Illustrazione di Alessio Sabbadini 

A mille ce n’è di persone che lavorano nell’editoria. Chi sono? Perché hanno scelto questo dubbio mezzo di sostentamento? E soprattutto, dove vanno in vacanza?

Redattore

Porta gli occhiali (qualunque redattore apparentemente dotato di diottrie integre sarà smascherato dall'ombra ectoplasmica delle sue lenti a contatto rigide). È silenzioso, vive immerso nei libri a cui sta lavorando e consuma molti dolci perché le telefonate con gli autori lo stressano. Ha letto tutti i classici durante l’adolescenza, invece di provare le droghe leggere. Da quando fa questo lavoro passa l’inverno (letargus redattori) a guardare i telefilm HBO e l’estate a cercare di recuperare l’adolescenza mancata. Se è donna, ha una collezione di abitini anni ’60 da fare invidia al cast di Mad Men. Dove va in vacanza: dovunque possa portare le sue bozze. Rifugio in montagna e spiaggia appartata in Grecia sono tra le mete preferite.

Editor

Si confonde con il redattore, ma non porta necessariamente gli occhiali. Anni a contatto con l’ego degli autori lo hanno reso tollerante ma soggetto a sbalzi d’umore. Ha dei figli a cui non riesce a far capire l’importanza del suo lavoro. Lavora anche quando dorme e i migliori titoli di libri gli vengono nel sonno. Se si occupa di narrativa straniera, ha tanti amici sparsi per il mondo che poi si rivelano essere agenti letterari. Dove va in vacanza: oltreoceano. Il suo stipendio glielo permette, la sua fama di raffinato giramondo gli impedisce di accontentarsi di una settimana in Sicilia.

Grafico 

Porta gli occhiali anche quando ci vede benissimo ed è in competizione con il redattore che ha appena comprato una montatura più nerd della sua. Per definizione sa abbinare i colori, ragion per cui ne indossa almeno sette contemporaneamente. È pagato per curiosare su Internet (ricerca iconografica) e scarabocchiare (bozzetti). Non riesce proprio a capire come si possano mettere delle scadenze alla creatività. Dove va in vacanza: quando non vola a New York a visitare i suoi simili più fortunati, va a raccogliere le olive in Provenza insieme ai braccianti algerini.

Agente letterario

È donna, longilinea ed eterea. Non pranza perché ha troppe email a cui rispondere. Va via prima dalle feste perché deve finire di leggere un manoscritto. Usa i mezzi pubblici e la bicicletta e mangia biologico. È quella che ogni mattina sul tram fruga nella sua it-bag mormorando allarmata: “Dov’è il mio Kindle?”. Dove va in vacanza: ovunque tranne nei luoghi delle fiere dell’editoria. Ama il brivido di tenere acceso il Kindle anche in fase di decollo. 

Ufficio stampa

Sono magri, magrissimi, sebbene non facciano altro che accompagnare gli autori a festival letterari in capitali della gastronomia, cene d’onore, premiazioni “seguirà ricco buffet” e workshop di scrittura creativa in Valtellina. Il problema è che mentre l’autore mangia e beve fino a perdere la coscienza di sé, l’addetto stampa deve sostenerlo, indicargli la toilette, procurargli generi di prima necessità quali sigarette, biancheria intima (l’aeroporto gli ha smarrito il bagaglio) e droghe, oltre a rimediare alle cazzate che ha detto sotto i fumi dell’alcol. Lo stress gli impedisce quindi di mettere su peso. Dove va in vacanza: a Berlino, Miami e Stoccolma nel giro di 20 giorni (e in quest’ordine). È assuefatto agli spostamenti settimanali. 

Programmatore ebook

Parla poco ma in chat è molto prolifico. Quando esce dall’ufficio va a un cineforum di fantascienza organizzato dall’Arci di quartiere e poi dritto a casa a guardare la nuova puntata di Games of Thrones. Soffre d’insonnia e passa la notte ad aggiungere didascalie ai meme di I can haz cheezburger. Ha una serie di t-shirt uguali con la scritta “LOL” ma non è consigliabile farglielo notare: sotto l’apparenza manuseta si nasconde una lingua biforcutissima.  Dove va in vacanza: vacanza?!

Ufficio marketing e commerciale

Sorride come se non avesse alcuna pena al mondo, lavora dieci ore al giorno ma ogni sera è puntuale al suo aperitivo, gioca a calcetto, la mattina va a correre (anche d’inverno) e a volte pratica persino qualche sport alpino. Se è donna, porta gonne al ginocchio per evitare che la si accusi di aver fatto carriera grazie al suo aspetto fisico. Se è uomo, sa tener testa all’ironia machista del suo capo.  Dove va in vacanza: deve proprio andare a visitare quegli stati dell’entroterra statunitense che ancora gli mancano. 

Responsabile social network

Prima che vada a un evento, sapete già che lui presenzierà perché lo ha comunicato su Facebook. Quando arriva, fa live-tweeting. Quando se ne va, tagga gli amici sulle foto e fa una selezione per Pinterest. Prima di andare a dormire twitta i commenti più scomodi. Il giorno dopo fa un riassunto su Tumblr. Nei ritagli di tempo, aggiorna i social network della casa editrice. Dove va in vacanza: nell'armadio, come Super Vicky.

Traduttore

Non pervenuto. Si dice non esca di casa da quando gli è stata commissionata quella certa traduzione di Joyce. Dove va in vacanza: in pellegrinaggio alla tomba di Joyce, nella speranza che il suo fantasma gli parli.

E voi andreste in vacanza con queste specie? Ci rivediamo a settembre! A grande richiesta, ci rivediamo presto! 

P.s. Aggiornamento bucolico dalla Mondadori: un tartarugo in fuga dall’idroscalo è stato tratto in salvo mentre tentava di attraversare via Corelli (in realtà, il tempo di fare inversione e il tartarugo aveva già raggiunto il marciapiede: tartarugo batte editoria) e prontamente traslato nel laghetto della Mondadori. L’indomani il carapace è stato paparazzato in compagnia di una giovane tartarughina. L’amore continua!