Libri Banditi: Helena Janeczek

 

Libri Banditi / Helena Janeczek

Libri Banditi, la rubrica pompiere che getta secchiate di cultura su chi vuole accendere roghi di libri. Poiché nessuno, per nessun motivo e con nessun pretesto, può proibirci di leggere qualsiasi cosa e di discuterne, abbiamo  pensato che il modo migliore per fermare i piromani di libri sia quello di parlare di quegli stessi testi (e dei loro autori) che essi vogliono bruciare. Se non sapete di cosa stiamo parlando, guardate qui e qui!

Sarebbe un grave errore togliere dalla pubblica e gratuita lettura qualunque libro, quando si pensa poi che tra i volumi all’indice si trovano le opere di Helena Janeczek, tra cui Lezioni di tenebra, le proporzioni dell’errore diventano drammatiche.

Il solo pensiero di passare sotto silenziatore un libro autobiografico, che parla del dolore appunto indicibile dei sopravvissuti ai campi di concentramento (madre e padre dell’autrice), mi spezza il cuore. Si può solo provare ad immaginare la fatica esistenziale impiegata dalla Janeczek nello scrivere il suo primo, impareggiabile, romanzo.

Proveniente da una famiglia ebreo-polacca, nata a Monaco di Baviera, Helena Janeczek è cresciuta in un nucleo denso di non detti, con genitori appesantiti dal fardello di un vissuto di sofferenza incomprensibile e bloccati dalla reticenza tutelativa nei confronti dei figli. Nel romanzo si ripercorre la presa di coscienza di tutto questo da parte di una figlia, che diventa anche guida per la madre alle prese con l’elaborazione del suo passato.

Sono trascorsi pochi giorni dal Giorno della Memoria, occasione che ha visto la ripubblicazione del capolavoro della scrittrice. Quanto dovrebbe essere distante tutto ciò da un’iniziativa come quella dei roghi di libri? Invece le due cose si accavallano, ancora una volta, drammaticamente.

Comunque è doveroso completare il profilo della Janeczek, non solo voce delle conseguenze più intime dell’Olocausto. Il vero e proprio esordio dell’autrice è poetico, con una raccolta in lingua tedesca dal bellissimo e liberatorio titolo: Ins Freie.

Come molti degli altri autori segnalati dalla novella censura, Helena Janeczek si è misurata con l’a-narratibilità della confusione contemporanea grazie a Cibo, che più che un romanzo, definirei un racconto lungo preso e ripreso, sfaccettato, dove la finta ricerca di semplicità complica un filo novellistico già esile. Geniale l’idea alla base del volume: il cibo come nutre, così infetta .

La società letta attraverso il consumo alimentare diventa un casino di fronte al quale si è tentati di perdere le speranze.

Torna la guerra nell’ultimo scritto dell’autrice Le Rondini di Montecassino, abbazia dalla storia di continue distruzioni e rinascite, che fa da sfondo a un libro corale di battaglie tra nazisti e alleati, realtà opposte ma non così chiare nel loro contrasto.

Che (ennesima) colossale cantonata per  Speranzon e Donazzan, che rischiano di apparire, in aggiunta a tutto il resto, anche come esacrabili occultatori della memoria storica.

Michela Capra

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

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