I 5 coinquilini che non vorresti mai avere

Ci accompagnano a volte per mesi, a loro ci si affeziona e li si odia. Sono la materia prima che innerva le storie in cui ci immergiamo, guizzando dalla vita reale per trasformarsi in finzione narrativa ed essere nuovamente restituiti alla realtà filtrati dalla sensibilità dell’autore. Ci insegnano a conoscerci meglio o a scoprire lati che non vorremmo ci appartenessero mai. Insomma, i personaggi sono la carne viva di ogni storia, la materia su cui gli eventi si plasmano e concatenano.

Ma cosa potrebbe succedere se l’essenza di alcuni di loro svolazzasse via dalle pagine e s’incarnasse in persone vere e proprie? Magari le stesse con cui si condivide un appartamento all'università? Ecco una lista di coinquilini indesiderati:

5. Bob Arctor – Un oscuro scrutare: folgorato neuronale, è in missione per conto di un non meglio precisato governo di cui non ti rivelerà mai l’identità, anche perché non lo ricorderebbe mai. Si aggira per casa con circospezione in cerca della Sostanza M che lui pensa tu nasconda da qualche e con cui vorrebbe sollazzarsi e sospetta che tu lo stia spiando con telecamere nascoste negli angoli, intrappolato com'è nel suo Panopticon mentale. Puntualmente, la sera prima di ogni tuo esame organizza sobri festini a base di sigarette truccate e pilloline ridoline con gli amichetti con cui fa comunella.

4. Sasha – Il tempo è un bastardo: dato che le tue finanze non traboccano, ci voleva la coinquilina cleptomane. Finora sono sparite penne, evidenziatori, qualche molletta per appendere i panni, una padella. Però lei è una gran figa e per i tuoi fini erotomani non è conveniente entrarci in conflitto. Ma ti rompe da morire che, non appena metti il becco fuori da casa, ti saccheggi il pan bauletto lasciandoti solo il chiusino di fil di ferro nella dispensa. Da solo. Al buio. In compagnia di qualche mesta mollichina. Cleptomania, portala via.

3. Humbert – Lolita: prima l’ha vista quando la tua famiglia è venuta a trovarti una domenica, poi l’ha cercata e trovata tra le tag di Facebook. Ovviamente è la tua sorella minore e minorenne. Una volta aggiunta, lui si aggira nelle retrovie tempestandola di messaggi tra l’ormonale e lo stucchevole. Le ha confessato già amore. E la vuole portare a zonzo per l’Italia di motel in motel. La tua sorellina però se la fa un po’ sotto e te lo dice, quindi al caro coinquilino che ti liscia col sorriso vorresti infilare la testa in uno spremiagrumi elettrico. In attesa del suo giro d’Italia, il tuo aspirante cognato ammazza il tempo non disdegnando il pressing occulto sulle colleghe di università di primo anno che profumano ancora di borotalco e acqua di colonia.

2. Anton Chirugh – Non è un paese per vecchi: che culo averlo in casa, per di più in camera doppia. Al mattino ti fissa con insistenza con un’espressione vacua seduto sul fianco del letto, mani sulle ginocchia. Quando gli richiedi la quota per la spesa, con tanto di scontrino in mano, ti fa un buco in testa con le pupille. Ora la spesa la fai solo per te. Tace sempre a ogni tua affermazione e, per prendere una decisione, tira sempre fuori una monetina con cui fa testa o croce. La realtà è che sai che un bel giorno ti strangolerà nel sonno e ciò ti genera insonnia. Ogni occasione è potenzialmente buona per fargli girare le palle a elica e ci metterebbe un attimo ad appenderti in cucina ad un gancio da macellaio.

1. Ackley – Il giovane Holden: è la cloaca ambulante. Un classico delle convivenze collettive, ma per te, piccolo ipocondriaco, è l’incarnazione di ogni più recondito incubo. Il suo alito richiama l’obitorio col tutto esaurito ma con la cella di refrigerazione guasta in piena estate: in effetti siete in 4 in casa e ci sono 3 spazzolini, se il pallottoliere non è un’opinione… Lascia la spugna dei piatti lorda di rimasugli di cibo, si spreme i brufoli e non pulisce lo specchio, non apre la finestra quando riemerge dal bagno dopo una lunga seduta di gabinetto. I capelli untuosi rimandano alla marinatura con olio di semi, le unghie lunghe e lerce attrarrebbero archeologi di tutto il mondo in cerca di nuovi fossili del Cretacico. Per non citare le ascelle, pungenti come solo il brodo con cipolle marce potrebbe esserlo. Pagheresti per organizzare un’incursione di uno speciale corpo igienizzato delle teste di cuoio nella sua camera per redimerlo e conferirgli non tanto sembianze umane quanto odori terrestri e socialmente accettabili. Ma è uno stercorario, rassegnati, non c’è salvezza per i puzzoidi.

E voi con chi non vorreste mai condividere il vostro nido domestico?

Marco Giarratana

Pigola, bubola, ziga, potpotta, gloglotta, ciangotta. E raglia.

2 Commenti
  1. Io vado per un classico: Uriah Heep (dal libro David Copperfield, Dickens).
    Mi fa venire i brividi solo al pensarlo mentre si aggira per la casa e cerca di esserti di aiuto, con la sua falsa umiltà e ossequiosità. Ecco, lo sento dire: “Desidera un caffé, signora Martina?” – quel suo mitico appellativo “Master Copperfield” non riesco a renderlo al femminile in italiano. “Glielo preparo ora con tutta la mia umiltà. Gradisce un po’ di zucchero?” – Ed ecco che prima ancora di aver risposto di no, mi porge quella tazzina in modo viscido e strisciante. Il mio stomaco si sta già rivoltanto all’idea… sta per venirmi la nausea. Devo smettere.