Costa Scogliere

La foto è di Lizzy D.

Vorrei parlare d’altro ma non posso. Ho particolarmente a cuore il destino delle navi e i loro comportamenti: è una forma di monomania, se è in acqua e galleggia (o galleggiava) allora mi interessa. Ad alcuni piaccioni treni, ad altri i cani. A me le navi.

«Questo è il fatto. Una vacanza è una tregua dalle cose sgradevoli, e poiché la coscienza della morte e della decadenza è sgradevole, può sembrare strano che la più sfrenata fantasia americana in fatto di vacanze preveda che si venga schiaffati in mezzo a una gigantesca e primordiale macchina di morte e decadenza. Eppure, sulla crociera extralusso 7NC, veniamo coinvolti con abilità proprio nella costruzione di svariate fantasie di trionfo sulla morte e sulla decadenza. Un modo di mettere in atto questo ''trionfo'' è la disciplina del miglioramento di se stessi; e la manutenzione anfetaminica della Nadir da parte dell'equipaggio è sfacciatamente analoga alla cura ossessiva dell'organismo: dieta, ginnastica, integratori ipervitaminici, chirurgia cosmetica, seminari sul time-management e tutto il resto. C'è anche un'altra strada per il trionfo sulla morte. Dall'organismo all'onanismo. Dalla fatica del lavoro alla fatica del divertimento. Le attività ininterrotte della 7NC, i giochi, le feste, l'allegria e le canzoni; l'adrenalina, l'eccitazione, l'iperstimolazione. Ti esaltano, ti fanno sentire vivo. Ti danno l'impressione che la tua esistenza sia libera dalle contingenze. L'opzione della fatica del divertimento non promette tanto il superamento del terrore della morte quanto piuttosto di allontanarlo per un po' di tempo.»

In Una cosa divertente che non farò mai più il caro David Foster Wallace ci offre un delizioso reportage narrativo, narrandoci una settimana su di una nave da crociere che partendo da Miami fa il giro va fino in Giamaica e torna indietro. Senza nessun genere di problemi di navigazione, lo scrittore descrive, con il suo umorismo sarcastico – a tratti nero, ma sembre illuminante-, ogni possibile aspetto della navigazione di quel palazzi galleggianti: dall’organizzazione militare del tempo libero alla fauna tipica di chi popola i ponti.

Ora, voi direte che magari era pessimista, o semplicemente bipolare, ma io sono seriamente convinto che gli scrittori vedano oltre. Se non loro, di certo le loro parole. Nulla di nuovo quando si individua nel “divertimento” una fuga dalla pulsione di morte. Però, e qui sta l’assurdo, sembra proprio che quando si chiude la morte fuori dalla porta e questa rientra dalla finestra.

La situazione al largo dell’Isola del Giglio, la nave Costa Concordia inclinata, con i suoi sei morti accertati e ancora i 16 dispersi, ci parla anche di questo. Incompetenze, danni ecologici, danni economici, tutti ancora da stabilire. Il numero dei dispersi che varia, aumenta e diminuisce. La posizione del Capitano pare indifendibile: sembra abbia negato il problema fino al momento in cui era possibile farlo, per poi scappare senza coordinare i soccorsi. La giustizia si pronuncerà.

Ancora non si capisce la dinamica dell’evento, nonostante le scatole nere e le testimonianze. Però, forse, quello che più lascia penetrare un senso di sconforto e insicurezza nelle nostre teste è l'idea che questo disastro fosse evitabile, che avremmo potuto risparmiarcelo: perché navigare così vicino alla costa? È la prima domanda che ci si è posti. “Per salutare l’isola” è la risposta, come da abitudine. Non che fosse necessario, ma era una procedura abituale. E mentre il mare diventa sempre più mosso e si cerca di evitare l’uscita del carburante, mi auguro che tutto vada per il meglio. Per quanto possibile.

«E infine sappiate che il movimento di un piattello non colpito in movimento contro l'immensa volta di lapislazzuli del cielo in mare aperto assomiglia al cammino del sole – vale a dire arancione e parabolico e da destra a sinistra – e che quando il piattello sparisce nell'acqua tocca prima col bordo, non fa schizzi ed è triste

Andrea H. Sesta

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

3 Commenti
  1. “Il nome Concordia fa riferimento all’unità e alla pace fra le nazioni europee. I suoi tredici ponti hanno i nomi di altrettanti stati europei (Olanda, Svezia, Belgio, Grecia, Italia, Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Austria e Polonia).” Inquietante.

  2. No, non credo ai complotti (agli alieni si!) ma credo ai simboli. E la dinamica di questo drammatico incidente rimarrà simbolo e monito per questo benedetto paese.