La nuova nobiltà

La nuova ignoranza del giorno è una bomba!

Vi dico subito che potete ascoltarla qui (il podcast di Controradio), che stamattina io e Adele eravamo particolarmente frizzantini.

L'ispirazione viene da un articolo uscito sul Corriere del Veneto, dalle mie parti, che in soldoni racconta la nuova moda dei ricconi del nordest, ovvero: farsi scrivere un libro. «Tra gli industriali e le famiglie storiche del Veneto è diventato un “must” commissionare un libro che racconti la storia della famiglia, un regalo di compleanno per il capostipite, testimonianza che resta per gli eredi, ma anche omaggio a clienti e amici».

Ma daiiiiii!!!!

Farsi celebrare o celebrare qualcuno in un libro è una forma di nuova ignoranza bella e buona.

Ma ci pensate ai poveri ghostwriter costretti a sgobbare peggio dei cinesi? Questi scrittori che si trasformano in artigiani della gloria altrui e alimentano il "Che ci vuole a scrivere un libro"…

Che poi: tutte le nonne, per quanto fiche, sono degne di essere raccontate?

E la deforestazione!? Vogliamo parlare della deforestazione!?

 

Le nonne, gli imprenditori, le grandi dinastie italiane moderne…tutti si meritano un libro? Non vi basta perdio l'amore dei vostri cari e una letterina per il compleanno?

 

La nuova ignoranza dei nuovi nobili… è anche una forma di nuova arroganza…

 

Scusate amici, ora sono in auto, al volante, direzione Roma (per la cena di Finzioni!) e piove. Non riesco ad andare oltre. Per saperne di più sulla nuova ignoranza della nuova nobiltà, ascoltate il podcast, che c'è Adele che ha una bella voce.

 

A venerdì prossimo!

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

3 Commenti
  1. Premessa: voglio essere ottimista.
    I poveri ghost writer stanno forse anche peggio dei traduttori. Non so come se la passino dal punto di vista del vile denaro della paga, ma, quanto a visibilità, sono davvero rinchiusi nella loro batcaverna, senza possibilità di fuga.
    Però, voglio essere ottimista e questo discorso mi ha fatto pensare a uno dei biografi della letteratura per eccellenza: il povero Michael Owen de “La famiglia Winshaw”, di Jonathan Coe. Lui è un povero scrittore fallito, a cui viene chiesto di scrivere la biografia dei Winshaw. Il poveretto comincia la sua opera, ma alla fine deciderà di raccontare verità scomode e realtà non edulcorate sulla famiglia e sulla politica inglese del periodo della Thatcher. Chi ci dice che prima o poi non avremo meravigliose biografie non autorizzate, in grado di fare luce sui più reconditi retroscena della politica italiana?
    Io sono ottimista!

  2. @vittoria : ah ah ah, giusto sarà bellissimo ! come nel film “Scialla” solo che non si deve informare niente di nessuno a meno del’editor, accordo tacito sino alla stampa finale. E la copertina, ci mettiamo il topino stencil di Banksy ?