“Tecnologia, conversazioni, carta, c’è un sacco di spazio per un futuro avventuroso”

Illustrazione di Alessio Sabbadini

Nella prima puntata abbiamo sottoposto il questionario al nottambulo traduttore Michele Piumini, oggi obblighiamo a confrontarsi con le anti-madelaine, ovvero le ciambelle, Francesca Crescentini, regina incoronata del blog Tegamini quand'è in vestaglia, perfetta donna di marketing nel suo ufficio all'Einaudi.

Nome: Francesca Crescentini 

Età: 27

Lavoro: ufficio marketing Einaudi

Sito/blog/Twitter: www.tegamini.it       @francescapeach

Come sei finito/a a fare quello che fai? 

Ho risposto a un annuncio sul portale-lavoro dell’università mentre ero a New York a fare uno stage. Più di tre anni fa, era. Abitavo vicino alla Penn Station, in un palazzo per sole femmine a metà tra un ospizio, uno studentato e una casa di tolleranza. Andavo in giro con un cerchietto di piume turchesi in testa e passavo un sacco di tempo sul tetto di casa. Un giorno ero vicino al fiume e sono stata quasi uccisa da un granchio precipitato dal cielo. I gabbiani americani sono ingegnosissimi, quando si tratta di frantumare i crostacei. Comunque, quel giorno lì del granchio mi hanno detto che volevano vedermi per un colloquio.

Fare questo mestiere è «sempre meglio che lavorare»?

Non so voi, ma io quando mi sveglio al mattino sono l’immagine limpida del trauma. E per un’ora almeno non so fare niente, nemmeno appaiare i calzini. Ecco, la cosa positiva di questo lavoro è che si può anche andare in ufficio vestiti come dei confusoni. Quello, ma anche incontrare tutti i giorni persone che possono farti scoprire delle meraviglie. E allora finisce che, per rispetto della loro saggezza, poi riesci anche a uscire di casa coi pantaloni girati dalla parte giusta.

Vuoi più bene a Proust o a Joyce? 

Joyce mi fa venire in mente le ostriche. Le ostriche sono viscide, subdole, gelate e molli. Proust invece ha i biscotti.

L'ultimo libro che hai letto?

Il seggio vacante, che mi è proprio garbato. E i Bestiari del Medioevo di Pastoureau, che è davvero una gioia. 

E invece da adolescente cosa leggevi?

Asimov, tutte quelle robe con i vampiri di Anne Rice (che i cieli mi perdonino), i libri di Crichton con i dinosauri, Chuck Palahniuk e Ammaniti. 

Cocktail preferito?

Dipende. In generale, sono un po’ un lavandino. Se mi voglio bene, però, Kir Royal.

Vorresti aver scritto tu Cinquanta sfumature di grigio

Le sculacciate sono l’anima del commercio.

Jonathan Franzen vuole diventare tuo amico: gli offri un aperitivo?

È impossibile, Franzen odia anche l’aperitivo.

Hai un lettore ebook? 

Ho un Kobo Touch nuovo fiammante, che sto collaudando con grande slancio. E bene che sto.

Sai distinguere il Simoncini dall'Helvetica?

Anche in una stanza buia, piena di energumeni che si tirano palle mediche.

Il futuro dell'editoria è il digitale, il social o le ciambelle fritte? 

Il futuro dell’editoria è donare una ciambella geolocalizzata a chiunque decida di leggere un libro nuovo. 

Dove compri i tuoi libri?

C’è tutta una straordinaria rete sotterranea di amici contrabbandieri. Per il resto, vado in libreria per le robe in italiano e vago su internet per i libri in inglese e le stramberie illustrate. E vorrei anche dire che no, nonostante l’accesso a innumerevoli titoli scontati, donati e barattati, non ho mai smesso di comprarli. Anzi, è sempre peggio.

Le serie tv sono meglio dei romanzi o ci vanno molto vicino?

Non le faccio le classifiche. Credo nell’intrinseca nobiltà di tutto quello che mi fa divertire o mi fa felice.

Ultimo viaggio fatto?

Sono andata a Oslo a stupirmi molto e a mangiare la balena e la renna. La balena era una bistecchina minuscola. La renna era tutta tritata in un glorioso hamburger. Per entrambe le bestie sono davvero dispiaciuta, ma erano proprio buone.

Quante lingue e dialetti parli?

In piacentino so solo litigare. In inglese, non si sa come, ho sviluppato questo agghiacciante – ma credibilissimo – accento da californiana sui pattini. In francese mi vergogno. Sugli idiomi della Brianza sto ancora lavorando. So fare bene il verso del pavone.

Il libro del futuro è senza pagine e si naviga con lo sguardo?

Che cos’è, un libro per creature senza arti? Sulla morfologia del libro del futuro non ho ancora consultato gli oracoli, ma quel che mi piacerebbe veder capitare è che l’immaginazione che si può trovare dentro ai libri finisca, prima o poi, per contagiare e cambiare quello che c’è intorno ai libri. Tecnologia, formati, conversazioni, carta, generi, argomenti di vendita… c’è un sacco di spazio per un futuro avventuroso. Sempre che ci arriviamo.

Chi vorresti essere nella tua prossima vita?

Una nobildonna da romanzo russo, con slitta e manicotto di pelliccia.

Cosa fai oltre a lavorare nell'editoria?

Pianifico viaggi che non posso permettermi, coccolo il gatto Ottone, sogno il prossimo pisolino, scrivo, cancello, riscrivo e, principalmente, cerco di dimenticarmi che lavoro nell’editoria rendendomi il più possibile ridicola.

Grazie!

Francesca Mastruzzo

Non vive a Milano, non lavora nell’editoria, non sposerebbe il Signor Bonaventura, i suoi eroi non sono Anton Cechov e Sailor Moon, non ha un Tumblr.

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