La vendetta contro lo sguardo

La violenza urbana, la catarsi d’asfalto, la meticolosa ricerca del risvolto brutale, osceno, fanno di Sin City, opera (o per meglio dire, opere, visto che si tratta di una serie a fumetti con storie a sé stanti) di Frank Miller, portata al cinema con fortuna da Robert Rodriguez – il sequel è in arrivo – un punto di riferimento di una visione lugubre della vita contemporanea, schiava di istinti deviati.

The Hard Goodbye, prima narrazione e fulcro dell’epopea di questa oscura città (e qui Miller, inevitabilmente, guarda a Gotham City e la supera a destra), porta il concetto di eroe alla stasi finale, nel senso che oltre non si può andare: la vendetta (sicuramente uno dei temi cardine per il concetto di narrazione tutta) diventa scopo di una vita, anzi, diventa la vita, finora assente e sostituita dalla contemplazione colpevole. Per mettere in campo questa realtà, non può che emergere l’ultraviolenza (di scuola Burgess e soprattutto Kubrick), il superomismo, il degrado assoluto, conseguenze univoche di scelte a crocette.

Per sonorizzare un tale caos, dobbiamo andare negli USA, a Washington prima e Minneapolis poi, dove Tom Hazelmyer ha cullato il sogno di restituire la mostruosità dell’incubo americano sotto forma di rumore a volumi folli, sangue e sudore: Amphetamine Reptile è il risultato, un’etichetta che ha preso il concetto di Noise Rock e lo ha reso metafora  e simbolo .

Non solo paladini come Helmet e Melvins sono passati da quelle parti (e già loro basterebbero), ma gruppi clamorosi che rispondono al nome di Cows, Today Is The Day o Hammerhead, sono stati i protagonisti di una stagione – cristallizzata dalla casa discografica in esame – con pochi eguali nella storiografia del rock indipendente d’oltreoceano.

Basin City si guarda riflessa in una pozzanghera ma non trova il cielo.

Stefano Fanti

Stefano Fanti è fuggito da Milano e ora vive nella bucolica provincia alessandrina. Scribacchino per varie testate online e non, si occupa principalmente di musica e letteratura. Soffre di una grave dipendenza da serie tv che lo porta a confondere Randy Hickey con Randy Marsh. Ama, tra le altre cose, fantascienza, horror e la psichedelia in ogni sua veste.

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