Infinite Jest a colori

Benvenuti a Recensioni a colori, la nuovissima rubrica in cui si parla di libri… disegnandoli!

Eh sì, avete capito bene. Siamo stufi delle solite recensioni pippose piene di verbosità incomprensibili e noiosissime applicazioni di sterili teorie letterarie. Qui, lo sapete, si parla di libri in maniera leggera, frizzante, ironica, ma mai banale. Per questo, quando abbiamo incontrato Andrea Patassini, è stato colpo di fulmine.

Un pomeriggio Andrea si presenta mentre eravamo tutti seduti a bere delle gran Tassoni. «Ciao ragazzi, mi chiamo Andrea, ma tutti mi chiamano Patassa. Sono un gran divoratore di libri e amo i fumetti. Mi è venuta 'sta mezza idea di unire le mie due passioni e ho pensato di fare delle recensioni a fumetti. Date un po' un'occhiata se vi piace». E ci mostra i suoi bozzetti. Noi strabuzziamo gli occhi e gli diciamo «Che fico! Andrea, sei dei nostri. Vogliamo le recensioni più colorate di tutto il mondo, anzi, di tutto l'universo!».

Ed ecco qui le Recensioni a colori. Si comincia con una sfida: Infinite Jest, il mattone di DFW che intimorisce ogni lettore come il monolite intimoriva le scimmie kubrickiane. Cliccate sulle miniature qui sotto per vedere l'immagine in dimensione originale e… buona lettura!

Andrea Patassini

Andrea Patassini detto Patassa è un lettore vorace, mangia romanzi, racconti, saggi, articoli, fumetti e mais tostato accompagnato da una buona birra. Quando gli riesce disegna robe strane. E a volte le pubblica pure. Per vostra sfortuna.

24 Commenti
  1. La nuova frontiera della recensione e della lettura creativa. Finzioni in fuga solitaria verso il futuro grazie al nuovo acquisto, il fantasista Patassa!

  2. Splendida idea e bellissima recensione (tra l’altro molto veritiera: sono sfuggita a I.J. per sei mesi, nascondendolo tra i vecchi libri di scuola. Poi ho ceduto con l’arrivo del freddo! :D).

  3. Non ho mai capito perché non lo abbiano diviso in tre volumi. Parte uno, due, tre. 400 pagine l’una. Così è illeggibile. A letto non lo puoi portare che la morosa è gelosa, nella borsetta non ci sta, in treno devi comprare due biglietti altrimenti ti fan la multa.

  4. Sì. l’idea è molto buona, ma sarebbe stato carino scrivere che è un idea che aveva avuto prima Tiziana Lo Porto, che fa recensioni disegnate da almeno due anni.

  5. Troppo carina!! Un grosso imboccallupo al patassa per il proseguimento della rubrica che avrà un lettore fedelissimo nel sottoscritto! :):)

  6. @polu

    ti sbagli. Gli ottimi testi di Tiziana Lo Porto (e soprattutto i disegni di Daniele Mariotta) non sono esattamente recensioni, a me sembrano piuttosto modi alternativi (carini, del resto) di lanciare un libro. Blurb, in una parola. Tant’è che, come al solito, aggiungono spesso notizie biografiche dell’autore e una breve sintesi della trama.
    Le recensioni di Finzioni non parlano mai della trama, ma si concentrano sempre e solo sull’esperienza di lettura. I disegni di Patassa fanno esattamente questo: non raccontano il libro, ma raccontano il rapporto tra il libro e il lettore. Questa è, secondo noi, la lettura creativa.
    E non è un caso che per insistere su questo concetto – l’importanza della lettura più che del libro – abbiamo cominciato con le recensioni a colori di un libro non letto! Si tratta allora di idee assai diverse.
    E in generale, noi crediamo che le idee sono di tutti, e che non conti la paternità ma la capacità di applicarle. Il resto è narcisismo un po’ infantile. 😉

  7. Bello!! Si di si. Così si esprime meglio cosa si prova di fronte a cotanta stazza, non solo artistica (infinite jest appunto). Mai fatica fu così fisica e muscolare!!

  8. L’idea è veramente geniale, la creatività non ti manca e per quanto riguarda i disegni sempre sollazzosi!

  9. Fantastico 🙂 Un vero “ritratto” del mostruosissimo Scherzo Infinito (che poi arrivi alla fine e dici: non ho capito niente/non ha senso/ho sprecato mesi di vita/mi sa che il senso è proprio questo/Vaffanculo DFW)

  10. @Viola

    “non ho capito niente/non ha senso/ho sprecato mesi di vita/mi sa che il senso è proprio questo/Vaffanculo DFW”

    Stai forse proponendo le recensioni in versi liberi? 😀

  11. Grande patassa!
    l’idea di porre sotto i riflettori il rapporto tra il lettore e il libro è già una bella idea.
    Figuriamoci poi se questa idea viene rappresentata con l’ausilio del fumetto, dove colori, segni e concetti si offrono al lettore in un tutto armonico..
    Magari la prossima idea da porre sotto i riflettori potrebbe essere il rapporto tra il lettore e il fumetto..
    Che ne dici?
    Comunque bravo, continua così..

  12. L’unico motivo per il quale ancora non l’ho letto è il prezzo… perché voglio assolutamente tuffarmi in quell’oceano narrativo e perdermi nei suoi abissi…

  13. E’ proprio quello che provo io! Lo sposto da uno scaffale all’altro (così faccio un po’ di esercizio fisico) e non ho ancora avuto il coraggio di aprirlo. E io sono una che rifugge i libri brevi. E’ solo un problema di peso perchè leggere a letto Infinite Jest vuol dire farsi venire il bicipite di Tyson: bypasserò con l’ebook. Così ingrandisco i caratteri e le pagine diventano almeno 4000.

  14. Ho deciso: leggerlo è tra i miei buoni propositi del 2012 (e dire che un paio di mesi fa avevo pure cominciato a leggerlo…).