À la recherche du temps perdu

Viaggiare nel tempo è una seccatura. Ci vuole una DeLorean, un sacco di plutonio, un flusso canalizzatore, uno smanicato rosso, e poi si deve sempre fare attenzione a non sedurre la propria madre (dando ragione a quel pervertito di Freud). Inoltre, stando a quanto dice Sant'Agostino nelle Confessioni, il passato non esiste, quindi può capitare di parcheggiare in una zona di non essere, con tutti gli svantaggi ontologici ed esistenziali che questo comporta.

In effetti, sempre secondo Agostino, il tempo non esiste affatto, se non come una distensione dell'anima; e allora non è forse meglio imbottirsi di madeleine e viaggiare comodamente allungati su di una chaise longue? Direi di sì, anche perchè storia e memoria non sono poi tanto diverse. 
Insomma, come scriveva Giovanni Giudici in una sua mirabile poesia, (parafrasando, perchè non me la ricordo più molto bene): la storia dura la vita di un uomo, non è vero che dura millenni.
 
 
 

 

 

 

Enrico Beltrame

Era meglio prima, quando non c'eravamo. Adesso sono sempre stanco, ho il mal di testa, le occhiaie, il ginocchio gonfio. Se alzo la mano è per gioco (mi sembra che muoversi sia quasi inutile). Meglio allora non farsi del male. Meglio, adesso, non fare.

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