Libri Banditi: Tiziano Scarpa

Libri Banditi / Tiziano Scarpa

Libri Banditi, la rubrica pompiere che getta secchiate di cultura su chi vuole accendere roghi di libri. Poiché nessuno, per nessun motivo e con nessun pretesto, può proibirci di leggere qualsiasi cosa e di discuterne, abbiamo  pensato che il modo migliore per fermare i piromani di libri sia quello di parlare di quegli stessi testi (e dei loro autori) che essi vogliono bruciare. Se non sapete di cosa stiamo parlando, guardate qui e qui! 

Raffaele Speranzon fino a poco tempo fa io non sapevo proprio chi fosse. Poi ho letto del suo appello per un “boicottaggio civile” nei confronti degli scrittori firmatari della petizione pro-Battisti e sono andata su Google a cercare informazioni su di lui. Ho scoperto che, questa del boicottaggio, è solo l’ultima delle sue numerose iniziative tese a valorizzare il patrimonio culturale veneto: ad esempio l’anno scorso propose di avvalersi del contributo di Lele Mora per rilanciare il Lido di Venezia.

Ho anche trovato un pettegolezzo che circolava sul web nel 2009 e che mi ha molto colpito: si vociferava di una liaison con Manuela Arcuri anche se i due smentivano dicendo di essere solo buoni amici. La relazione, se mai c'è stata, è anche purtroppo finita. Peccato! Credo ci fosse, e ci sia oggi più che mai tra i due, una vera affinità elettiva: entrambi così impegnati sul fronte della cultura, Speranzon censurando i libri cattivi e l’Arcuri promuovendo quelli buoni, come Il labirinto femminile di Alfonso Luigi Marra (qui la prima puntata del nostro riassunto).

Oggi Speranzon ha messo all’indice, fra le altre, anche le opere di Tiziano Scarpa, che è un suo compaesano, nato Venezia nel 1963. E leggere Scarpa oggi ha ancora più valore per me perché con i suoi libri mi ricorda di non fare di tutta l’erba un fascio.

Che poi Scarpa a me sembra un P.R. decisamente superiore a Mora. Basta pensare a Venezia è un pesce (Feltrinelli, 2000) una guida turistico-letteraria tradotta ovunque all’estero, forse perché unica nel suo genere, che propone come primo itinerario quello A caso, senza meta e che prosegue tra aneddoti popolari e curiosità, suggerendo 9 percorsi veneziani corrispondenti ad altrettante 9 parti del corpo: gambe, cuore, naso, mani etc..

A pensarci bene la maggior parte delle opere di Scarpa testimoniano un legame intenso con la città lagunare che oggi lo rinnega: nel romanzo d’esordio Occhi sulla graticola, (Einaudi, 1996) una Venezia universitaria è il teatro dell’incontro tra Alfredo, laureando in lettere, e Carolina, studentessa di Belle Arti che si guadagna da vivere disegnando gli organi sessuali dei manga erotici giapponesi; o ancora il Premio Strega 2009 Stabat Mater (Einaudi, 2008), è ambientato nel XVIII secolo nel Pio Ospedale della Pietà di Venezia oggi Ospedale Civile, luogo in cui peraltro è nato lo stesso scrittore.

La peculiarità di Scarpa sta però nel suo eclettismo: oltre a 4 romanzi (l’ultimo, Le cose fondamentali è del 2010), si è anche occupato di poesia e ad esempio, con Nove e Montanari, ha preso una quarantina di canzoni degli ultimi trent’anni traendone spunto per scrivere testi in versi (Nelle galassie oggi come oggi. Covers, Einaudi, 2001); ha scritto per la radio e il suo Pop corn, prodotto da RadioRai è stato trasmesso da molte radio europee, fra cui la Bbc; è autore di numerose pièces teatrali, nonché instancabile frequentatore dei palchi di tutta Italia sui quali si esibisce in reading musicali accompagnato da artisti del calibro di Bollani e Marlene Kuntz; è stato tra i fondatori del blog collettivo Nazione Indiana e del sito-rivista Primo Amore. 

Insomma è troppo bravo per meritarsi di stare nella stessa biblioteca con Alfonso Luigi Marra. 

 

Viviana Lisanti

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