Delirium tremens

La classifica dedicata ai deliri e all'astinenza di cinque che si drogano, ma in modo artistico. Giunti fino a noi come uno strascico dei visionari poeti maledetti, ecco a voi cinque bruttini e tenebrosi che girano (spesso a vuoto, come i loro cervelli vorticosi) per le città europee. Come comune denominatore hanno una passione inarrestabile meglio conosciuta come dipendenza, che provoca loro ebbrezze mistiche e li trasforma in filosofi da strada. Hanno tutti e cinque un potere straordinario: fanno comparire un drink in mano al momento giusto.

Alby Starvation (Latte, solfato e Alby Starvation, Martin Millar) al primo posto in quanto rinomato pusher di Soho, le cui passeggiate su e giù per la collina derivano più dalla paranoia costante che qualcuno gli rubi i suoi fumetti piuttosto che dalla voglia di fare esercizio fisico. È l'unica persona al mondo che, pur soffrendo di mixomatosi, riesce ad accorgersi di un'intolleranza alimentare; fatto che, per altro, lo porta ad avere il suo quarto d'ora di fama, oltre ad una taglia sulla testa da parte del Monopolio del Latte.

 

Misty (Destroy, Isabella Santacroce) italiana trapiantata a Londra, misura il tempo in grammi di benzodiazepine e triple X vaporizzato: le equivalenze non sono mai state così divertenti. Oltre a svendersi nei posti più sordidi della metropoli, fa di tutto per assomigliare alla tormentata eroina di un manga e colleziona da vera otaku tutte le azioni più folli e masochiste di cui è capace.

 

Ermanno Claypool (Bastogne, Enrico Brizzi) protagonista macabro di un'Arancia Meccanica nizzarda, beve, fuma e chi più ne ha più ne metta. Non lo ferma nessuno, anche perchè il ragazzo è un tantino rabbioso. A volte uccide, ma sempre con il supporto di una salda impalcatura morale ed ideologica, nonché lisergica.

 

Giorgia Cantini (Quo vadis, baby?, Grazia Verasani) detective privata, trotta tra un portico e l'altro nella Bologna by night, passando con disinvoltura da una quadriglia di gin lemon a una bottiglia di Four Roses. Le piace mascherare la dipendenza con il nome ben più romantico di “amenza”, cioè una grave forma di confusione mentale.

 

Pablo Baloo Miralles (Il meglio che possa capitare a una brioche, Pablo Tusset) trentenne apatico e misogino, filosofo della rete e scroccone, dovrà suo malgrado abbandonare la sua unta maison per cercare il fratello maggiore scomparso nella labirintica Barcellona. Quello che non scompare mai, nella stroria, è un bel bicchiere pieno, che aiuterà Miralles ad intricare ancora di più la matassa della trama.

 

E a voi vengono in mente altri addicted bruttini, tenebrosi e scellerati??

Cristina Patregnani

Ho tre capisaldi: i libri, i miei quaderni e la drum'n'bass. Millanto un'origine messicana per infastidire i milanesi e ho almeno un'ossessione nuova a settimana.

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