Scacchisti nella segale

La vita ogni tanto è crudele. E non solo per le guerre e tutto il resto. Prendete l'altro giorno, quando in mezzo alla crisi irachena e ad un'estate che proprio non vuole saperne di essere se stessa, due scacchisti sono morti durante le olimpiadi di scacchi.

Certo, cose che capitano. E che più o meno, quanto a scombussolamento, sono successe anche nel Giovane Holden.

Pioveva come Dio la mandava, e noi stavamo là nel portico di casa sua, quand'ecco che tutt'a un tratto viene fuori quella spugna del marito di sua madre e domanda a Jane se in casa c'erano sigarette. Non è che lo conoscessi proprio bene, per niente, ma aveva tutta l'aria del tipo che nemmeno ti parla, se non ti deve chiedere qualche cosa. Aveva un carattere schifoso. Ad ogni modo, lui le domandò se sapeva dove fossero le sigarette, e la vecchia Jane non gli rispose. Lui allora glielo domandò un'altra volta, ma Jane seguitò a non rispondere. Non alzò nemmeno gli occhi dalla scacchiera. Alla fine lui entrò in casa. Quando se ne fu andato, domandai a Jane ch e diavolo stava succedendo. E lei non rispose neanche a me! Faceva finta di essere tutta concentrata sulla mossa che stava per fare e via discorrendo. Poi, tutt'a un tratto, ecco quella lacrima che piomba giú sulla scacchiera. In una casella rossa – accidenti, la vedo ancora. Lei subito la strofinò via col dito. Non so perché, ma mi sentii tutto scombussolato. Allora andò a finire che mi avvicinai e la feci spostare sul dondolo per potermi sedere vicino a lei mi sedetti praticamente sulle sue ginocchia, in realtà.

Vi sembrerà qualcosa di tirato per le orecchie, ma in quel passaggio c'è molto.

Ho giocato a scacchi per anni, senza mai arrivare troppo lontano (se proprio dobbiamo dirla tutta) ma ho ben presente gli ambienti. Giochi per giornate intere, guardi partite e la sera bevi.

Il mio primo torneo open l'ho perso contro una ragazza. Non ricordo il nome. Ma sapevo che era più brava di me ancora prima di iniziare, me l'aveva detto il mio maestro. E non vi negherò che, a partita finita e persa, sono andato in bagno a sciacquarmi la faccia. Forse ho pianto.

Ma ero giovane, 14 anni, ed ero stato battuto. Da una ragazza. E lei manco si era accorta che mi piaceva.

Gli scacchi sono crudeli e violenti. Come la vita, ogni tanto.

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

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