Grazie Mr Snowden

Visto che pioveva, sabato pomeriggio sono rimasto a casa. Già che c'ero ho letto un ebook abbastanza veloce scritto da Fabio Chiusi (potete scaricarlo andando qui) in cui si riassume tutta la vicenda del caso Snowden-spionaggio NSA-Prism-Datagate. Brevemente: nel giugno dell'anno scorso Glenn Greenwald, giornalista del Guardian, pubblica un articolo in cui rivela che la National Security Agency sta immagazzinando i metadati (chi chiama chi e da dove) di molti utenti della Verizon. Ne è venuto a conoscenza grazie alle rivelazioni di Edward Snowden, ex contractor della NSA, che gli ha fornito molti documenti classificati.

Se siete anche solo un po' appassionati di questo genere di cose, l'ebook di Chiusi è quello che vi serve per tenere tutte le date e le dichiarazioni nello stesso posto, riordinare i fatti e crearvi un po' di prospettiva. Inoltre, la cosa più importante, è che ora abbiamo a disposizione una guida per farci una nostra opinione sull'argomento.

Ci sono cose molto interessanti, ad esempio quando l'NSA spiava i siti porno su cui andavano dei presunti disturbatori per poterli screditare a tempo debito, oppure quando tracciavano le conversazioni che avvenivano durante le partite World of Warcraft. Ma non stiamo parlando di buoni contro cattivi, sia chiaro. O per lo meno non è una lotta dell'NSA contro il mondo libero. Perché un grande interrogativo finale (tolto il leitmotiv della sicurezza globale e della lotta al terrorismo) compare in maniera quasi apocalittica: fino a dove può spingersi un governo per garantire la sicurezza dei suoi cittadini? Fino a che punto i cittadadini devono essere informati? E le grandi aziende del settore (Google, Yahoo, Facebook) che ruolo giocano in questa partita? Il libro ripercorre gli ultimi sei mesi di sviluppi sul caso: cosa sapevano veramente (e hanno detto di sapere) i governi e i servizi segreti dei vari paesi spiati, la posizione prona del governo italiano, il peso economico delle informazioni in possesso di Snowden e Greenwald, i risvolti per la sicurezza e la politica estera mondiale…

Più volte, non solo nell'ebook, Fabio Chiusi fa riferimento al concetto di determinismo tecnologico, che detta in poche parole vuol dire: la tecnologia abilita un certo comportamento sociale che prima non era possibile (internet permette che qualcuno spii e immagazzini dati sui naviganti). L'invito per uscire dalla spirale determinista-tecnologica è chiaro: solo perché una tecnologia lo permette non è detto che lo si debba fare; abbiamo il diritto di pretendere di meglio, abbiamo dei diritti digitali da tutelare. Come dice Snowden: «Il fatto che le tecnologie di spionaggio esistano non basta a determinare che siano utilizzate, né tantomeno come».

Vi lascio alla lettura dell'ebook, non senza prima dirvi che a me tutto questo ricorda un vecchio racconto di Isasc Asimov, L'Ultima domanda. Viene creato un computer potensissimo, il Multivac, a cui viene chiesto di calcolare l'entropia. Dove vedete i puntini (qui sotto) in realtà c'è tutto il racconto, che vi invito a leggere. Mano a mano che passa il tempo (migliaia di migliaia di anni), il computer (che cambia nome da Multivac a AC) inizia a diventare sempre più grande, immagazzinando sempre più informazioni disponibili sull'universo… ma più passa il tempo e più l'entropia aumenta, e con essa il disordine. Fino a che anche l'uomo scompare…

 

Adell era abbastanza ubriaco da provarci, abbastanza sobrio da essere in grado di formulare i simboli e le operazioni necessarie per una domanda che, in parole, avrebbe dovuto esser posta così: Sarà un giorno l'umanità in grado, senza un consumo netto d'energia, di ripristinare il Sole alla sua piena giovinezza anche dopo che sarà morto di vecchiaia?

O forse, poteva venir espressa più semplicemente cosi: Come può la quantità complessiva di entropia dell'universo venir diminuita in maniera massiccia?

Multivac divenne morto e silenzioso. Il lento lampeggiare delle luci cessò, e il lontano ticchettio dei relè si spense.

Poi, quando i tecnici spaventati sentirono di non riuscir più a trattenere il fiato, vi fu un improvviso ritorno alla vita della telescrivente collegata a quella sezione di Multivac. Cinque parole furono stampate: DATI INSUFFICIENTI PER RISPOSTA SIGNIFICATIVA.

«Niente scommessa» bisbigliò Lupov. Si affrettarono ad andarsene.

(…)

L'Uomo disse: «AC, questa è la fine? Non è possibile invertire questo caos ancora una volta nell'Universo? Non è possibile farlo?»

AC rispose: «NON VI SONO ANCORA DATI SUFFICIENTI PER UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA».

L'ultima mente dell'Uomo si fuse ed esistette soltanto nell'AC — e questo nell'iperspazio.

(…)

E come finisce? Be', diciamo che più passa il tempo è più AC diventa potente collezionando ogni informazione possibile (vi ricorda qualcosa?), al punto che tutta l'umanità si fonde in AC. Proprio alla fine AC trova una soluzione… che non vi dico, ma lascia sperare che ci sia sempre il tempo per un nuovo inizio. Buona settimana.

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

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