I 5 colori dell’arcobaleno

Alessandro Baronciani

 

Quante volte avete scelto un libro solo perché il titolo vi piaceva? E magari c'era dentro il vostro colore preferito? Ecco una Top 5 di esempi a mio avviso fortunati, rigorosamente senza passare per le Cinquanta Sfumature.

Rumore bianco – Don DeLillo  
In orgine doveva intitolarsi Panasonic ed ecco che De Lillo si sarebbe autoscluso da questa Top 5 e chissà, magari avremmo parlato di Denti Bianchi di Zadie Smith, che insieme alle Notti Bianche di Dostoevkij si è arduamente conteso il primo posto per questo colore.
Il concetto che De Lillo crea in questo libro è oltremodo attuale: il rumore bianco è quello che nasce dalla degenerazione della società moderna, dai media, dal consumismo, dalla paura della morte. Un sottofondo costante e perpetuo che accompagna tutte le 394 pagine di questo capolavoro. A 13 anni dalla pubblicazione questo libro scorre come se fosse stato scritto ieri.

Sofia si veste sempre di nero – Paolo Cognetti
Con molta probabilità risulterò impopolare, ma in questo caso mi schiero dalla parte della minoranza e lo dichiaro apertamente: a me questo libro non è piaciuto per niente. Complice del fastidio continuo che mi hanno arrecato queste duecento pagine è sicuramente il successo che il libro avuto e che io continuo a trovare un po’ esagerato.  
E sono arrivata a fine libro che Sofia l’avrei strozzata, è brava solo lei, riesce in tutto e per quanto fastidiosa e antipatica finisce per piacere a tutti. Anche io mi vesto (quasi) sempre di nero, mica c’ho scritto un libro.
Fortuna che altri di Finzioni non la pensano così, e noi, come sempre, lasciamo al lettore l’ultima parola.

Quando tutto diventò blu – Alessandro Baronciani
Il cielo blu è molto bello e il mare anche, ma il generale il blu non è un colore associato al benessere: prima di vomitare si assume un colorito bluastro, ‘I am getting blue’ significa malinconia e malessere e su Urban Dictionary troviamo tra le definizioni di ‘blue’: The feeling when u wake up at 7 in the morning and remembering it's a Monday. Questo è il blu.
Il tema di questa bella storia a fumetti è proprio questo: il malessere della protagonista, gli attacchi di panico, la lotta personale contro un male inspiegabile. Sensazioni difficili da raccontare a parole, che solo se si sono vissute sembrano comprensibili. Ma Alessandro Baronciani, anche grazie alle belle immagini e all’uso magistrale della china, riesce a rendere a pieno queste sensazioni di disagio, l’aria che manca, l’ansia e la paura costanti.

Cappuccetto Rosso
Scelta forse un po’ banale, ma chi non ha avuto un’infanzia segnata da ‘che grandi orecchie che hai – è per sentirti meglio’? E ‘attento che ti mangia il lupo’? Se ci pensiamo bene è una storia tremenda, violenta e cannibale, nonché un po’ stupida, come puoi scambiare un lupo – per quanto ben travestito – per tua nonna? E poi il taglialegna che salva tutti, perché ovviamente il lupo – un po' come la balena di Pinocchio – mica masticava, nonna e figlia sono perfettamente integre e ritornano in salute una volta fuori dallo stomaco del lupo.
Di sicuro ci saranno molti significati allegorici che mi sfuggono in questa fiaba e la voglia di controllarli su Wikipedia scarseggia (prostituzione? antropofogia? reconditi significati freudiani?) però ecco, se penso al rosso questa è una delle prime associazioni che mi salta alla mente.

L’arcobaleno della gravità – Thomas Pynchon
Una molteplicità di storie incredibili e diverse, un insieme di temi e argomenti, L’arcobaleno della gravità è considerato da molti – e a ragione – uno dei capolavori del postmodernismo. Dentro c’è davvero di tutto (guerra, sesso, filosofia, ballate) ed è quello che ne fa un libro tanto inarrivabile quanto impegnativo e faticoso. L’arcobaleno del libro è quello della parabola che compiono i numerosi missili V2 che vengono lanciati, ma anche la parabola umana e l’arco che compie la trama. Il ribaltamento dei fenomeni causa effetto, lo stretto collegamento tra i rapporti sessuali del protagonista e l’arrivo dei missili, il concetto di ass backwards che si fa largo nella trama complicata. Armatevi di buona volontà e vedrete che ne varrà la pena: leggere questo libro è come farsi un overdose di tutti i colori in un colpo solo. 

Ho volutamente tralasciato le Cinquanta Sfumature: troppi colori sprecati in una volta sola, per non parlare di quante parole son già state sprecate sulla James. C’è invece chi ho messo da parte per motivi opposti: se mi fossi messa a scrivere del Rosso e il Nero e delle notti in cui ho sognato di essere Julien Sorel, altro che top 5.

Elena Biagi

Elena Biagi dopo aver cambiato quattro volte colore di capelli, undici case e cinque città, adesso è biondiccia e vive a Milano, dove lavora in una casa editrice.

3 Commenti
  1. Ringrazio sentitissimamente per aver lasciato fuori le 50 sfumature, francamente, non se ne può più….

  2. Il rosso e il nero vale? E ovviamente Barbablù. Sia la fiaba che quello della Nothomb. Ma più la fiaba.