La morte sua (della Pizia e del Carciofo)

fonte foto: http://www.elizabethminchilliinrome.com/

Primavera, tempo di carciofi e di pulizie, ed è stato proprio a causa della stagione che mi è ricapitato sotto gli occhi un libricino molto divertente, La morte della Pizia, di Friedrich Dürrenmatt – Adelphi Edizioni -.

A quel punto l'abbinamento tra libro e ricetta è scattato quasi automatico.

La Pizia di cui si parla in questo racconto è la sacerdotessa di Delfi, Pannychis IV° 

che veniva spacciata per la sacerdotessa di Apollo pur essendo soltanto un'imbrogliona che improvvisava gli oracoli a casaccio secondo l'umore del momento

ormai anziana riceve la visita di un vecchio cieco, Edipo, che la vuole mettere a conoscenza del fatto che la sua profezia si è avverata, e quando lei, finalmente, si ricorda del momento in cui l'aveva pronunciata

essendo così di cattivo umore gli saltò il ghiribizzo di far arrabbiare quel principe di Corinto dall'aria così altezzosa, la Pizia gli fece una profezia che più insensata e inverosimile non avrebbe potuto essere… …ammazzare il proprio padre e andare a letto con la propria madre

 e a quel punto scoppia in una risata fragorosa, che continua sino a quando il vecchio non si allontana sconsolato.

Queste poche righe dovrebbero avervi fatto capire con quale atteggiamento l'autore si approccia ai miti greci: dissacrante e cinico ma, anche, terribilmente divertente.

Quello che l'autore descrive è, per riallacciarci a fatti di cronaca recentemente accaduti, un “mondo di mezzo”. Proprio come nella nostra realtà, i personaggi di Dürrenmatt ricevono mazzette per pilotare successioni o importanti decisioni politiche, arricchendosi alle spalle dei loro sprovveduti clienti.

Per questo motivo e anche perché la classicità greca si unisce nei miei ricordi a quella romana, la preparazione che vi propongo è quella dei Carciofi alla romana. Anche perché è un piatto che può essere considerato sia un secondo, sia un contorno, proprio come ne La morte della Pizia lo svolgersi della tragedia di Edipo cambia completamente forma man mano che i vari protagonisti raccontano la loro versione, in un susseguirsi di colpi di scena e di rivelazioni.

Oltretutto i trenta minuti di cottura richiesti da questo piatto sono proprio il tempo necessario per leggere le sessantotto pagine del libro.

Carciofi alla romana:

Pulite i carciofi (preferibilmente utilizzando guanti di gomma per non ritrovarsi le mani nere), togliete le foglie esterne più spesse e pelate i gambi sino ad arrivare alla parte più interna.  Tagliatene la cima, circa 2 o 3 centimetri, in modo da ottenere una superficie piatta.

Togliete la barba interna e metteteli in una ciotola con acqua e limone. Dopo aver lavato e asciugato la menta e il prezzemolo, tritateli con l'aglio.  Unite il tutto al pangrattato, all'olio extra vergine al sale e al pepe.

Mettete i carciofi, con la cima rivolta verso il basso, in una pentola con i bordi alti, dove avrete fatto scaldare l'olio, poi copriteli sino a un terzo dell'altezza con del brodo vegetale, salate e fate cuocere il tutto per trenta minuti, rabboccando con il brodo nel caso sia necessario, e servite.

Buona lettura e buon appetito!

Davide Piccirillo

Nel tempo libero somiglio ai miei gatti: amo dormire, stare sdraiato sul divano, alzarmi, stirarmi, guardarmi in giro e poi tornare a stendermi. Rispetto a loro ho la possibilità di leggere (libri, fumetti) e vedere film o serie Tv. La sfrutto abbastanza.

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