Cinque cose divertenti che non farete mai più

Illustrazione di Alessio Sabbadini

Proprio quando i festival diventano solo un pretesto per l'ennesimo weekend fuori porta, quando l'arrivo dell'autunno fornisce agli utenti di Facebook e agli sconosciuti in ascensore un sicuro argomento di conversazione, quando si comincia a lavorare ai libri in uscita a gennaio, ecco che arriva tra capo e collo la fiera internazionale del libro di Francoforte. Ops, scusate, la Buchmesse. Mentre quei socialite degli uffici stampa tracannavano il pugile e i redattori cercavano di superare di un paio di punti la vita mondana dei traduttori, qualcuno lavorava in silenzio, all'ombra di uffici con i soffitti di stucco, facendo ticchettare le dita sulla tastiera con cadenza armoniosa e spietata. Agenti letterari e uffici diritti delle case editrici – due facce della stessa medaglia in canina e cortese opposizione – si preparavano per la fiera. Trilingui, coi capelli più disciplinati di Anna Wintour e un armamentario di completi grigio-perla, queste figure approdano a Francoforte con occhiaie a prova di correttore ma sorridono come liceali in gita. Dopo aver passato mesi a leggere manoscritti nottetempo per valutare se comprare, vendere, e a quanto, l'arrivo in fiera è liberatorio. Ma per liberarvi veramente, provate a fare una di queste cose:

  1. Francoforte è quel posto in cui finalmente si attribuisce una faccia a un nome che prima era solo una rottura di scatole nella posta elettronica. Provate a presentarvi a un editor come l'agente XY dell'agenzia letteraria col nome più improbabile che vi viene in mente. Osservate l'impercettibile zampa di gallina che si forma su un viso temprato dalla disciplina diplomatica.
  2. Fatevi trascinare dall'autore di punta della casa editrice nel quartiere a luci rosse di Francoforte con la scusa che ormai in letteratura va di moda il porno. L'indomani negate tutto e date dello schizofrenico allo scrittore se tenta di insinuare che eravate con lui.
  3. Alla cena con E.L. James, ignoratela, fingete di trovare interessantissime le chiacchiere del vostro vicino di posto con l'Alzheimer (invitato solo perché ha fatto la storia dell'editoria ma piazzato accanto a voi perché, appunto, ha l'Alzheimer), ridete sguaiatamente e, alla fine, chiedete alla James se vi dà la ricetta della cheese-cake, perché è di questo che parlano i suoi libri, no?
  4. Gli agenti letterari ultimamente fanno un uso spregiudicato di Twitter. Alle feste  avvicinatevi agli autori più antipatici e accennate al fatto che anche voi avete un cane.
  5. Alla fine sarà stato concluso il deal dell'anno, e un agente sarà riuscito a vendere i diritti di un libro per una cifra astronomica. Suggerite all'orecchio di tutti che quei tre milioni non erano dollari ma rupie.

Vi aspetto al varco tra qualche settimana. Intanto, provate a scoprire cosa c'entra Sasha Grey con la fiera del libro.

Francesca Mastruzzo

Non vive a Milano, non lavora nell’editoria, non sposerebbe il Signor Bonaventura, i suoi eroi non sono Anton Cechov e Sailor Moon, non ha un Tumblr.

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