Il cuore oscuro del calcio

Se c’è ancora qualcuno che pensa che il calcio giocato oggi sia uno sport puro, fatto solo di bei gesti tecnici, di rivalità accese ma che alla fine si concludono in un ecumenico "volemose bene", ecco forse il libro di cui sto per parlare non fa per voi.

Perché il calcio di oggi significa affari e soldi, contratti fra tv e club, ingaggi milionari. Significa, in diverse occasioni, scandali e corruzione. Una squadra di calcio è spesso un enorme carrozzone i cui combustibili si chiamano marketing e contratti televisivi, una macchina perfetta per accaparrarsi consenso fra  i tifosi, in altre parole consenso politico.

Esemplificativo di questa pessima introduzione è il titolo del libro che voglio sottoporvi, si tratta di Calcio e potere, titolo uscito nel 2008 per la benemerita Isbn edizioni che tanto sta facendo per cambiare la cultura calcistica nel nostro oscuro stivale.

L’autore è Simon Kuper, giornalista britannico, sports columnist del Financial Times e uno dei maggiori scrittori di sport attualmente in circolazione.

Scrivere di questo libro potrebbe portarci in tre, distinte direzioni. Quella propriamente da tifoso, quella giornalistica e infine una deriva antropologica.

La prima la si incontra appena si leggono le prime pagine dell’introduzione in cui Simon Kuper spiega come, in maniera abbastanza casuale e fortunata, abbia intrapreso la carriera di giornalista sportivo. Una macchina da scrivere sotto il braccio, un biglietto per l’Europa continentale e curiosità da riempirci un libro in cui raccontare il mondo del calcio.

Quello che Kuper ha fatto per scrivere Calcio e potere è stato viaggiare ai quattro angoli del mondo per raccontare il calcio da vicino parlando con tifosi, andando allo stadio, intervistando giocatori, allenatori, qualche presidente e svariati altri curiosi personaggi che ha incontrato sulla propria strada. Kuper è stato in un certo senso un tifoso che voleva capire qualcosa di più dello sport che ama.

Ma Calcio e potere è soprattutto un indagine dettagliata e scritta bene del posto che il calcio occupa nel mondo. Kuper ha girato ventidue paesi per scrivere questo libro con l’obiettivo di documentare quale valore sociale, economico, politico abbia assunto il calcio.

In un certo senso il giornalista inglese ci lancia un messaggio preciso invitandoci a non considerare che il calcio inizia e finisca nello spazio dei 90 minuti di una partita. Fuori da quell’intervallo di tempo c’è l’immensa potenza simbolica che scatena, il suo uso distorto e criminale da parte di chi usa il calcio come veicolo ideologico, c’è la costruzione che fa delle identità collettive.

Calcio e potere è un enorme serbatoio di storie e incontri. La rivalità fra Celtic e Glasgow, la filosofia che sta dietro al motto del Barcellona mas què un club, il rapporto fra calcio e jihad islamica. La storica rivalità fra Olanda e Germania scaturita successivamente alla Seconda guerra mondiale, il calcio ucraino e i suoi rapporti con la malavita organizzata.

Kuper scrisse questo libro a cavallo degli anni ’90 ma è attualissimo anche oggi. Non ricordo un periodo storico come questo in cui il calcio abbia avuto, a seconda degli attori protagonisti, rapporti stretti fra politica, mondo economico e società.

Senza fare riferimenti fin troppo espliciti a casa nostra, diamo un occhiata in Cecenia dove il dittatore locale Kadyrov è anche presidente della principale squadra locale il Terek Grozny, il cui stadio è stato inaugurato con una parata di stelle del calcio il tutto condito in una salsa populista da far rivoltare lo stomaco. Oppure pensiamo alla recente acquisizione del Psg da parte di emiri e petroldollari. Un leviatano calcistico unico. O ancora alla storia surreale di Gheddafi junior.

Gli esempi potrebbero continuare a lungo.

Questo libro va quindi letto ad ogni costo se vogliamo uscire dallo schema Gazzetta/Processo del lunedì e farci un idea non condizionata delle dinamiche che dominano il calcio odierno.

2 Commenti
  1. *Questo libro va quindi letto ad ogni costo se vogliamo uscire dallo schema Gazzetta/Processo del lunedì e farci un idea non condizionata delle dinamiche che dominano il calcio odierno.

    e veramente serve un libro come questo per uscire dallo schema?, se non ci si esce da soli è perché ci si vuole restare. la gente vive di gazzetta/corriere processo come io e voi (suppongo) viviamo di libri, parole e letteratura, non c’è nessuna differenza.