A qualcuno piace bollente

Illustrazione di Alessio Sabbadini

Che sia stato l'anno del porno non ci sono dubbi. La fiera di Francoforte era un florilegio di battute pruriginose e le migliori erano usate come merce di scambio per scaldare contrattazioni freddine. Alla domanda “Avete libri erotici sul vostro catalogo?”, pare che un'anonima editoriale abbia risposto “No, perché noi non leggiamo il sesso, lo facciamo”. E.L. James, fai già troppo 2012. I nuovi casi letterari sono imprevedibili come l'isola di Lost, più spinti di tutte le Sfumature, e si scrivono a pancia piena. Ma tutti hanno un tabù.

J.J. Abrams È successo. Dopo aver bruciato una serie tv (Alcatraz, che dopo la prima stagione non è stata rinnovata) e averne messa in campo un'altra da far impallidire l'ultimo fiasco di Spielberg, J.J. Abrams ha scritto un libro. Il contenuto è ovviamente top secret. Tabù: “Ma ci sarà un'isola?” è una domanda masochista e nostalgica.  

Sasha Grey Star del porno in ascesa tra il pubblico hipster, vagina poliedrica e senziente, ha scritto un romanzo in stile Fight Club dove non si combatte ma… indovinate che si fa? Il libro era stato già venduto molto prima della fiera sulla base delle prime 20 pagine. Tabù: Nonostante i suoi organi genitali siano più famosi della riforma sanitaria di Obama, a Francoforte Sasha Grey non si è presentata.

I würstel di Hachette Il party di Hachette vanta un menu fossilizzato da secoli, di cui tutti si lamentano ma la cui abbondanza ha prodotto leggende che si perdono nella notte dei tempi. I würstel sono il piatto forte, insieme ai camerieri che ti strappano dalle mani il bicchiere vuoto e ti danno un prosecchino nuovo prima che tu te ne accorga. Alla fine sono tutti sbronzi, come nella migliore tradizione editoriale. Tabù: naturalmente i würstel hanno stimolato battute che solo dosi crucche di alcool potevano sublimare. Età media e sesso del comico avanguardista: 54 anni, femmina. 
 

Frankfurter Hof Questo hotel è leggenda. Si narra che gli affari più importanti si concludessero qui, in gran segreto, un giorno prima dell'inizio della fiera. Che sia vero o meno, il martedì (la fiera comincia il mercoledì) non si trova mai un posto a sedere. Alcova delle teste coronate dell'editoria (le camere costano 600 euro a notte, Wi-Fi escluso), è il ritrovo del dopocena di tutti i fieristi. Tabù: di solito qui si festeggia l'assegnazione del premio Nobel alla letteratura. Quest'anno la crisi ha inibito le celebrazioni e fatto recuperare un anno di vita a Philip Roth.

Paolo Giordano Dopo aver venduto il suo romanzo d'esordio a mezzo mondo, la presentazione del suo secondo libro era attesissima. Ingresso su invito, ma per confondere le tedeschissime stagiste all'ingresso bastava dire di essere italiani-paisà. Giordano ricompensava gli ospiti con open bar e un inglese da conferenziere scafato. Tabù: Il tema dell'Afghanistan sarà mica stato scelto per vendere più copie negli States?

Ristoranti Cari come il fuoco dei lombi di Humbert Humbert. La solita grandeur francofortiana è stata però minata dalla crisi. I ristoranti più chic sono stati soppiantati dalle taverne al di qua del Meno (zona fiera, per intenderci), e alla sala da tè del Frankfurter Hof editori e agenti hanno preferito Starbucks. Tabù: Come da tradizione, agli autori bisogna offrire tutto: per risparmiare, take-away dell'annacquatissimo Latte-venti da appoggiare accanto al canapè.

Scopertine Copertine sexy e scollacciate per tutta la fiera, e non solo quelle della prevedibile Taschen. Pare che un editore abbia accolto i visitatori del suo stand presentando le copertine più desnude come “Il nostro catalogo tette e pettorali”. Per chi non era lì, ci ha pensato a fotografarle Inachisio di Dire fare l'amoreTabù: Il nostro agente segreto ama l'erotismo ma lavora in un posto che non immaginereste mai.

Starbucks Il vero protagonista della fiera. Piazzato di fronte al Frankfurter Hof Hotel, ha salvato dalla bancarotta fraudolenta agenti e editori. Tabù: Avvistati hipster col portatile che componevano il loro romanzo post-esistenzialista in vetrina nella speranza di essere agganciati da un agente.

Francesca Mastruzzo

Non vive a Milano, non lavora nell’editoria, non sposerebbe il Signor Bonaventura, i suoi eroi non sono Anton Cechov e Sailor Moon, non ha un Tumblr.

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