Little Women

Piccole Donne? No, non ho mai letto Piccole Donne. Certo, ho frequentato donne piccole, anche molto piccole, in rari casi addirittura piccolissime, forse nane, ma non credo sia proprio la stessa cosa. Perciò, dato che qualcosa devo pur scrivere, ho deciso che vi parlerò delle palme.

Le palme sono bellissime, e non mi riferisco tanto alle varietà esotiche che ondeggiano placide sulla candida sabbia di qualche isola tropicale, quanto piuttosto alle strane palme che, quasi per miracolo, svettano come punti esclamativi in certi misteriosi cortili d’Italia. Di solito, queste palme, di cui fortunatamente ignoro sia il nome scientifico che quello comune, scelgono come loro quinta una vecchia villetta alla Gozzano, qualcosa di lievemente decadente ma anche molto borghese, dall'intonaco roseo-arancio, rigorosamente scrostato. Ci si imbatte in loro per puro caso, mentre si è impegnati al volante, magari su strade che non conosciamo nemmeno. E insomma siamo lì, rinchiusi nei nostri abitacoli, incattiviti per il traffico invernale, dubbiosi sulle sorti dell'umanità, ed ecco che da dietro un cancello la palma compare, entra nel nostro campo visivo e annulla ogni altra cosa, proiettandoci in un caldo pomeriggio d’estate di quando eravamo bambini e andavamo a caccia di lucertole. Bang! Miracolo montaliano! Anzi, miracolo e basta.

Ma forse tutta questa roba succede solo a me. Forse mi capita perché non ho mai letto Piccole Donne, o perché la palma è un simbolo fallico, o cose così. Non so. Comunque anche a Goethe piacevano le palme, quindi, in un certo senso, la palma è un argomento letterario tanto quanto il romanzo della Alcott.

Buon anno a tutte le donne. E anche alle palme.

Enrico Beltrame

Era meglio prima, quando non c'eravamo. Adesso sono sempre stanco, ho il mal di testa, le occhiaie, il ginocchio gonfio. Se alzo la mano è per gioco (mi sembra che muoversi sia quasi inutile). Meglio allora non farsi del male. Meglio, adesso, non fare.

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