Zapiski iz podpol’ja

Nel sottosuolo ci sono le Tartarughe ninja, cose verdi, col guscio, cose che amano la pizza: Kawabonga! Ma anche cose oscure, forze paradossali, faglie, terremoti e tentacoli, che nemmeno il più illuminista degli Splinter può imbrigliare.

Nel sottosuolo di Dostoevskij c'è un piccolo Freud vestito da coccinella degli scout, ma c'è anche la talpa di Kafka che perennemente scava cunicoli come arabeschi deviati. Chi discendesse in quei meandri, anche per pochi passi, non sarà mai più un essere compatto contro il mondo: lo sbriciolamento ha già avuto inizio, inutile radunare i pezzi, incastrarli. L'illusione dell'intero, del paradiso terrestre, è perduta e ridicola, non c'è via di scampo. La mela è stata morsa; peggio, ci ha colpito sulla schiena sfondando la corazza, penetrando nella carne – oh, poverissimo Samsa!

Ed è forse per questo che detestiamo e invidiamo gli animali, perché in fondo sappiamo che l'autocoscienza, la “caduta” in noi stessi, è una handicap genetico.

Bon, adesso vado a fare le bolle contro il male.

Enrico Beltrame

Era meglio prima, quando non c'eravamo. Adesso sono sempre stanco, ho il mal di testa, le occhiaie, il ginocchio gonfio. Se alzo la mano è per gioco (mi sembra che muoversi sia quasi inutile). Meglio allora non farsi del male. Meglio, adesso, non fare.

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