E la convinzione?

Ho preso in mano questa poesia di Yeats, leggendo un articolo di Zizek:

Ruotando e roteando nella spirale che sempre più si allarga,
Il falco non può udire il falconiere;
Le cose si dissociano; il centro non può reggere;
E la pura anarchia si rovescia sul mondo,
La torbida marea del sangue dilaga, e in ogni dove
Annega il rito dell’innocenza;
I migliori hanno perso ogni fede, e i peggiori
Si gonfiano d’ardore appassionato.

Il titolo è La seconda venuta, la trovate per intero qui… L'articolo di Zizek, in italiano, lo trovate qui. Il filosofo prende gli ultimi due versi della poesia e li usa per esporre la sua tesi, paradossale come al solito.

È qui che la diagnosi di Yeats non è all’altezza della situazione attuale: l’intensità passionale dei terroristi testimonia una mancanza di vera convinzione. Quanto dev’essere fragile la fede di un musulmano se si sente minacciata da una stupida caricatura in un settimanale di satira?

Personalmente, questa idea di una mancanza di convizione dei fondamentalisti è uno spunto interessante ma rischia di sviare un po' l'attenzione, quindi, pur pensandoci, credo che mi concenterò su altro. Almeno per il momento.

Insomma, io preferisco aggiungere una domanda: ammettiamo pure che questi fondamentalisti cresciuti in europa di cui non si sentono parte sono insicuri (che è un po' quello che si dice dei bulletti a scuola). Noi, come occidente secolarizzato e tutto, siamo più o meno sicuri di loro? O meglio, quanto ci va stretta la nostra cultura? Non ho una risposta, ma la sensazione è che sia una bella gara.

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

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