Alle ore 13:22

Pazienza per l’odore dei treni. 10 episodi di nessuna importanza / Alle ore 13:22

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Alle ore 13:22 del 3 gennaio il mondo si accorgerà di un dato. Nel novantotto per cento dei casi, il dato si prende ma non si rapprende. Detto altrimenti, nessuno vi farà attenzione, nessuno lo segnerà per ricordarselo, nessuno penserà a come regolarsi di conseguenza. Le soglie della coscienza slittano in tempi brevissimi. Le micropolveri si chiamano “smog” solo per cinque minuti; subito dopo diventano l’odore il carattere il tono di una certa strada, di una certa città. Bologna, tutto sommato, non è inquinata: ha quell’ odore lì. Ebbene, non esiste una sola concreta possibilità di intercettare un così misero intervallo di tempo. Se ne fossimo capaci, potremmo osservare le parole che si mettono in fila davanti al mondo raccontandoci, anche solo per pochissimo, qualcosa di vero.

E questo è quanto. 3 gennaio. Ore 13:22. Uno di voi non troverà la custodia dei propri occhiali da vista. Nello stesso momento, un personaggio di un telefilm vivrà la stessa esperienza sulla scena di un delitto, cagandosi sotto all’idea di perdere nelle budella della vicina di casa una prova che possa incriminarlo. Poco lontano, il rantolo indelicato del vostro coinquilino vi dirà qualcosa circa la pressione che il poveretto sta esercitando per svitare la moka e gettare un po’ di caffeina su questo lago di vergogna che chiamiamo mattino. È possibile – congiuntamente – che al di là della finestra un passante inveisca contro il conducente di un autobus: la porta non si apre, lui non riesce a salire, arriverà tardi al lavoro, lo licenzieranno, per la disperazione si dimenticherà di augurare buon compleanno alla sua fidanzata, quella lo lascerà e alcuni barbiturici metteranno la parola fine a quella trafila di banalità di cui non può che comporsi l’umana tristezza. Esiste infine il caso in cui tutte le precedenti vicende facciano parte di un unico romanzo che state leggendo. Sareste molto interessati a sapere come prosegue la storia, ma avete dimenticato il libro nel bagno e la porta è chiusa perché all’interno il coinquilino di cui sopra si sta alleggerendo le interiora.

Il problema generale è la confezione. All’interno può esservi un mezzo di locomozione, una droga, uno strumento per vedere meglio, una storia avvincente e un mare di merda, nonché alcune curiose combinazioni dei predetti elementi. È nostro diritto immaginarci un mezzo di locomozione per muoverci meglio in un mare di merda, ma non è un nostro diritto immaginare che tutto questo possa emanciparsi dalla confezione, dal fatto di essere in qualche modo precluso e vietato, ancorché in via relativa. In questo senso la chiave, e tutta la variegata gamma dei suoi succedanei più o meno elettronizzati, non è affatto uno strumento d’accesso, bensì è la prova provata che quell’accesso – di norma – non è permesso. 3 gennaio, ore 13:22. Tutto questo sarà chiaro, chiarissimo. Un bagno di luce. Un nulla di fatto nell’ora di pranzo. La cosa vi sarà passata di mente proprio mentre aprirete il frigorifero per controllare il possesso fondamentale di almeno una cipolla. Estrarrete la cipolla stessa dalla sua buccia più secca e il coltello per tagliarla dal solito cassetto. Anche l’olio, l’acqua, i bicchieri usciranno da qualche parte, ma tutto questo non vi sembrerà un problema di confezione. Più in generale, non vi sembrerà nemmeno un problema, affranti come sarete dinanzi al telegiornale che vi ragguaglia circa lo scarto preoccupante fra l’inflazione reale e quella programmata.

E tutto finirà mentre gli schizzi di un sugo troppo salato colorano la vostra passione civile, lo sdegno sincero per la gestione poco accorta delle pubbliche finanze, la vostra camicia buona e quei successivi sette minuti in cui cercherete di ricordarvi quale mobile occorre aprire per trovarci dentro lo smacchiante.

C’è una confezione più ampia, in definitiva, che racchiude me e voi quattro pinguini che mi state ascoltando. Non è alzando la testa che ne vedrete i bordi, le vie di fuga.

Dovreste morire, per questo.

Ma dopo, solo dopo le 13:22.

Edoardo Lucatti

Myspace Fersina Zoo

Contatti per performance live: edo_luc@yahoo.it

 

 

 

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