“Non ti conosco bene, e non so come sono fatti i tuoi amici”

Photocredit: Forsyth Harmon

Una mattina ci siamo svegliati e David Foster Wallace non c'era più. A seconda dell'età, eravamo all'università o al lavoro (qualcuno era in casa editrice, a gestire il marketing della postumità), a seconda del caso avevamo letto tutto il possibile o non sapevamo neanche chi fosse. C'è chi già aveva una fissa per lui, e c'è chi l'ha scoperto in quei giorni in cui era impensabile confessare di non conoscerlo e si correva in libreria con la coda tra le gambe. Qualche anno dopo, qualche casa editrice dopo, qualche orecchia alle pagine dopo, si possono dire parecchie cose (in più) di David Foster Wallace: che era bravissimo ma che il successo post-mortem non ha giovato alla sua opera, che apparteneva a un ambiente letterario – quello di McSweeney's – di geni snob eppure amati, che la sua bandana era un po' tamarra, o chiederci come abbia fatto il suo amico Franzen, compagno di antidepressivi, a sopravvivergli, in questo naufragio letterario generazionale.

A 5 anni dalla morte, cosa dicono quelli che coi libri (a volte anche con i suoi libri) ci lavorano? Puntata speciale dell'Anti Questionario di Proust tutta a tema DFW, con alcuni dei giovani editoriali che abbiamo già conosciuto in questa rubrica: Francesca Crescentini, Giulia Taddeo, Giulio Passerini, Mariavittoria Puccetti, Alessandra Maffiolini, Laura Atie.

 

FRANCESCA CRESCENTINI, 27 ANNI, EINAUDI

Quando hai letto il primo libro di DFW?

Tardi. Tardi. Nel 2009, appena ho cominciato a fare questo lavoro. La mia collega, che al tempo aveva l’ingrato compito di farmi da tutor (“Ecco, e adesso, dopo le nove macro che abbiamo lanciato sui tre fogli, prendiamo la colonna AJ del piano di produzione e facciamo un cerca verticale per capire se sul report di quest’anno…” – “… che cos’è un cerca verticale?”), ecco, la mia collega mi cacciò in mano La scopa del sistema e mi raccontò un mucchio di storie super entusiasmanti. Io mi vergognavo come un cane perché non sapevo niente di niente, vivevo nel terrore di cercare verticalmente nei posti sbagliati e andavo in ufficio sempre con gli stessi quattro vestiti perché in America ero pure ingrassata e l'altra roba non mi entrava più, e insomma, quello di mettermi in mano La scopa del sistema è stato un atto di umana gentilezza e autentica meraviglia che mi ha fatto tornare in mente perché mi trovavo lì a provare a lavorare nei libri e mi ha anche consolata un sacco. La mia collega mi ha praticamente presentato LaVache, non sarò mai in grado di sdebitarmi.

Lo chiami Devidfosteruollace, Wallace, o DFW come gli amici?

Non lo nomino, sarebbe sacrilego. 

Meglio Infinite Jest, La ragazza con i capelli strani o Una cosa divertente che non farò mai più?

Infinite Jest lo sto leggendo adesso. Mi mancano un trecento pagine e sono così contenta che ogni tanto fotografo il libro, ma così, per ricordo, come se non fosse un libro ma una località di villeggiatura. C'è uno su Twitter che mi ha pure detto "Ah, le foto a Infinite Jest, ma quanto vi sentite intelligenti a leggere Wallace?". Personalmente, pochissimo.  
Se devo scegliere tra i due che ho finito, però, il mio cuore è tutto per Una cosa divertente che non farò mai più. L'enigma della cameriera Petra mi accompagnerà per tutta la vita. 

Hai una citazione preferita di DFW?

È un pezzetto di All that: "I was never the sort of child who believed in “monsters under the bed” or vampires, or who needed a night-light in his bedroom; on the contrary, my father (who clearly “enjoyed” me and my eccentricities) once laughingly told my mother that he thought I might suffer from a type of benign psychosis called “antiparanoia,” in which I seemed to believe that I was the object of an intricate universal conspiracy to make me so happy I could hardly stand it." 

DFW è un sopravvalutato o è meglio di Zadie Smith?

Mi stufano da matti queste storie. Poi passa uno e ti dice "Ecco, adesso che è morto tutti qua siete, volevo vedervi quando era vivo!". E una volta qui era tutta campagna, signora mia. Ma mi dica, cos'è che sta leggendo? Zadie Smith? 

Essere stato così amico di Jonathan Franzen gli avrà rovinato l’umore?

Mettiamola così. Ho serie difficoltà a visualizzare una persona che si siede lì e scrive, toh, Infinite Jest. Ma anche solo i fogli, ci sarebbero fogli stampati e scarabocchiati da tutte le parti, mucchi di carta con un tizio seduto in mezzo, uno con una maglietta un po' abbondante e gli occhiali che si inventa una confraternita di spietati e cigolanti assassini canadesi sulla sedia a rotelle, le regole di Eschaton e la filmografia completa di papà Incandenza. Ho davvero molti meno problemi, invece, a immaginare uno che si mette seduto e scrive Le correzioni. E secondo me lo sa anche Franzen, tra una cinciallegra e l'altra.

 

GIULIA TADDEO, 30 ANNI, EDIZIONI PIEMME

Quando hai letto il primo libro di DFW?

Ho letto Girl with Curious Hair in inglese dopo averlo comprato in una libreria a New York attratta dal titolo. Era l'estate tra la quarta e la quinta superiore.

Lo chiami Devidfosteruollace, Wallace, o DFW come gli amici?

Lo chiamo Foster Wallace… il fatto che non sia compreso nell'elenco mi fa pensare di aver toppato di brutto per anni. In alternativa lo chiamo DFW.

Meglio Infinite JestLa ragazza con i capelli strani Una cosa divertente che non farò mai più?

Per avvicinarsi a lui meglio partire secondo me con UCDCNFMP… francamente è il libro di DFW che ho regalato di più, insieme a La scopa del sistema. Ma se si è volitivi come Alfieri, Edoardo Nesi o Tegamini la soddisfazione di leggere tutto Infinite Jest senza aggrovigliarsi la mente tra ciò che è scritto nel romanzo e le note è di una goduria rara. Io però ho cominciato con La ragazza… insomma, non so, secondo me per ognuno di noi c'è il libro di DFW che fa al caso suo perché lui ha saputo parlare con uno stile ineguagliabile di tutto. O quasi.

Hai una citazione preferita di DFW?

La prima che mi viene a mente è questa da La scopa del sistema, credo che dica molto di lui. Che dica molto di me: "Be', credo che non sia esattamente che la vita va raccontata anziché vissuta; è piuttosto che la vita è il suo racconto, e che in me non c'è niente che non sia o raccontato o raccontabile. Ma se è davvero così, allora che differenza c'è, perché vivere?".

DFW è un sopravvalutato o è meglio di Zadie Smith?

Domanda difficile, non saprei dirlo. Posso dire che lui è più bravo e lei è più bella?

Essere stato così amico di Jonathan Franzen gli avrà rovinato l’umore?

Sarebbe il colmo. Tutti noi abbiamo degli amici scomodi ma Franzen non può essere così letale, dai. 

 

GIULIO PASSERINI, 25 ANNI, EDIZIONI E/O

Quando hai letto il primo libro di DFW? 

Circa quattro anni fa, era La scopa del sistema, era estate ovviamente. È sempre estate quando si legge DFW. O almeno, spesso lo è. 

Lo chiami Devidfosteruollace, Wallace, o DFW come gli amici? 

Lo chiamo per esteso, che sono sei sillabe belle piene e goderecce. Lo scrivo DFW. Anche perché pronunciare DFW è un casino. Poi ci sono le illusioni ottiche. Come qualche tempo fa che è morto David Frost, buonanima, e io leggevo dappertutto “David Frst”… e il mio cervello ci aggiungeva “Wallace” di sua iniziativa, “David Froster Wallace”. Il postmoderno, anche da morti, è questione di pattern. 

Meglio Infinite JestLa ragazza con i capelli strani Una cosa divertente che non farò mai più?

Non ho ancora letto Infinite Jest ma fra i due che restano preferisco La scopa del sistema, perché mi sono innamorato di Lenore. Poi viene Una cosa divertente che non farò mai più perché la vita è piena di cose divertenti e di mai più, ma La ragazza con i capelli strani è più bello.

Hai una citazione preferita di DFW?

Ho una pessima memoria per le citazioni, però mi pare che quella della quarta della La scopa del sistema nell’edizione Fandango fosse molto commovente. 

DFW è un sopravvalutato o è meglio di Zadie Smith?

C’hanno la bandana tutti e due, nelle foto pare sempre che li abbiano appena spaventati a morte e sono molto bravi e ironici, ma finita lì. Siamo in due campionati diversi, mica puoi fare giocare i Lakers contro il Toro (dove il Toro è Zadie Smith). DFW non è sopravvalutato, è idolatrato che è peggio. Le chiese non vengono mai bene come i messia.

Essere stato così amico di Jonathan Franzen gli avrà rovinato l’umore?

Tu ce li vedi loro due che colorano felici un album della vispa Teresa? Io no. 

 

MARIAVITTORIA PUCCETTI, 31 ANNI, AGENZIA LETTERARIA

Quando hai letto il primo libro di DFW? 

Non molti anni fa, ma non ricordo con precisione. 

Lo chiami Devidfosteruollace, Wallace, o DFW come gli amici? 

Devidfosteruollace tutto attaccato, noi gente col nome lungo ci teniamo.

Meglio Infinite JestLa ragazza con i capelli strani Una cosa divertente che non farò mai più?

È giunto il momento di confessare: non ne ho letto neanche uno. Di Devidfosteruollace ho letto solo Questa è l’acqua e qualcosa di Brevi interviste con uomini schifosi. Mi avete beccata!

Hai una citazione preferita di DFW? 

Ahimè no (vedi sopra).

DFW è un sopravvalutato o è meglio di Zadie Smith? 

Non lo so (vedi sopra sopra)! Temo però che in casi di idolatria come quella che spesso si percepisce verso Devidfosteruollace il rischio che il mito superi la realtà ci sia.

Essere stato così amico di Jonathan Franzen gli avrà rovinato l’umore? 

Di sicuro gli avrà rovinato le diottrie (mi piace immaginarli fare a gara a chi ha letto più libri), ma ecco, diciamo che l’umore di Devidfosteruollace, purtroppo, era già compromesso. Provando a essere seria, invece, ho letto L’isola più lontana (si trova in Più lontano ancora di Franzen) e da quelle pagine si capisce il grado di sincera amicizia che c’era tra i due: un’empatia totale e profonda. Avranno anche avuto dei caratteracci, ma si volevano bene! 

 

ALESSANDRA MAFFIOLINI, 29 ANNI, FREE-LANCE PER MONDADORI

Quando hai letto il primo libro di DFW?

Dopo la sua morte. Ho una passione sconclusionata per gli scrittori suicidi. Nel mio personale elenco, DFW si incasella alla perfezione tra Anne Sexton e Virginia Woolf.

Lo chiami Devidfosteruollace, Wallace, o DFW come gli amici?

Devidfosteruollastuttoattaccato.

Meglio Infinite JestLa ragazza con i capelli strani Una cosa divertente che non farò mai più?

La ragazza con i capelli strani. Ma se a un party ti vuoi liberare di una corteggiatrice molesta, basta chiederle se ha letto Infinite Jest (di cui non riesco ad andare oltre alla p. 63. Forse dovrei iniziare la lettura da p. 64). Si eclisserà rapida come una folgore per tentare di rimorchiare la cubista. 

Hai una citazione preferita di DFW?

“Sono così bella che sono deforme”. Potrebbe essere il titolo perfetto per una canzone di Ke$ha.

DFW è un sopravvalutato o è meglio di Zadie Smith?

DFW portava la barba e probabilmente aveva un petto irsuto. Preferisco Zadie Smith.

Essere stato così amico di Jonathan Franzen gli avrà rovinato l’umore? 

Senza dubbio! Jonathan Franzen odia un sacco di cose, sarebbe quasi stato meglio essere il BFF (best friend forever) di Philip Roth. Quasi, eh.

 

LAURA ATIE, 30 ANNI, ELECTA

Quando hai letto il primo libro di DFW?

Ho iniziato una Infinite Summer di non molti anni fa – per quell’idea che solo d’estate si potessero incontrare o rileggere le opere ‘inabbracciabili’. Ero decisa a seguire le tracce di un gruppo di lettura da silenziosa indipendentista ma non sono riuscita a stare al passo e dopo aver ricominciato almeno tre volte e aver perso il filo innumerevoli altre, la mia lettura si è trasformata in un Infinite Winter.  

Lo chiami Devidfosteruollace, Wallace, o DFW come gli amici?

Dico Foster Wallace e scrivo DFW. 

Meglio Infinite JestLa ragazza con i capelli strani Una cosa divertente che non farò mai più?

IJ. Sempre fedele al primo amore. 

Hai una citazione preferita di DFW?

Non è facile, citerei interi brani. Forse quello che preferisco è il tesoro del suo lessico, la sintassi da sciogliere in bocca, le note a piè di pagina, l’a-marginalità. Tutto, nella sua opera, dice resistenza e bellezza, come Medusa. Così bella da essere deforme. 

DFW è un sopravvalutato o è meglio di Zadie Smith?

#teamDFW: game, set, match. 

Essere stato così amico di Jonathan Franzen gli avrà rovinato l’umore?

Sei crudele, povero Johnny. E ora, tutti a rileggere Farther away

* David Lipsky, Come diventare se stessi. David Foster Wallace si racconta, minimum fax, Roma 2010.

Francesca Mastruzzo

Non vive a Milano, non lavora nell’editoria, non sposerebbe il Signor Bonaventura, i suoi eroi non sono Anton Cechov e Sailor Moon, non ha un Tumblr.

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