Veronika decide morrer

Molti anni fa sono stato testimone del diffondersi di un'epidemia letteraria. Ovunque andassi mi trovavo di davanti uno strano libro dalla copertina arabeggiante e misteriosa. Pazzesco. Ogni volta che entravo nella casa di qualcuno il libro era lì ad aspettarmi. Placidamente disteso su un tavolo, elegantemente seduto su una sedia, abbarbicato alla pila delle riviste del bagno, sonnecchiante sul divano, surgelato nel frigorifero, silenzioso sotto ai tappeti, spinoso dentro le trote salmonate, quel libro aveva invaso i confini del mio mondo senza che me ne accorgessi. Ma perché?

Era un capolavoro? Si intitolava L'alchimista, ma forse aveva a che fare con l'oroscopo: c'erano delle stelle in copertina. O forse era una specie di Siddharta iraniano, un libro per tutti, scritto semplice semplice, ma ricco, poetico, del tipo che alle donne piace tanto, anche se poi non lo capiscono. Comunque non ho mai avuto il coraggio di leggerlo, e, anche oggi, quando mi capita per caso di incrociarlo, lo scruto con un misto di sospetto e snobismo. Chissà di che cacchio parla?
 
In compenso, qualche tempo dopo, dopo L'alchimista intendo, il signor Coelho (che ha un bellissimo cognome) pubblicò un altro romanzo: Veronica decide di morire. Bello questo titolo. Secco, affilato, tutto al presente, sentimentalmente misurato, per niente elegiaco, come una pietra bagnata. Proprio un bel titolo. Forse questo vale la pena di leggerlo. Forse no. Veronica è un bel nome. Ma perché faccio le strip sui libri che non ho letto? E poi, alla fine, Veronica muore sul serio? E l'alchimista?

Enrico Beltrame

Era meglio prima, quando non c'eravamo. Adesso sono sempre stanco, ho il mal di testa, le occhiaie, il ginocchio gonfio. Se alzo la mano è per gioco (mi sembra che muoversi sia quasi inutile). Meglio allora non farsi del male. Meglio, adesso, non fare.

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