The picture of Dorian Gray

A chi non piace citare una massima di Oscar Wilde?

A me, per esempio. Sarà perché le ho sempre trovate ingegnose ma niente di più, sarà perché comunque non sono vere e proprie sentenze dell’autore ma di volta in volta vengono tolte di bocca a qualche suo personaggio, sarà, anche e soprattutto, perché i bon mot paradossali mi fanno cadere i capezzoli, insomma sta di fatto che preferisco leggermi un aforisma di Cioran, fare lo sgambetto a un bambino o magari ingollarmi un fruttino di marzapane.

Eppure Wilde spopola. Ma perché? Forse perché citando lui, o meglio uno dei suoi personaggi, tutti ci sentiamo molto molto acuti, pungenti, sottilissimi, anticonformisti e un po’ ribelli ma con eleganza e paraculaggine, insomma un po’ “radical chic”, che è la peggior offesa del mondo, dopo “gabibbo” e “poetico”.

Enrico Beltrame

Era meglio prima, quando non c'eravamo. Adesso sono sempre stanco, ho il mal di testa, le occhiaie, il ginocchio gonfio. Se alzo la mano è per gioco (mi sembra che muoversi sia quasi inutile). Meglio allora non farsi del male. Meglio, adesso, non fare.

5 Commenti
  1. Essere Wilde, ai giorni di Wilde, è come andare oggi a passeggio in vestiti di cotone nei dintorni di Fukushima.

    Neanche io reputo eccelsa sempre e ovunque la sua letteratura, ma di certo c’è stato un modo di fare letteratura prima di Wilde e uno, impossibilitato a non essere wildiano in qualcosa, dopo.

    Oggi citare un aforisma di Wilde – nei siti per il pronto uso di frasi fatte da qualcun altro le trovi in cima- è il modo più sbrigativo per dare a vedere di averlo letto senza neanche dover prima essere passato in libreria a dare un occhio alle sue copertine.

    E “gabibbo” non è una offesa così atroce. “Poetico” sì. “Alberoni” è da querela.

    Un saluto!,
    Antonio Coda

  2. Prima rispondo a Francesca, perché ha la fotina bella, e perché, come me, soffre di capezzoli fuggitivi: Francesca, insieme possiamo batterli, non sono più intelligenti di noi, e poi non hanno nemmeno le gambe!!

    Poi rispondo ad Antonio: gn, non ho nulla contro Wilde, pur non amandolo alla follia; ma mi spiace che un autore sia ridotto ai futili giochetti di parole dei suoi personaggi.
    Da molti anni non seguo più la carriera del gabibbo (se esiste ancora), però, dai, è un po’ un’offesa…