Come sapete, si è votato in Francia, per il secondo turno delle elezioni presidenziali, ma si è votato anche in Grecia, per il rinnovo del parlamento e pure un land tedesco ha rinnovato i suoi componenti (e un altro lo farà la settimana prossima). E tra ieri e oggi anche in 942 comuni italiani, proprio mentre leggete staranno uscendo gli exit pool.

Il voto: il bello della democrazia. I tassi di astensione sono in crescita, in Grecia parliamo del 40%, in Italia l’affluenza ieri sera è stata sotto il 50%, 5 anni fa era sopra il 56. Ma questa è una buona occasione per farci una piccola lettura sul valore della democrazia, ripercorrendo un paio di tappe fondamentali.

Nel senso moderno del termine, la democrazia inizia con le idee della tripartizione dei poteri e forme si suffragio non basate sul reddito. Dobbiamo ringraziare il pensiero illuminista francese, e Montesquieu. Non dimentichiamo poi che quello che non ha fatto il cristianesimo in 1700 anni l’ha fatto la rivoluzione francese: l’abolizione della schiavitù. Non è una cosa da poco. Dobbiamo ringraziare i francesi, insomma, anche se ci pesa.

Le lettere Persiane sono un libello scritto dal Montesquieu di cui sopra, in cui satireggia i costumi francese dell’ancient regime, secondo una moda letteraria tipica dell’epoca: lo straniamento del punto di vista; uno straniero, in questo caso il principe Persiano Usbek, descrive i comportamenti europe e parigini in particolare, non comprendendoli appieno. Qui spiega la genesi della monarchia, nel popolo dei Trogloditi:

Lettera XIV
Poiché la popolazione aumentava ogni giorno, i trogloditi giudicarono opportuno scegliere un re. Stabilirono quindi che conveniva offrire la corona al più giusto, e posero gli occhi su un vecchio venerabile per l'età e per una provata virtù. Questi non aveva voluto partecipare all'assemblea, ma si era ritirato nella sua casa, col cuore stretto dalla tristezza. Quando gli furono inviati messi per annunciare la sua elezione: –Dio non voglia,– esclamò,– che io faccia ai trogloditi questo torto, che si creda che tra essi non c'è alcuno più giusto di me! Voi mi assegnate la corona, e se lo volete assolutamente bisogna che io l'accetti, ma siate certi che morirò di dolore vedendo oggi assoggettati quei trogloditi che nascendo ho trovati liberi.-
(…) Tacque un momento, e le sue lacrime colarono più copiose. – Cosa volete che io faccia? come potrei dare un comando a un troglodita? Volete che compia un'azione virtuosa perché io gliel'ho ordinato, lui che la farebbe ugualmente anche senza di me, per la sola inclinazione naturale? 0 trogloditi! io sono alla fine della vita, il sangue mi si gela nelle vene, ben presto rivedrò i vostri sacri padri. Perché volete che li affligga, che sia costretto ad annunziar loro che vi ho lasciato sotto un giogo diverso da quello della virtù?
Erzerum, il giorno 10 della luna di Gemmadi 2, 1711.

A questa giustificazione paternalistica della tirannia, opponiano le parole riportate da Tucidide nell’orazione funebre per di Pericle:

Utilizziamo infatti un ordinamento politico che non imita le leggi dei popoli confinanti, dal momento che, anzi, siamo noi ad essere d'esempio per qualcuno, più che imitare gli altri. E di nome, per il fatto che non si governa nell'interesse di pochi ma di molti, è chiamato democrazia; per quanto riguarda le leggi per dirimere le controversie private, è presente per tutti lo stesso trattamento.

Ecco, uno stato diventa democrazia quando tutti i cittadini possono eleggere i loro rappresentati e quando la legge è uguale per tutti. E voi direte, “Sei una persona così triste da gioire per una vittoria in Francia?” e io vi risponderò “Devi pensare quadrimensionalmente, Marty.” Buona settimana.

p.s. Solo a me pare che la democrazia non piaccia allo spread?