La scatola del sapere

Pazienza per l’odore dei treni. 10 episodi di nessuna importanza / La scatola del sapere

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Non è più il caso di guardare fuori dalla stanza

per sapere che tempo fa. La scatola del sapere
luccica davanti a me, più abile di qualunque
finestra, condita di giochetti interattivi.
Non capisco se ho a disposizione montagne di dati
O se invece sono i dati
che hanno a disposizione montagne di me.
Nutro una certa ebbrezza nell’immaginare
i percorsi del mio ego frazionato in giro per la rete:
reiterazioni numeriche, sibilline come oracoli,
mi portano dove l’identità è funzione di calcolo.
Oggi la scatola del sapere mi dice che hanno trovato le prove,
me le fa vedere, che brava, non mi prende in giro.
Strani fumetti gialli su vecchi camioncini nel deserto:
sono stazioni mobili per la produzione di armi chimiche.
E poi c’è quel grosso e panzuto negro stronzo di Washington,
che sventola una boccetta di miodioantracemiodio,
e mi ricordo che fino a un anno fa non sapevo nemmeno
cos’era, sta cazzo di antrace.
Ma le scatole del sapere aumentano il vocabolario,
ci dotano di un lessico con cui argomentare il nostro consenso,
ci fanno scegliere tra due o tre ragionamenti
che ci portano ad essere d’accordo.
Bhè, non so voi, ma io sono contento di sapere che l’isolante
Termico degli shuttle spaziali è costituito di
Carbonato di silicio. Oh, finalmente una notizia sissignorescientificasissignore!
Sono saltate due piastrelle, e quelli hanno fatto bum!
La scatola del sapere ci ha anche fatto vedere le crepe sull’ala,
uuuuuuuuuaaaaaaaaaaaaaauuuuuuuuuuuuuuuu…………
Colpa di Platone, non ho mai sopportato il mito della caverna,
la sua evidenza ottica, il suo feticismo filosofico,
il suo essere così fottutamente padre della real TV,
cosa vedi? Non lo vedi più? adesso lo vedi di nuovo? È ombra, parvenza, sembianza, realtà?????
NOI DOBBIAMO VEDERE!
E nello spazio
abbiamo visto, con occhio retroattivo, l’origine della loro morte,
mentre quelli se ne stavano belli allegri,
nelle tute orribili della Nasa,
a chiacchierare con la goffa Pantegana d’Israele, foca porcella,
e ancora oggi continuiamo a mandare in onda
foto di loro che ridono, che salutano…
… sì sì ridi pure, fai ciao con la manina… ridi ridi!
Questione di angolo di rientro, eh cosa vuoi…, l’angolo di rientro.
Se mi sbagli l’angolo di rientro, scusa eh…
Quando mi guardo allo specchio
Cerco di capire se sono diverso dalla persona
Che sei giorni fa ignorava l’espressione “angolo di rientro”…
Sospendo un attimo i miei pensieri, condivido qualche file.
Mi gratto la schiena e controllo sul sito del meteo
La percentuale di umidità che oggi c’è nell’aria,
poi faccio cercare al computer un paio di vie della mia città,
lo obbligo a dirmi la strada più breve per raggiungerle,
scoreggio,
è mattino – per Dio – si scoreggia sempre davanti alla scatola del sapere…
94% di umidità, proprio come a Pasadena, quando quel finocchio
col codino l’ha tirato alle stelle.
L’umidità è importante, che vi credete? D’estate serve a misurare il grado
Di affidabilità delle vostre mutande, quanto vi si attaccano al culo,
cose del genere direi…
La temperatura non la guardo nemmeno più,
ormai vivo nella convinzione che anche la natura si sia
fatta più originale, grazie alla scatola del sapere.
E questo lo so io,
come lo sa l’edicolante,
come lo sa la battona,
come lo sa una fattucchiera di Shangai che giusto ieri,
ottima scelta direi, s’è connessa alla rete.
Fai Ciao ciao con la manina… brava, così…
…. Adesso vediamo anche te.

 

Edoardo Lucatti

Myspace Fersina Zoo

Contatti per performance live: edo_luc@yahoo.it 

 
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