La pacchia dei libri che costano poco

Oggi sono particolarmente lieto di scrivere questo articolo de La nuova ignoranza perché, per la prima volta nella storia dell'umanità, ero fisicamente negli studi di Controradio. Insomma, ero a Bari per il L.ink festival e già che c'ero sono passato a trovare Adele per fare la radio. Mi sento di poter dire che il risultato è stato più che positivo (e mi sono divertito tantissimo!). Perfino la mia voce sembra più umana (ascolta il podcast!).

 

La nuova ignoranza di oggi prende le mosse da un articolo di Luca Bianchini che si scaglia contro i libri a 0.99 centesimi (Newton Compton, ndr, tra l'altro la questione è molto attuale).

Insomma, il Bianchini dice che i libri a 0.99 fanno male alla letteratura, agli scrittori e all'editoria. E adduce due motivazioni:

 

1) Fino a che non li ho finiti di leggere, non ne compro altri;
2) [Visto il prezzo] Penso che gli altri editori sono dei ladri.

 

Vedrò di rispondere con ordine:

 

1) Da che mondo e mondo compro i libri quando voglio e li leggo quando voglio. E se sto leggendo un libro, può capitare che ne compri un altro e lo metta da parte per leggerlo in tempi migliori. Ma soprattutto: credo che l'acquirente tipo del libro a 0.99 sia il lettore forte, quello che ci tiene a risparmiare qualche soldino, non certo coloro che leggono uno o due libri all'anno.

 

2) Trovo che i ragionamenti siano un po' forzati. Penso ai classiconi che Amazon permette di scaricare gratuitamente. Ciò è un male? Ma soprattutto: ora gli italiani comprano ancora per lo più su carta, ok, ma i trend sono in cambiamento. I numeri degli ebook venduti aumentano e il prezzo degli ebook scende. Ciò è male?

 

“E per dirla concretamente: i libri a 0.99 ruberanno posto non solo ai miei romanzi, ma anche a quelli di altri autori che magari hanno belle storie da raccontare e che troveranno inevitabilmente meno spazio espositivo in libreria.”

 

Ahhhh! Ecco dove sta il problema! Ma non capisco, voglio dire, la gente compra Freud, Amleto e Seneca e di conseguenza non legge più Bianchini… mi sa che ho perso qualche passaggio.

 

Però su una cosa ha ragione il giornalista di Vanity Fair: gli italiani leggono poco. Se li comprassero, i libri, a 0.99 o a 20 euro, magari avrebbero una possibilità in più di leggerli. Potrebbe compiersi quel passaggio che auspicavo con il discorso dei "6 gradi di separazione": trasformare gli italiani da leggenti (abili a leggere, ma lettori non attualizzati) a lettori.

 

Magari saremo tutti più felici. Secondo me pure il Bianchini.

 

PS. Quando meno ve lo aspettate arriverà la seconda parte dell'intervento radiofonico… A presto!

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

6 Commenti
  1. proprio grazie agli ebook gratuiti di Amazon ho riscoperto i classici che da ragazzina schifavo per motivi di obbligo scolastico. Adesso sono una lettrice forte, e approfitto spesso e volentieri dell’offerta quotidiana Kindle. Non penso che un libro a 0.99 € faccia male alla letteratura. Fa male alle tasche degli eredi (di ventesima generazione) degli autori, questo sì.

  2. Mitica Eddilo! Anche io grazie ad Amazon ho riscoperto molti classici e ho letto alcune chicche che altrimenti non sarebbero mai finite sul mio comodino!

  3. Di getto mi verrebbe da dire… ma anche se i classici sono venduti a 0.99€, non credete Voi tutti, che si trattano di libri che hanno venduto già milioni e milioni di copie e che quindi hanno già fatto sufficienti incassi ed introiti, tale per cui una casa editrice può venderli “sottocosto”? Io la vedo così, e non mi allarmo più di tanto sul fatto che l’autore ci perda, così come la casa editrice. Anche perché gli autori sono “tutti” (o quasi) deceduti e gli introiti per i diritti di pubblicazione vanno ai loro eredi, che sicuramente hanno già ereditato più che a sufficienza e mangiato alle spalle del povero autore… povero si… perché spesso l’autore fin che era in vita non si è visto pubblicare la propria opera, cestinata più e più volte… finchè puff.. muore ed ecco che il suo libro diventa un caso letterario.
    Inoltre, relativamente al fatto che costano poco, che tal prezzo induce il lettore a comprare solo classici (oscurando gli altri autori, ma in particolare Luca Bianchini si sento messe in secondo piano avendo paura di incassare minor introiti dalla vendita dei suoi libri – infatti i suoi libri non sono al livello dei classici, purtroppo per lui) non è affatto vero. Un lettore compra un libro perchè è interessato a leggerlo… non perchè costa poco. Se mai si può dire che può approfittare del prezzo alquanto economico per risparmiare qualche soldo in questo periodo di gran crisi. All’editore poi non interessa se il libro viene acquistato per essere messo su uno scaffale a prendere polvere o viene letto… l’incasso intanto ce l’ha avuto.
    Inoltre, ultima cosa, sul fatto che 0,99€ possa essere anche una sottostima del valore di un libro, esce in libreria sottocosto a scapito dell’autore, dell’editore (che a detta di Bianchini non ha guadagni) e degli altri autori che si vedono portar via clienti… per quanto riguarda i libri presi a prestito nelle biblioteche, della vendita dei libri usati, del scambio gratuito di libri tra utenti… cosa si dovrebbe dire? Non c’è anche lì un mancato introito per l’autore specialmente?

  4. Io sono contro questo nuovo revival del classicone non tanto perché, come Bianchini, penso che levi spazio alle nuove opere eccetera (sai che opere poi…), quando perché dietro probabilmente c’è un lavoro molto brutto. Non so effettivamente la Compton, ma con la sfilza di diritti sui classici scaduti molte case editrici se ne sono approfittate, affidando a giovani precari “l’aggiornamento” di vecchie traduzioni (perché è chiaro, il giovane messo a fare questo lavoro non lo paghi come il traduttore specializzato). Ed ecco spiegato il basso costo: ripeto, non so se anche alla Compton vi siano dinamiche simili, ma per esperienza diretta altre case editrici lo han fatto.

  5. Per Michele: ti consiglio: “Racconti Fantastici” di Tarchetti e “Il ritratto del Diavolo” di Barrili, due ebook gratuiti davvero carini 😀

  6. Density, in effetti la questione che sollevi è giusta, ma io parto sempre dal presupposto ottimistico (e un po’ idealista, lo so) che un aumento del numero dei lettori, alla fin fine, non potrà che far bene a tutti gli elementi in campo nel match dell’editoria nostrana.