Un treno per l’Ontario

(Photo credit: eccolo)

Musica e testo dello stesso autore: Il Sogno di un Hippie (titolo originale Waging Heavy Peace) è uscito, via Feltrinelli, a gennaio di quest'anno e racconta, direttamente dalla penna del protagonista, la vita di Neil Young, uno di quei nomi per cui è necessario restare in silenzio qualche secondo dopo averlo citato.

E' naturale che il sottofondo da accompagnare alla lettura sia caratterizzato dalla sua vasta discografia, magari optando per i dischi solisti (il classico dei classici Harvest, oppure On the Beach, Tonight's the Night o Comes a Time), più adatti rispetto alle rumorose – ed esaltanti, quasi sempre – uscite insieme ai Crazy Horse.

Tornando al libro: l'autobiografia di NY è un flusso dei pensieri del nostro, che spazia dal suo recente e in divenire progetto PureTone (formato musicale digitale che vuole contrapporsi alla qualità misera degli mp3) e torna indietro di corsa fino all'infanzia, quando una salute cagionevole lo costringeva a letto. E poi la sua galattica passione per i trenini, con dettagliate spiegazioni dei vari modelli e della loro storia, i periodi bui della depressione e dell'alcool, l'amicizia silenziosa con Bruce Springsteen e Bob Dylan, gli anni dei Buffalo Springfield e quelli con Crosby, Stills e Nash, fino all'alchimia con i Crazy Horse e la collezione di automobili. Insomma c'è tutto Neil Young uomo e artista, raccontato con fare candido e quasi ingenuo.

Per i fan questa è banalmente una lettura indispensabile, che restituisce la grandezza – quotidiana, direi elementare – di un colosso della musica e delle sue ossessioni, mai abbandonate e, al contrario, coltivate, seguendo l'istinto che rende liberi.

«Insomma, vidi David osservare una delle mie stanze dei treni piene di materiale ferroviario e lanciare un'occhiata furtiva a Graham che lasciava intendere: "Questo è matto. E' andato fuori di testa. Guarda che ossessione". Lo ignorai. Ne ho bisogno. Per me è una strada per tornare indietro.»

Stefano Fanti

Stefano Fanti è fuggito da Milano e ora vive nella bucolica provincia alessandrina. Scribacchino per varie testate online e non, si occupa principalmente di musica e letteratura. Soffre di una grave dipendenza da serie tv che lo porta a confondere Randy Hickey con Randy Marsh. Ama, tra le altre cose, fantascienza, horror e la psichedelia in ogni sua veste.

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