5 libri per iniziare a capire Žižek

Foto presa da sito dal Guardian

Chi è Slavoj Žižek? Uno dei filosofi e psicanalisti più pop e in un certo senso divertenti di questo tempo. Non saprei dirvi se è il più famoso (non mi occupo di filosofia in senso stretto), ma di sicuro vi sarà capitato di imbattervi in un uomo barbuto che continua a grattarsi il naso e stropicciarsi la maglietta, che parla di Marx, di Stalin e che spiega Hegel e Lacan con l’aiuto di barzellette sporche e spesso razziste. Poco più di un anno fa ho recensito il suo In difesa delle cause perse.

Le righe qui sopra non gli fanno giustizia, lo so. Ma non è questo il luogo per spiegare per bene chi è e cosa scrive e cosa pensa Žižek. Ad esempio, penso di poterlo già annunciare, insieme alla mia amica Giulia Muscatelli, scriverò la recensione di Evento (Utet, 2015), uno dei suoi ultimi libri usciti. Eh sì, perché Žižek è, prima di tutto un grafomane. Su Youtube potrete trovarlo in tantissime conferenze, da quelle più famose con Julian Assange o in mezzo agli attivisti di Occupy Wall Street, ma è nei libri che potrete apprezzare a pieno la sua vena rivoluzionaria, ma anche pop e tremendamente simpatica.

Non vi sto assicurando che sarete d’accordo, vi sto assicurando che vi divertirete. Ecco dunque 5 scritti da cui partire.

1 L’Islam e la modernità, riflessioni blasfeme (Ponte alle Grazie, 2015). Parliamo di un pamphlet scritto a caldo, dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo… la tesi di fondo è “e se i fanatici islamici e il turbocapitalismo fossero le due facce della stessa medaglia?” Un ragionamento interessante, che analizza l’Islam attuale, e i suoi movimenti e la sua teologia, per provare a capire subito cosa sta succedendo. Sono 87 pagine!

2 107 storielle di Žižek (Ponte alle grazie, 2014). Sono esattamente 107 storielle (barzellette, racconti, esempi) che il filosofo utilizza nei suoi libri o nei suoi interventi. Eccone uno (tenendo presente il lato psicanalitico):

 Qual è l’oggetto più leggero al mondo?
Il fallo, perché è l’unico che può essere sollevato con la forza del pensiero (pag 152).

3 Il trash sublime (Mimesis, 2013). Questo lo consiglio soprattutto a chi è chi piace l’arte e l’architettura moderna, ma anche a chi è appassionato di pubblicità (advertising ecc ecc… ). In che modo ogni arte moderna è un’arte politica, ovvero ci dice qualcosa del tempo e del luogo in cui è creata e dell’ideologia che ne sta alla base.

…a differenza dell’acqua, della birra o del vino che placano davvero la nostra sete o producono un effetto di soddisfazione, … la Coca Cola funziona come l’immediata incarnazione di “Quello”, del puro surplus di godimento oltre la normale soddisfazione, del misterioso ed elusivo X che sfugge sempre al nostro consumismo compulsivo. (pag 29)

4 Un anno sognato pericolosamente (Ponte alle grazie, 2013). Questo già inizia ad essere un libro molto interessante e di spessore, nel senso che a differenza degli altri non è uno o più articoli o interventi messi insieme ma un ragionamento che parte delle primavere arabe, dall’austerity europea (con i vari governi tecnici italiani-greci ecc) e dai movimenti come Occupy Wall Street per sostenere che l’utopia è già più vicina? Quale? Be’, lui non è uno che dà risposte. Piuttosto gli piace fare le giuste domande.

Forse questa è la verità nascosta di Hegel, del suo pensiero poltico: più una società si conforma a uno Stato razionale ben organizzato, più la negatività astratta della violenza “irrazionale” ritorna. (pag 69)

5 Il carteggio con una della Pussy Riot, Nadezhda Toloknnikova (all’epoca detenuta in Russia). Lasciamo parlare il filosofo, quando scrive:

The Pussy Riot performances cannot be reduced just to subversive provocations. Beneath the dynamics of their acts, there is the inner stability of a firm ethico-political attitude. In some deeper sense, it is today’s society that is caught in a crazy capitalist dynamic with no inner sense and measure, and it is Pussy Riot that de facto provides a stable ethico-political point. The very existence of Pussy Riot tells thousands that opportunist cynicism is not the only option, that we are not totally disoriented, that there still is a common cause worth fighting for.

Qui dovreste trovare la maggior parte delle lettere (in inglese, sigh!).

Che dite, c’è qualcosa che vi può interessare?

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

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