Libri Banditi: Wu Ming

Libri Banditi / Wu Ming

Libri Banditi, la rubrica pompiere che getta secchiate di cultura su chi vuole accendere roghi di libri. Poiché nessuno, per nessun motivo e con nessun pretesto, può proibirci di leggere qualsiasi cosa e di discuterne, abbiamo  pensato che il modo migliore per fermare i piromani di libri sia quello di parlare di quegli stessi testi (e dei loro autori) che essi vogliono bruciare. Se non sapete di cosa stiamo parlando, guardate qui e qui!

Il collettivo di scrittori noto alle cronache come Wu Ming condivide una strana caratteristica con il Divo Giulio (Andreotti): guerre puniche a parte, li hanno accusati di tutto. Pure di stare dalla parte di Al-Qaida (sic!), che è un po' come dire che Ugo Tognazzi era il capo delle Brigate Rosse. Una breve scheda ci aiuterà a capire di che genere di personaggi stiamo parlando.

Sono in quattro, e ciascuno ha un numero di riconoscimento, come la Banda Bassotti; se guardate la foto segnaletica, vi accorgerete che manca Wu Ming 3, uscito dal collettivo nel 2008. Scrivono libri, racconti, saggi e articoli dalla fine degli anni Novanta, e il loro primo libro collettivo (firmato come Luther Blissett) è un certo Q, il romanzo storico più famoso degli ultimi dieci anni, come minimo. Poi sono arrivati i romanzi Asce di Guerra, 54, Manituana, Previsioni del tempo e l'ultimo Altai, che riprende personaggi e situazioni di Q. Non dimentichiamo i saggi: su tutti Giap (che è anche il nome del loro blog) e New Italian Epic, «l'unico tentativo recente di sistemazione teorico-letteraria degno di questo nome» secondo Alberto Asor Rosa.

E se non bastasse, c'è anche l'attività solista, tra romanzi e saggi: Wu Ming 1 con New Thing, Wu Ming 2 con Guerra agli umani e Il sentiero degli dei, Wu Ming 4 con Stella del mattino e L'Eroe imperfetto, Wu Ming 5 con Free Karma Food e Havana Glam. Questi quattro non stanno fermi un momento. E non solo! I loro libri – caso quasi unico nel panorama letterario italiano – sono gratuitamente scaricabili dal loro sito.

Su Giap, il loro redivivo blog, l'attività è frenetica: loro scrivono un post e centinaia ne discutono nei commenti. E sulla questione tristissima che dà origine a questa stessa rubrica, si sbattono come pochi: dopo aver dato l'allarme, aver fornito l'aggiornamento sugli sviluppi della faccenda e aver offerto un'analisi molto precisa, i Wu Ming hanno pure costruito un dossier su tale Elena Donazzan, assessore regionale all'istruzione e alla formazione della Regione Veneto, nonché sciagurata attizzatrice di roghi.

La presenza in rete dei Wu Ming, tra i primissimi autori italiani a esplorare gli spazi della comunicazione online, è dunque viva e consolidata: sul loro blog, come su molti altri siti di letteratura e cultura (Carmilla o Lipperatura, per esempio), e su Twitter. Un lettore qualsiasi gli scrive una email per chiedere spiegazioni, per fare un commento, un complimento o una critica sui loro testi, e loro rispondono.

Ripeto: tu gli scrivi, e loro rispondono. Nei limiti delle umane energie, è chiaro, ma lo fanno. E questo perché la loro "politica" è la seguente: "trasparenti con i lettori, opachi con i media". Non vedrete mai un membro dei Wu Ming in TV, in rete non circolano loro foto, eppure spessissimo sono in giro per l'Italia a presentare libri, fare conferenze, incontri, manifestazioni. Quanti scrittori famosi conoscete a cui potete mandare un email dandogli del tu e avendo la ragionevole certezza di ottenere risposta?

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

6 Commenti
  1. Una curiosità: voi di Finzioni, che siete un blog culturale importante, come vi spiegate il fatto che Nazione Indiana (a sentire Wikio il primo blog letterario italiano) su questa storia del #rogodilibri sia rimasta del tutto assente, inadempiente, insomma, con le mani in mano? E' l'unico blog a non avere reagito in nessun modo. Fuori fanno le liste nere e propongono di mettere al bando gli scrittori, ma quelli di NI danno l'impressione di rimanersene nel loro cenacolo, forse infastiditi da quel chiasso che arriva dall'esterno e impedisce di disquisire dell'ultima silloge di versi del poeta magiaro… Ma davvero quello è il blog n.1 tra quelli letterari? Incomprensibile.

  2. @Franjo Non parliamo degli altri blog, ma solo perché non conosciamo chi li scrive e quali siano le loro priorità. Certo parlare del #rogodilibri è importante, ancor più importante il fatto che i blog più influenti e seguiti diffondano il più possibile la notizia e l'indignazione, visto che la carta stampata – come al solito – latita.

    Detto questo, poi, ognuno prende la faccenda come vuole, anche secondo la propria linea editoriale, per quanto criptica o autoreferenziale possa essere – o possa sembrare. Prova a chiederlo direttamente a loro, secondo me ti daranno una risposta quantomeno argomentata! Noi, di certo, continueremo le nostre battaglie (questa) e continueremo le nostre stronzate (il riassunto del Labirinto Femminile) come abbiamo sempre fatto.

     

  3. Noooo mi sono persa il riassunto del Labirinto Femminile, grave! 
    Tornando seria, vi voglio ringraziare per queste schede sui "libri banditi" e al di là del #rogodilibri, Agamben non sapevo nemmeno che esistesse figuriamoci chi fosse. Le vostre secchiate di cultura non spengono solo pire accatastate da soggetti non meglio classificabili, fanno un gran bene a prescindere.
    Buon lavoro