“Non possiamo immaginare che forme avrà nel futuro la narrazione. Ed è molto eccitante.”

Illustrazione di Alessio Sabbadini

 

Occhiali grossi, gatto sulle gambe, traduttrice, redattrice, critica di fumetti, Elena ha tante facce (così tante che ogni volta che la incontro mi viene presentata da una nostra amica comune come fosse la prima volta). Una volta sono stata a una mostra in casa, a due passi dal mio portone, dove c'erano un mio conterraneo, bravissimo illustratore, e un'artista giapponese (adorabile come le artiste giapponesi), e c'era di mezzo lei, Elena. Ora è appena tornata dal festival di Bilbolbul, dove sguazzava nel suo elemento naturale, e ci racconta perché quando lavori nell'editoria non riesci mai a smettere di leggere, e ogni forma narrativa va bene. 

Nome: Elena Orlandi

Età: 33

Lavoro: Sono una libera professionista da pochi giorni. Collaboro principalmente per il Battello a Vapore Piemme, leggendo e accompagnando fino alla pubblicazione libri per bambini e ragazzi. Traduco, anche, per ragazzi e per adulti. 

Sito: www.iamclumsy.com Twitter: @elenaclumsy Blog: www.illuminatobene.tumblr.com

Come sei finita a fare quello che fai?

Ho fatto un master in editoria. E questa è la risposta facile. Per quella difficile bisognerebbe andare a scavare nell’infanzia. Mia madre dice che in spiaggia a 18 mesi leggevo il giornale. Poi, certo, era capovolto, ma evidentemente la fascinazione per la parola è cosa antica per me.

Fare questo mestiere è «sempre meglio che lavorare»?

Fare questo mestiere è lavorare quasi sempre, tolte forse solo le ore per la nanna: io leggo quando mangio, quando mi rilasso e anche quando faccio la cacca. Però leggere è bellissimo, quindi leggere per lavoro è bellissimo.

Vuoi più bene a Proust o a Joyce? 

Sono più anglofila che francofila, ma non mi chiedere se li ho veramente letti fino in fondo.

L’ultimo libro che hai letto?

Di solito leggo tre o quattro libri contemporaneamente. Al momento sul comodino ho Storia delle mie storie di Bianca Pitzorno, La scopa del sistema di David Foster Wallace e Sei tu mia madre? di Alison Bechdel.

E invece da adolescente cosa leggevi?

Romanzi gotici & co., da Walpole alla Radcliffe all’Invernizio. Molto Tondelli e Stefano Benni. Ho avuto un amore folle per Dickens. E il mio libro preferito era l’Antologia di Spoon River (inserendo nel concetto di “libro” anche Non al denaro, non all’amore né al cielo di Fabrizio De Andrè).

Cocktail preferito?

Qualsiasi cosa abbia dentro il rum. Ma se posso scegliere bevo rum liscio.

Vorresti aver scritto tu Cinquanta sfumature di grigio

No.

Jonathan Franzen vuole diventare tuo amico: gli offri un aperitivo?

Potrebbe fare il bel gesto di offrirmelo lui, ma se fa il tirchio preferisco offrire io e diventare sua amica.

Hai un lettore ebook? 

Sì.

Sai distinguere il Simoncini dall’Helvetica?

Certo che sì, ma secondo me sono capaci tutti. Questo è il Simoncini e questo l’Helvetica

Il futuro dell’editoria è il digitale, il social o le ciambelle fritte?

Il digitale. Anche se tra vent’anni mi immagino saranno sopravvissute piccole case editrici che faranno libri gioiello, curati nei minimi particolari. Probabilmente costeranno un sacco, e sicuramente io li avrò tutti.

Dove compri i tuoi libri?

Ovunque ci sia da comprarli: online, in libreria, in edicola, alle fiere, al baracchino di libri a 1 euro.

Le serie tv sono meglio dei romanzi o ci vanno molto vicino?

Sono un’altra cosa. Sono due forme di narrazione, però. E attualmente penso che le serie siano capaci di rispecchiare lo spirito del tempo più dei romanzi. 

Ultimo viaggio fatto?

Troppo tempo fa, in Slovenia.

Quante lingue e dialetti parli?

Solo due purtroppo.

Il libro del futuro è senza pagine e si naviga con lo sguardo?

Prima regalami il Wonderbook (e anche la Playstation, e anche la tv), poi ti rispondo. Comunque no, credo che siano due cose diverse. Il libro ha le pagine e si sfoglia. Che sia stampato o in digitale. La narrazione, quella sì, non possiamo nemmeno immaginare che forme avrà nel futuro. E questo è molto eccitante.

Chi vorresti essere nella tua prossima vita?

Una gatta da divano, pigra, bellissima e coccolosa.

Cosa fai oltre a lavorare nell’editoria?

Scrivo recensioni e intervisto fumettisti per Lo Spazio Bianco, curo un progetto di distribuzione di fumetti in digitale insieme a Davide Catania (Retina), collaboro con Giulio Mozzi al Ricordo d’Infanzia, scrivo, leggo, faccio yoga, dormo moltissimo, guardo il gatto, cucino, amo Bubi, mangio pizza e faccio le faccette.

Grazie!

Francesca Mastruzzo

Non vive a Milano, non lavora nell’editoria, non sposerebbe il Signor Bonaventura, i suoi eroi non sono Anton Cechov e Sailor Moon, non ha un Tumblr.

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