A riguardo del valore altamente strategico dei sogni

La corsa allo spazio e verso la Luna erano una gara politica. Un discorso tra USA e URSS su chi avesse il razzo più grosso. Allo Sputnik gli americani hanno risposto con i beatnik, allora Breznev ha mosso Gagarin e Nixon ha giocato Armstrong (da quelle parti è un nome abbastanza comune), Aldrin e Collins. Armstrong è morto che in Italia era sabato pomeriggio.

L’importanza del balzo in avanti per l’umanità è modesta in termini scientifici, ma chiaramente dimostrabile in termini culturali e tecnologici. Basta chiederlo a chi quell’evento l’ha vissuto. Pare che sulla Luna, tolto il covo dei nazisti, non si trovino cose molto interessanti ed è per questo che i viaggi lunari non hanno avuto quello sviluppo che ci si immaginava. Sorry Hal.

Dai documenti che ora sono disponibili, sappiamo che la parte più difficile della missione è stata la decisione da prendere per andare sulla Luna, dal momento che pareva irraggiungibile, dal punto di vista tecnologico, principalmente. Ma abbiamo scoperto che irraggiungibile non lo è stata ed Armstrong prima di tutti ce l’ha dimostrato. Noi lo sappiamo, con buona pace di Tom Hanks e degli altri equipaggi delle missioni Apollo, forse il primo vero astronauta è stato Astolfo. Probabilmente anche il primo autore del moonwalk, ma questa disputa la lasciamo da parte, per il momento.

Ariosto L. manda Astolfo sulla Luna a ricuperare il senno di Orlando, che per amore ha perso la testa: la sua amata, Angelica, s’è invaghita di Medoro, un mussulmano. A Ludovico piacevano le cose in grande, e la fa molto tragica: una sera Orlando dorme su di un letto e al mattino i padroni di casa gli dicono “in quel letto Angelica e Medono hanno ballato la rumba da distesi”. Vi lascio immaginare la reazione: un Hulk senza i raggi gamma.

Beh, il suo amico e co-paladino Astolfo sale sul carro (di fuoco, come era di fuoco il carro del dio Apollo – che ha dato il nome alla missione – vabbé, non lettualiziamo troppo) del profeta Elia e va in quella parte della Luna dove si trovano tutte le cose perse sulla Terra. A fianco del Gran Canyon occupata dal tempo di Trenitaliasi trova il senno del paladino di Carlo Magno. Canto 34, ottave 73 e 75

Non stette il duca a ricercar il tutto;
che là non era asceso a quello effetto.
Da l’apostolo santo fu condutto
in un vallon fra due montagne istretto,
ove mirabilmente era ridutto
ciò che si perde o per nostro diffetto,
o per colpa di tempo o di Fortuna:
ciò che si perde qui, là si raguna.

Le lacrime e i sospiri degli amanti,
l’inutil tempo che si perde a giuoco,
e l’ozio lungo d’uomini ignoranti,
vani disegni che non han mai loco,
i vani desideri sono tanti,
che la più parte ingombran di quel loco:
ciò che in somma qua giù perdesti mai,
là su salendo ritrovar potrai.

Il resto della storia è abbastanza lungo ed intricato, il succo è che Orlando riacquista la ragione e grazie agli amici sconfigge i Saraceni. E a noi questo interessa relativamente. Quello che può fare piacere, invece, è che la letteratura tracci percorsi e disegni immaginari anni e anni prima di ogni prospettiva verosimile… In fondo stiamo parlando della forza dei sogni ovvero della passione che ciascuno mette per far avverare le proprie speranze e lì, secondo me, sta l'importanza di Neil Armstrong: è stato un sogno che si avverato. Bello, no?
La buona notizia è che per un Neil che muore ce n'è uno che riappare sulla Luna, proprio lì dove stava il senno di Orlando. Lo stesso vale anche per gli altri sogni. Buona settimana.

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

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