Sempre meglio che lavorare

 

Come si diventa un intellettuale? Luciano Bianciardi consigliava di scrivere il meno possibile e centellinare la propria firma, pena l'accusa di essere un “poligrafo”. Adesso chi non collabora almeno con tre testate diverse dando prova di un talento poliedrico (scrittore e fotografo, sceneggiatore e ballerino di boogie) è condannato a un nordcoreano anonimato. Ma come raggiungere l'agognato obiettivo? Visto che non siamo più negli anni '70 e oggi tutti riescono a raggranellare una laurea in lettere, urge un corso di specializzazione. Il giovane intellettuale raccoglie i libri che non gli sono piaciuti, va a venderli al Libraccio e si iscrive a un master. Il suo destino è segnato. Ha davanti a sé anni di precariato, indigenza e alcolismo, ma prosegue dritto, animato dalla sacra fiammella della letteratura.

 

Master di editoria

Dopo sei mesi di lezioni (pochini: è tutto qui l'impegno?) approderà a uno stage non pagato presso un paludato editore d'arte che chiuderà i battenti per la crisi. Il nuovo lavoro in una casa editrice generalista lo costringerà a partecipare a continue cene con gli autori che mineranno fegato, cistifellea e autostima. Passerà le serate libere a monitorare ossessivamente progressi e regressi degli ex compagni di corso. Poi il mercato immobiliare gli farà cambiare rotta. Confrontando il suo conto in banca con il costo di un appartamento a Milano abbandonerà l'editoria per un impiego nelle assicurazioni. Le edizioni Henry Beyle allineate nel salotto del suo quadrilocale gli strapperanno sempre un sorriso ricordandogli il suo passato da hippy dell'intellighenzia. 

 

Scuola di scrittura

I suoi genitori, troppo impegnati a guadagnare, hanno risparmiato sui metodi educativi dispensando il generico consiglio “Puoi diventare qualsiasi cosa tu desideri”. Lui (o lei) ha scelto di diventare uno scrittore, approfittando della più grande rivoluzione culturale dell'epoca moderna: la nascita delle scuole di scrittura creativa. I genitori, nati in un'epoca più pragmatica, avevano già previsto di piazzare il delfino nell'azienda di famiglia, ma a un figlio unico non si può dire di no, specie dopo aver saltato tutte quelle riunioni scuola-famiglia. Dopo due anni di esercizi di stile, l'Autore diventerà un pubblicitario. Scriverà un romanzo fantasy e un manuale d'amore finché, alla soglia dei quarant'anni, non riscoprirà il calore dello stipendio di famiglia, elargito in cambio di poche ore di immobilità alla scrivania di quercia del nonno.

 

Scuola di sceneggiatura e teatro 

Spesso donna, indossa ogni giorno un turbante come se gli anni '20 non fossero mai finiti e lo shampoo secco fosse un'alternativa plausibile all'igiene quotidiana. Eterna poseur, chiama Tina (Modotti) e Frida (Kahlo) per nome (e spesso sostiene di assomigliare a quest'ultima, escluso il monociglio) e ha un approccio radicale all'arte: leggere Borges, idolatrare Tarkosvkij, rifuggire dai social network preferendogli la vita e il vino sfuso. Staccherà biglietti a teatro per almeno un biennio e nel tempo libero organizzerà festival sociali di marionette a Carpi. Una gravidanza inaspettata darà una svolta alla sua carriera. 

 

Scuola della vita

All'università ha chiesto la tesi al professore giusto e ora è lui a spingerlo sulle ali dell'editoria. Forte di questo battesimo intellettuale, procede veleggiando nella sua carriera non stipendiata digitando dal chesterfield di casa dei genitori. Ma poi ecco che Francesco Pacifico ambienta mezzo romanzo a New York. E lui, che non ci ha mai messo piede? Non volendo essere da meno, indice una campagna di crowdfunding per volare nella capital of the world (con la fidanzata, secondo le più moderne teorie in materia di “ricongiungimento familiare”) e scriverne per i posteri.

 

Scuola di giornalismo

Prevede il praticantato, progenitore demodé dello stage dal sinistro retrogusto avvocatizio. Non pervenuta.

 

 

 

Francesca Mastruzzo

Non vive a Milano, non lavora nell’editoria, non sposerebbe il Signor Bonaventura, i suoi eroi non sono Anton Cechov e Sailor Moon, non ha un Tumblr.

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