradizionale e povera, dagli ingredienti semplici. Un goulash, ad esempio.

Ma Medea non userebbe carne di manzo. Quella è la versione maschile, dei pastori che attraversano le montagne con le loro greggi. Medea, la donna che coltiva la terra, userebbe del tofu di soia. Un ingrediente che al nostro palato appare strano, poco gustoso, artificiale e non genuino. Tutto il contrario: il tofu si ottiene dal latte di soia con lo stesso procedimento con cui si produce il formaggio, e veniva prodotto in Cina già nel II sec. d.C. È un alimento che ha una lunga tradizione e un’origine semplice, ma viene frainteso e disprezzato perché proviene da una cultura diversa: esattamente come Medea.

Il goulash è un piatto che richiede la pazienza e la costanza tipica delle madri.

Si comincia facendo un bel brodo. Medea mette sul fuoco una pentola d’acqua con sedano, carota e cipolla, i tre ingredienti immancabili in ogni dispensa. Quando le prime bollicine cominciano a increspare la superficie, aggiunge anche i bocconcini di soia. Dopo venti minuti spegne la fiamma e lascia riposare per una mezz’ora. Nella quiete del paiolo, la soia assorbe i sapori delle verdure e diventa succulenta e gustosa quanto e più della carne.

Ora è il momento del sugo. L’olio d’oliva si spande vischioso nella padella e sprigiona un profumo di mediterraneo che Giasone non può non riconoscere. Medea aggiunge cipolle tagliate sottili e mentre esse sfrigolano, infarina la soia con gesti veloci. I bocconcini sono pronti proprio quando la cipolla è chiara e morbida, e finiscono nel tegame crepitando. Dopo qualche minuto, aggiunge tutte le verdure tagliate a dadini: carote, patate, sedano e cipolle. Comincia a mescolare: il primo di mille gesti circolari. Versa un bicchiere di vino rosso: sanguigno e robusto, evapora in un attimo e lascia come ricordo il suo aroma pieno e rotondo. E’ il momento del pomodoro: sugo e polpa sminuzzata a filetti colorano le verdure di un rosso acceso. Ora tocca al brodo. Medea lo aggiunge mestolo dopo mestolo, a fiamma bassa, per un’ora e più, mescolando con regolarità e lentezza. Un rituale che ha qualcosa di magico e pagano.

A metà cottura, una polvere incantata dà la vera personalità al piatto: tabasco e paprika forte. Il goulash di Medea è speziato e piccante come lei: fiera, vitale e trasgressiva, coraggiosa e orgogliosa. La saggezza e la pazienza si coniugano ad un animo appassionato e ardente.

Pian piano il sugo si ritira, i bocconcini si gonfiano, morbidi e succulenti, assorbendo sapori e odori.

Da servire caldo. Per rinfrancare il corpo e lo spirito, affermare il valore della verità, vincere i pregiudizi, scegliere la non-violenza.

Viola Bianchetti

Ha un'identità in corso di definizione. Nel frattempo si gode la vita.

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