Se proprio devo vivere che sia senza timone e nel delirio

Photo Credit: Giulia Sagramola

Gli editoriali (e i lettori forti) non fanno vacanze normali. Gli editoriali, a dirla tutta, non sono normali. Non si può passare l'adolescenza trincerati in casa a leggere e poi, con un pallore decennale, all'improvviso andare in spiaggia a Formentera. Non si può schiaffare un lucchetto ammiccante sulla copertina di Orgoglio e pregiudizio e poi chiudersi per tre giorni all'Ermitage. E anche se ci si prova, non ci si riesce. Questa è una tassonomia delle perniciose letture che hanno portato lettori forti e professionisti dell'editoria a fare vacanze bislacche, con una cura per uscirne, fra qualche mese o mai. Una sola precisazione: queste storie sono tutte vere.

 

Elif Batuman, I posseduti: Disgustati dall'omologazione e dagli Ogm, dal consumismo e dagli hipster, siete andati in un luogo vuoto e disadorno, alla ricerca dell'uomo primigenio, che vive in case di fango e consuma yogurt fermentato sotto il sole a picco del bazar. Qualcosa è andato storto: nel Chissadovestan c'è più inquinamento che a Milano, le moschee sono state ricostruite nel 2012 e la spontaneità locale fa rima con un sospetto omicida verso le coppie che viaggiano senza essere state unite nel sacro vincolo del matrimonio. 

Cura: Maldive a dicembre e il nuovo libro di Bridget Jones in valigia (e prenotate subito, per favore). 

 

Andrea Camilleri, Un covo di vipere: Siete andati in Sicilia e avete fatto tutto quello che si poteva fare: pane con la milza (+7 punti), tuffi a mezzanotte (+5 punti, + 6 punti se subito dopo aver mangiato il panino con la milza), casa di Pirandello (-1). Avete quasi dimenticato il mondo dei libri (+10), non fosse che siete partiti con i vostri colleghi (-10). Avete usato gli inserti culturali per ravvivare il barbecue (+15) e avete citato Verga come fosse vostro nonno (-5). Solo a un certo punto, presi dal senso di colpa, avete inseguito il furgoncino ambulante dei libri (-12). Ma poi siete tornati in spiaggia (+2). Niente male, visi pallidi. 

Cura: Troppa frivolezza e serenità non si confanno all'editoriale. Immergetevi subito in ben altre acque, con il classico Viaggio in Mongolia di Guglielmo di Rubruk (e l'anno prossimo andate in viaggio con i fan di Elif Batuman).

 

Roberto Bolaño, 2666: In Messico siete andati in una di quelle discoteche che ogni editoriale finge di aborrire e voi l'avete trovata in effetti orrenda. Siete rientrati nell'ostello che avete prenotato a dispetto della vostra età postuniversitaria e dei vostri acciacchi. Sfiancati dal mezcal, esageratamente scomodi sui materassi dell'ostello, avete preso a vagare per i corridoi, con l'app della torcia in funzione, fingendovi il custode, entrando negli stanzoni aperti, andando a svegliare turisti danesi ignari della vostra follia, urlando: “Tutto va bene!”, facendovi battezzare dagli autoctoni come “El loco”. E ora? 

Cura: Avventure della ragazza cattiva di Mario Vargas Llosa stempererà l'atmosfera, mantenendovi in bilico tra Sudamerica ed Europa, come piace a voi.

 

Mo Yan, Le rane: Avete cambiato tre aerei per vedere una retrospettiva clandestina su Ai Weiwei, in Cambogia avete superato indenni i sentieri tracciati fra i campi minati (pensavate che fosse un vecchio gioco di Windows, e invece), in Vietnam avete mangiato cavallette fritte e vi siete bagnati in acque prive di turisti. Ma poi, in piazza Ho Chi Minh, avete incontrato una collega della casa editrice concorrente. Da allora non si hanno più notizie di voi.

Cura: Il destino è crudele, non lo sapevate? Aprite gli occhi con Lui è tornato di Timur Vermes.

 

Paul Auster, L'invenzione della solitudine: Avete lasciato partire la fidanzata per restare soli a Parigi a scrivere finalmente il vostro romanzo. Dopo qualche giorno di pasti a base di caramelle, pochissime righe scritte e due ombrelli rotti dalla furia della pioggia francese, avete deciso di fare quell'intervista che vi avevano proposto un mese fa. Siete saliti in macchina. Avete bussato alla porta di un grande appartamento del centro, timorosi che oltre la soglia ci fosse un varco per una dimensione parallela. Ha aperto Mauro Repetto. 

Cura: Fate un ripasso della cultura popolare con l'Atlante illustrato della TV 80-94 di Massimo Coppola e Alberto Piccinini e la prossima volta intervisterete Spielberg a Lipari.

 

*Mario Santiago Papasquiaro, epigrafe alla Pista di ghiaccio di Roberto Bolaño

Francesca Mastruzzo

Non vive a Milano, non lavora nell’editoria, non sposerebbe il Signor Bonaventura, i suoi eroi non sono Anton Cechov e Sailor Moon, non ha un Tumblr.

1 Commento
  1. Adam Johnson – Il Signore degli Orfani
    scrittore USA, storia nordcoreana, spiaggia salentina