Quella volta che mio papà ha scavato un tunnel sotto il muro di Berlino

Non è solo un caso di omonima. È anche una bella storia di ingegno e resistenza che, per pochissimo, tocca anche la mia vita. Ha a che fare con il muro di Berlino, anche se non proprio con la sua caduta. Ma ha anche, e soprattutto, a che fare con mio papà.

Era il 2002. Una mattina bighellonavo a casa quando squilla il telefono. Un giornalista vuole parlare con mio papà. Gli passo il telefono e lui, tutto serio, dice "Eheheh, deve trattarsi di un caso di omonimia". Non ci dice nulla, ci porta in libreria.

In libreria, la libraria – che ci conosce – dice a mio padre "non sapevo che tua sorella Elena avesse scritto un libro!". Il mistero si infittisce. Mia zia aveva scritto un libro? "Ma sì, guarda qui" e mostra Il tunnel della libertà. 123 metri sotto il muro di Berlino: la straordinaria avventura di due italiani nel 1961 (Garzanti) di Ellen Sesta.

La storia è verissima e stupenda: uno studente di ingegneria immigrato, tale Domenico Sesta, nel 1961 decide di scavare un tunnel sotto il muro di Berlino, che avevano tirato su in una notte pochi giorni prima. Insieme alla sua fidanzata Ellen Qualcosa (non ricordo il cognome) e con l'amico Gigi iniziò a scavare un tunnel per mettere in comunicazione Berlino Est con la parte libera, quella occidentale. Ci riesce e salva la vita (o per lo meno la migliora) a una ventina di amici.

Ora, potrei anche dirvi che il cugino di mio papà si chiama Gigi. Ma mi tocca anche specificare che mio papà non è ancora stato a Berlino… insomma, si tratta in un semplice caso di ominimia. Doppia, quasi tripla.

La cosa bellissima? Che un paio di anni dopo ne hanno fatto una serie tv. In cui mio papà (ok, il suo omonimo) è stato interpretato da Kim Rossi Stuart.

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

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