Pacific Rim

Facciamo una bella premessa: Pacific Rim è un film di robottoni e alieni. Quindi stiamo già delimitando il campo. Non venitemi a dire “ehm, ma i film veri sono altri”. Non è vero: il cinema è innanzitutto la rappresentazione dei sogni e dell’immaginario della sua epoca. Non a caso ogni film ci parla moltissimo del periodo storico in cui è stato girato.

 

Detto questo, Pacific Rim è perfetto. Mi auguro che sia il primo di una lunghissima e fruttuosa serie di film in cui robot giganteschi guidati da umani combattono contro dei mostri altrettanto giganteschi e alieni.

 

Come molti di quella generazione di persone nata tra la fine degli anni 70 e la fine degli anni 80 sono creciuto guardando cartoni animati con robot combattevano contro altrettanti robot o mostri. Sono (un poco più) giovane per Gig Robot d’acciaio o Mazinga, ma diciamo che i Power Rangers e i Gundam Wing mi hanno intrattenuto a dei livelli quasi patologici. Non parliamo di Neon Genesis Evangelion.

 

Ricorderò per sempre quando con WinMX sono riuscito a scaricare i due film conclusivi con i sottotitoli in spagnolo. All’epoca non conoscevo lo spagnolo. Furono stupendi. Il mio sogno era che queste cose diventassero un film vero, con attori in carne ed ossa. Sono stato accontento.

 

Quello che spesso è mancato in altri film con i mosti giganti (da Godzilla fino al mostro di Cloverfield, giusto per citare due esempi) è stato un insieme di sequenze di scontro in cui i buoni e i cattivi fossero chiaramente visibili nella loro interezza. Qui invece si menano violentemente e quasi in continuazione. Pensate a Transformers. Dimenticate Transformers.

 

Ecco, sarà perché ieri sera ero in Arena di Verona con altri twitteri a gustarmi l’Aida (trovate qualcosa qui #arenadiverona100) ma in un certo senso credo che Aida e Pacific Rim si completino. Pensate a qualcosa tipo Yin e Yang.

 

In Aida il primo atto finisce con Radames, il capo dell’esercito egizio, che parte in guerra contro il papà di Aida, capo degli etiopi. E il secondo atto comincia con Radames che torna vincitore. Ecco, tra i due atti, Radames ha combattuto, ammazzato e vinto. Tutto questo non viene mostrato, soltanto detto a posteriori. Come quando passiamo ¾ di Cloverfield domandandoci “ma c’è un mostro?”.

 

È in questo che Pacific Rim e Aida si completano vicendevolmente: Pacific Rim è l’azione che manca ad Aida, mentre Aida ha l’intreccio che manca a Pacific Rim: la storia d’amore, il dramma familiare.

 

Vi sembra un paragone azzardato? La storia mi assolverà. Buona settimana.

 

p.s. se non avete capito nulla di quello che ho scritto, forse il trailer può aiutarvi https://www.youtube.com/watch?v=5guMumPFBag

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

3 Commenti
  1. Sono d’accordo su tutto, ma la colonna sonora di Pacific Rim è più ganza di quella di Aida.

  2. A parte l’interessante notizia (ovviamente non riportata qui) che Pacific Rim non sta andando bene come previsto e che anzi forse è un vero e proprio flop (http://www.worstpreviews.com/headline.php?id=28917) e che perciò difficilmente ci sarà un seguito, vorrei solo per esprimere il mio personale sentimento di asfissia per la stagnazione di una cultura popolare che da alcuni decenni corre da ferma, imprigionata nelle fantasie di una generazione di narcisisti di mezz’età e dei loro giovani e acquiescenti follower. Come in questo caso, non tutto il pubblico è entusiasta ma sono loro, quelli che vogliono i robottoni e i mostri, a occupare tutto lo spazio e decidere il gioco quando ci sono in ballo i soldi veri. Per fortuna in tivù, dove il pubblico è un po’ più anziano e maturo, ci sono cose veramente ottime (non in Italia, purtroppo, ma negli Stati Uniti e non solo) con esseri umani e storie complesse.