Lasagna con kraken alla Jules Verne

C'è una cosa che devo confessarti, carissimo Giulio. A me, dei tuoi racconti sui tuoi viaggi farlocchi, me ne frega meno di zero. Molto meno di zero. Mi sa che ci dai troppo dentro con le sigarette felici. Abbassa le dosi, che vivi troppe vite parallele. O ipotetiche. Ma a chi vuoi darla a bere con sta faccenda del viaggio al centro della Terra. Ma 'ndo cazzo li hai visti sti dinosauri? Tu c'hai le scimmie bonobo nella testa, almeno ti spulciassero i neuroni otturati che c'hai, mannaggia a Superquark.

E com'era quella storia di quello lì che va in treno a zonzo per la Terra? No, ti giuro, ti fai davvero dei flashoni belli pesanti. Dove la prendi la roba? Che magari, se mi metto d'impegno, scrivo un disco e lo chiamo Lateralus. Come? Ah, già, ci hanno già pensato i Tool. Poco male, a me basta farmi della roba che ti fai tu, poi chissenefrega.

Oh, con tutta sta psicotropia avrai una fame formato famiglia. Giulietto caro, ho una cosetta in frigo che ti farà sbavare come un cane davanti a una bistecca. Per questo ho qui un secchiello da metterti tra i piedi. Facciamo che tu mi risparmi l’ennesima storiella da paese dei balocchi e ti dico io cosa è successo durante la creazione di sto piatto. Sono sicuro che i telespettatori non andranno in catalessi sul divano.

È una lasagnetta e per prepararla ho dovuto affrontare un mostriciattolo niente male che tu stesso hai incontrato nel boschetto della tua fantasia. Anzi no, facciamo abisso marino. Mentre te la riscaldo, tu sturati le orecchie e stammi a sentire.

Niente Giulié, era il tramonto e mi ritrovavo in riva al mare a cogitare sui divini equilibri del cosmo, le onde s’infrangevano schiumando sulla battigia, ritraendosi poi in risposta a un richiamo magnetico proveniente dall’orizzonte. In tutto questo effluvio di poesia, io avevo le dita nel naso e giochicchiavo con le palline che forgiavo con indice e pollice, quando a un certo punto, che succede? Giulietto, tieni forte! Due giganteschi tentacoli sbucano dall’acqua e tentano di ghermirmi. Santiddio, il mio sfintere ha smesso di adempiere alla sua funzione di ritenzione fluidi. Ma siccome non sono pavido, anche se mi ero cagato sotto, capisco subito di che natura fossero quei tentacoli. Giulio, non sbiancare, ma sto per farti una confessione GIGANTESCA: il Kraken ESISTE!

Giulio mio, cosa dovevo fare? Sti tentacoli continuavano imperterriti a sbucare fuori dall’acqua e io mi dimenavo e cercavo di fuggire e mi voltai e vidi sbucare il supertestone di sto calamaraccio gigante quando, a un certo punto, tirai fuori dalla tasca il mio coltello da cucina che porto sempre con me, non si sa mai debba improvvisare una performance in strada e zàc, gli asportai un tentacolaccio.

Quel maledetto non ha detto mezza sillaba, ma s’è inabissato dimenando gli altri tentacoli.

Mi ritrovai così con sto cosone gigante tutto insabbiato, lo presi in spalla e, una volta a casa, ho pensato a te e ho sfornellato.

Ho fatto un brodo vegetale con acqua bollente e due carote e una cipolla per ogni litro. Una volta ultimato il brodissimo, ho preso dei funghi porcini secchi e li ho fatti rinvenire in acqua tiepida per qualche minuto. Li ho scolati e messi da parte.

Il tentacolo di calamaro gigante è stato seviziato da me medesimo, sezionato e saltato in padella con due cucchiai d’olio. Cottura non lunga, sono bastati 4 minuti esatti.

Ho filtrato il brodo con una chinoise e ho preparato questa besciamellina vegetale. Prim ail roux con 55 grammi di burro, altrettanti di farina di grano tenero e 70 cl di brodo, che ho versato ancora caldo. Ho mescolato per bene fino a che la consistenza non mi ha soddisfatto, ovviamente con una frusta per evitare grumi. Ho aggiustato di sale.

Ho potuto così edificare il mio edificio multistrato. In una pirofila ho spalmato un mestolo di besciamella, poi ho fatto diversi strati di lasagna e besciamella e funghi e calamaro. Sull’ultimo, quello più superficiale, ho adagiato qualche cucchiaio di stracchino per dare una nota acida. Pangrattato spruzzato sopra, forno a 190°, 20 minuti e les joeux sont fait. Mo’, magnati ste 20.000 calorie sotto il lardo e sparisci. Te capì?!

Stay tuna

P.S.: Nessun kraken è stato maltrattato per la realizzazione di questa ricetta, solo calamari già deceduti legalmente acquistati in pescheria. Ogni riferimento a Jules Verne è puramente voluto. Questa è una storia di fantasia, ma potrebbe non essere una storia di fantasia.

Marco Giarratana

Pigola, bubola, ziga, potpotta, gloglotta, ciangotta. E raglia.

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