Cattivoni (transmediali)

Ogni eterocosmo narrativo è popolato da cattivoni di ogni sorta. Di quelli che fanno venire i brividi solo a pensarci, che non fanno dormire la notte e che per precauzione ci si ficca tutti interi testa compresa sotto le coperte in cerca di un illusorio riparo da siffatta malvagità.

Ogni medium poi ha i suoi emblemi della cattiveria. Se mi chiedete il più cattivo dei videogiochi vi dico subito Sephirot di Final Fantasy 7. Nei fumetti Jocker e Magneto se la giocano e al cinema ci sono Darth Fener in Guerre Stellari, un diabico Jack Nicholson in Shining e una cattivissima regina cattiva in Biancaneve e i sette nani.

Ma nel mondo della letteratura chi è il più cattivo di tutti? Io provo a fare una classifica dei 5 cattivoni più cattivi della letteratura. Anzi, dei cattivoni transmediali: questi qui son talmente cattivi che le loro gesta scellerate sono state raccontate per lungo e per largo anche fuori dalle pagine dei libri.

Don Rodrigo (I promessi sposi, Alessandro Manzoni). Che poi, diciamolo, era l’unico motivo per cui ho letto il libro. Quando il suo bravo dice «Questo matrimonio non s’ha da fare», io stringo il pugno ed esulto in silenzio. Perché tra lui e Renzo non c'è partita. Insomma, scegliere Renzo è un po’ come scegliere Ted in How I Met Your Mother, non so se mi spiego…

Prof. Moriarty (L’ultima avventura, Arthur Conan Doyle). Uno che distruggerebbe il mondo intero se gliene fosse data l’occasione. Certo, Conan Doyle non gli diede poi tutto questo peso nel ciclo di Sherlock Holmes, ma il professore è riuscito a prendersi la rivincita fuori dai libri, diventando un personaggio centrale nelle rappresentazioni teatrali e al cinema. Pensate, è a così maligno da mettermi paura perfino nella versione “topesca” di Rattigan in Basil l’investigatopo!

Mrs. Marisa Coulter, (Queste oscure materie, Philip Pullman). Interpretata sul grande schermo da Nicole Kidman (ch’è più bella che cattiva), questa seducente aristocratica è, come direbbero gli anglosassoni, such a bitch. Capace di ogni tortura svela però un cuore di madre quando la figlia Lyra si trova in pericolo. Un’ambiguità attraente ma fatale.

Anton Chigurh (Non è un paese per vecchi, Cormac McCarthy). Questo qui sì che mette i brividi. Perfino quel bellaccione di Javier Bardem al cinema mi ha fatto venire la pelle d’oca. Insomma, uno che si aggira per le strade armato di una sparachiodi e una monetina per decidere il fato del malcapitato di turno… c’è solo da sperare di essere abbastanza fortunati.

Pennywise (It, Stephen King). E dai, come potevo tenere fuori dalla lista il pagliaccio assassino più famoso che ci sia?! L’orrore personificato, l’inquietudine, la violenza che si cela dietro una maschera di felicità. Leggetelo nel libro, guardatelo nel film, cercate di depotenziarlo nella parodia che si trova su youtube, consumatelo più che potete. Non servirà a nulla. Morirete di paura ogni volta che la vostra mente tornerà al suo bel faccino.

Ora aspetto i vostri consigli per le mie prossime letture notturne… voglio proprio vedere se riuscite a farmi cacare nelle brache dalla paura!

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

2 Commenti
  1. Pennywise. Al liceo c’era una in classe con me che aveva la fobia dei clown dopo IT.

    Comunque, anche Voldemort di HP, la Strega Bianca di Narnia e Patrick Bateman di American Psycho (con menzione speciale per quel gran fico di Bale nella versione cinematografica), non scherzano, direi.

  2. per rimanere nelle tenebre con lo zio Stephen sicuramente Annie Wilkes: tremo ancora a leggere alcuni brani di “Misery non deve morire”.