Sport e catastrofi

Scoprire uno scrittore che d'ora in poi leggerai con costanza e di cui recupererai gli arretrati è sempre un bel momento e, fortunatamente, mi è capitato proprio di recente con Jim Shepard.

Non c'è ritorno, raccolta di racconti curata da Tim Small e pubblicata da 66thand2nd è compendio esemplare di ciò che vuol dire raccontare lo sport, le sue gioie e le sue tragedie, senza scadere nel retorico e fluttuando con sistematica regolarità tra l'esplosione muscolare e quella psichica.
Negli scritti di Shepard è la catastrofe a concentrare le attese: crolli emozionali che guardano negli occhi disastri nucleari, terremoti senza precedenti, valanghe che portano via vite e spezzano catene familiari. C'è questo continuo gioco tra personale e universale che si fondono e respingono, con il matrimonio e la montagna, i rapporti e la competizione in veste di partecipanti.

La maggior parte delle storie ha il football come punto di partenza, metafora e cronaca di vite in cui spallate e furore agonistico celano disagi, ma i contrasti possono arrivare anche da una scalata impossibile (grandiosi i racconti Il destino ti precipita addosso e La Polonia ci guarda) o dall'impossibilità di mantenere l'equilibrio in una relazione sentimentale.

E qui, nel quotidiano e nell'assoluto, Shepard riesce a incastrare una dose di ironia acuta che sdrammatizza e mostra le cose per quello che sono: un gioco, che il suo strumento sia una palla, una racchetta o un anello di fidanzamento.

Sì, ma la musica? Visto che anche di sport si parla, il sottofondo questa volta sarà l'inno della Champions League di Tony Britten. Un bigino di epicità, spicciola certamente, ma utile al suo fine: l'esaltazione pre-goduria a volte, pre-catastrofe molto più spesso, se ad ascoltarla è un tifoso della Juventus come il sottoscritto.

Stefano Fanti

Stefano Fanti è fuggito da Milano e ora vive nella bucolica provincia alessandrina. Scribacchino per varie testate online e non, si occupa principalmente di musica e letteratura. Soffre di una grave dipendenza da serie tv che lo porta a confondere Randy Hickey con Randy Marsh. Ama, tra le altre cose, fantascienza, horror e la psichedelia in ogni sua veste.

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