L’editoria scolastica, il precariato, e perché il multimediale non parte

Illustrazione di Alessio Sabbadini

 

Federica ha gli occhi di ghiaccio e un debole per il calcio, la birra media, il Giappone (dovrei citare anche la Francia, ma pare che ormai abbia tradito Parigi per Tokyo). Manda fogli Excel alle sue amiche per votare il nome del suo prossimo gatto (Mochi e Stipsi tra i favoriti). Di solito si esprime per giochi di parole, e se la interrompi continua nella sua testa. Eppure è con lei che faremo un po' di chiarezza su un argomento serissimo: l'editoria scolastica. Sì, perché i sussidiari avranno anche quelle copertine frivole e allegre, ma da loro dipende il futuro dell'Italia. Del settore della scolastica si sa poco: chi ci lavora? Come? E dov'è la svolta multimediale di cui si parla da anni? 

 

Nome: Federica

Età: 29

Lavoro: redattrice, Mondadori Education. Mi occupo sia della redazione di volumi sia della progettazione e redazione di materiali multimediali per la scuola.

Twitter: ho cancellato l'account perché l’idea che la gente mi “segua” mi mette un po’ di ansia. Mi limito a postare su Facebook pessimi giochi di parole e assurdi dialoghi che si svolgono solo nella mia testa. 

Come sei finita a fare quello che fai?

Un colpo di culo, immagino… In breve: Master della Fondazione Mondadori nel 2009, poi varie peripezie editoriali mal pagate, infine stage di 6 mesi in Mondadori Education. Collaboro stabilmente dal 2011.

Fare questo mestiere è «sempre meglio che lavorare»?

Al contrario! L’editoria ti spreme. Negli ultimi mesi la riforma Fornero ha dato il via a un'ulteriore precarizzazione. Le case editrici stanno marginalizzando sempre più i collaboratori, chiedendo loro di aprire la partita Iva. Nel settore della scolastica si va avanti con contratti a progetto di 3-5 mesi che vengono rinnovati per anni e anni. Se sono ancora qui è perché questo lavoro mi piace, e pure tanto! È un po’ come essere innamorata di una stronza.

Vuoi più bene a Proust o a Joyce? 

Domanda indiscreta: chiederesti mai a una donna se ha orgasmi vaginali o clitoridei? Comunque direi Proust, perché si possono avere anche orgasmi olfattivi.

L'ultimo libro che hai letto?

Sto leggendo Il cucchiaino scomparso di Sam Kean. Spiega la tavola periodica e un sacco di cose molto fiche della chimica calandole nel contesto storico. Se mi permetti una riflessione professionale, riuscire a spiegare anche le cose più complesse in modo semplice, brillante e coinvolgente dovrebbe essere l’obiettivo del bravo redattore di scolastica. 

E invece da adolescente cosa leggevi?

Tanti Dylan Dog.

Cocktail preferito?

Una birra media, grazie.

Vorresti aver scritto tu Cinquanta sfumature di grigio

Mi rifarò scrivendone la versione lesbo.

Jonathan Franzen vuole diventare tuo amico: gli offri un aperitivo? 

Ma se è lui che vuole diventare mio amico, perché devo offrire io?

Hai un lettore ebook? 

No. Franzen mi ha detto che la tecnologia è uno dei volti di Satana. 

Sai distinguere il Simoncini dall'Helvetica? 

Di elvetica conoscono solo la mia ex coinquilina.

Il futuro dell'editoria è il digitale, il social o le ciambelle fritte?

In realtà trovo la questione noiosa e mal posta. Noiosa, perché quando Umberto Eco si sente in dovere di rassicurarci del fatto che il libro di carta non scomparirà, ripetendo da anni le stesse banalità, mi viene voglia di fare un falò. Mal posta, perché dipende dal tipo di editoria di cui parliamo. Gli editori di scolastica, che avrebbero mille opportunità per sperimentare e osare di più, non lo fanno, o lo fanno poco, essenzialmente per due ragioni. Prima di tutto, devono fare i conti con la scarsa preparazione informatica degli insegnanti e quindi con lo scarso utilizzo degli strumenti multimediali nelle scuole: il multimediale, da solo, non sposta di una virgola la percentuale di adottato. Inoltre i materiali multimediali, almeno per ora, non sono a pagamento e non portano ricavi, quindi il budget previsto per la loro realizzazione è limitato. Non escludo che qualche editore proverà a vendere pacchetti di lezioni interattive ai docenti, ma credo che non ne ricaverà quasi nulla.

Dove compri i tuoi libri? 

Spesso ricorro ai tanti amici che lavorano nelle case editrici milanesi, ma mi piace molto girare per librerie e remainders. Compro su Amazon quando cerco edizioni particolari o libri in lingua originale (ma l’italiano non vale come lingua originale?). 

Le serie tv sono meglio dei romanzi o ci vanno molto vicino?

Canto fuori dal coro. Tranne eccezioni rarissime, le serie tv mi annoiano.

Ultimo viaggio fatto?

Giappone, l’estate scorsa. 

Quante lingue e dialetti parli?

Parlo tre lingue straniere o, per meglio dire, originali. Francese, spagnolo e inglese. Capisco anche il portoghese e il pisano.

Il libro del futuro è senza pagine e si naviga con lo sguardo?

Tranquilli, il libro di carta non scomparirà.

Chi vorresti essere nella tua prossima vita?

Una psicologa dei gatti, per spillare denaro ai ricchi che se la menano.

Cosa fai oltre a lavorare nell'editoria?

Dedico il poco tempo libero al Gruppo Scuola di Arcigay Milano. Conduciamo progetti educativi e incontri nelle scuole superiori e medie di Milano e circondario, per sensibilizzare i ragazzi su omosessualità, omofobia, bullismo, malattie sessualmente trasmissibili e tante altre cose. Mi sto occupando anche dell’organizzazione di alcuni eventi culturali per il Pride di Milano.

Grazie!

Grazie a te!

Francesca Mastruzzo

Non vive a Milano, non lavora nell’editoria, non sposerebbe il Signor Bonaventura, i suoi eroi non sono Anton Cechov e Sailor Moon, non ha un Tumblr.

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