Accettare il finale – Top 5

E sì, ci sono molti modi in cui ci si sente dopo aver letto il finale di un libro. Più o meno ne avevamo già parlato qui. Questo, chiaramente, vale anche per i compagni di avventura che nel giro di due settiamane devono accettare la fine di Dexter (ultima stagione così così, ma pazienza) e quella di Breaking Bad

La fine non è mai facile da accettare, probabilmente perché la fine di una cosa (un libro, una serie tv) ci porta ad astrarre e pensare alla fine di tutto, ovvero la morte, la pagina bianca. Ebbene, se per alcuni di noi finire di leggere un libro vuol dire accettare serenamente un dato di fatto (la caducità universale, l'espansione dell'entropia, ecc ecc) per altri questo è un passaggio traumantico.

Come vi dicevo, avevamo già affrontato il problema. Ma parliamo proprio della prima espressione che ha un lettore quando chiude definitivamente un romanzo.

1- Il piantino liberatorio:

2- La negazione. Ad esempio, se avete letto Le Belve, probabilmente avete detto così:

3- Quelli che hanno bisogno di silenzio. E lo esigono:

4- Questi sono l'esatto opposto del numero 1. Almeno all'apparenza: fingono calma con atteggiamento blasé.

Ma anche i sassi sanno che dentro sono così:

5- Per ultimo il mio preferito: quello che finito di leggere un libro rilegge il finale qualche volta e, rullo di tamburi, se lo porta in bagno al posto del catalogo ikea. Perché ha voglia di ripensarci mentre è concentrato.

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

4 Commenti
  1. Idem, assolutamente! 😀 (però deve essermi proprio piaciuto tanto: rileggere il finale portandolo anche in bagno significa che non sono pronto ad accettare la separazione)

  2. Punto 5, che racchiude anche il punto 3.
    Ci sono libri che ho letto interamente in bagno, va da se che anche il finale, se riletto, va riletto in bagno 🙂