Mostri da Halloween

L'immagine è di Teledicoio

Domani è Halloween e arrivano i mostri!

Per scegliere che costume indossare ad Halloween, i libri sono sempre la miglior fonte d'ispirazione (spaventosamente selezionati da: me, Michela Capra, Marco Combi e Elena Biagi).

Lupi Mannari (e non chiamateli Licantropi!)
Nell’orrorifico mondo delle creature della notte e dei mutaforma, i lupi mannari – va ammesso – sono sempre stati dei reietti. Con gli stessi problemi di eternità dei vampiri, ma con un dramma tricologico troppo grande per risultare altrettanto affascinanti, in letteratura sono sempre stati bistratatti.
Ricordiamo eccezioni come Cycle of the Werewolf (Unico indizio la luna piena) di Stephen King – esiste forse qualche sorta di fenomeno gotico di cui non abbia scritto?-  o i lupi mannari di Michael Chabon alle prese con il quotidiano in Werewolves in Their Youth (in italiano, Lupi mannari americani). Ma ecco che è con Glenn Duncan (e con gli Special Books Isbn) che i lupi mannari riacquistano l’attenzione pop che non hanno mai avuto. Perché è di un libro pop che si parla, di quelli in cui vengono usati tutti gli escamotage per tenerti incollato alle pagine e anche se ne sei perfettamente consapevole non per questo smetterai di leggere. L’ultimo lupo mannaro è il primo di una trilogia, io l’ho finito in una notte di luna piena e scommetto che anche voi non arriverete al prossimo plenilunio.

 

Zombie  (No, non è sinonimo di morto vivente!)
Questa storia forse la conoscete: l’occidente prende un concetto da una cultura esotica e lontana, se ne appropria, lo stravolge un po’, lo rende parte della propria cultura e lo rivende come suo. Che novità! Poi però gli zombie faranno lo stesso con le nostre teste.
Ultimamente gli zombie (sottocategoria dei morti viventi, ricordate: tutti gli zombie sono morti viventi, non tutti i morti viventi sono zombie) nelle loro diverse varianti sembrano essere davvero dappertutto. A Finzioni lo avevamo già previsto e ne abbiamo parlato più volte, da Orgoglio Pregiudizio e Zombie a L'estate dei morti viventi di John A. Lindqvist, passando da Game of Thrones a Walking Dead. E in uno scenario del genere la vetta di questa lenta ma inarrestabile avanzata tra le classifiche letterarie cosa altro poteva essere se non Fifty Shades of Grey and Zombie?

Il gatto nero (non porta solo sfiga)

Il gatto nero evoca antiche superstizioni e tradizioni. Streghe travestite, esseri demoniaci, segni di sfortuna o di fortuna a seconda dei racconti: questo animale è sempre stato associato all'ammaliante e allo stesso tempo spaventoso mondo della magia e dell'ultraterreno. Ma diciamoci la verità: se vi trovaste a dover fuggire da orde di mostri che vi inseguono nella notte di Halloween, invece di zombie, vampiri, lupi mannari e cavalieri senza testa, un bel micio nero è quello che sperereste di incontrare!

Siete però sicuri che sia la cosa meno malvagia da affrontare? A dar retta a E.A. Poe, uno che con cose dell'orrore trafficava parecchio, la risposta è no. Forse qualcuno osserverà che l'alcolismo e la malinconia sono i veri demoni che aprono le porte a quello "spirito di perversità" che si impossessa del protagonista de Il gatto nero, ma un'aura di mistero e di malvagia presenza aleggia sull'animale e impedisce di risolvere l'inquietante ambiguità che lo caratterizza. Finito di leggere il racconto, ci si continua a chiedere se i fatti raccontanti siano frutto della pura ossessione umana o opera misteriosa di spiriti demoniaci.

Se per la serata preferite un film in compagnia, trovate The Black Cat della serie Masters of Horror (che si ispira direttamente al racconto di Poe) o varie parodie che si rifanno alla figura del gatto nero. Ad ogni modo, per la notte di Halloween vi consigliamo di non fidarvi nemmeno dei gatti e di ricordarvi che i pop corn funzionano con la paura meglio dell'aglio con i vampiri.
 

Fantasmi (con o senza testa)

Chi ha più paura dei fantasmi da quando Oscar Wilde li ha ridicolizzati (Il fantasma di Canterville), Michele Mari li ha spiegati (Fantasmagonia) e i Ghostbuster ce li hanno fatti amare?

Quest'anno, insomma, il classico lenzuolo bianco da fantasma non va tanto di moda. Allora bisogna inventare! Ve lo ricordate il cavaliere senza testa? Certo, non proprio uno dei mostri più diffusi nel nostro toto Halloween, il cavaliere senza testa però è una creatura (nonché possibile maschera) di tutto rispetto. Partendo dalla fine: sul grande schermo il cavaliere mozzato l'ha fatta da padrone ne Il mistero di Sleepy Hollow, uno dei film più riusciti di Tim Burton (altro must ottobrino!). Se però volete essere fichi, leggetevi La leggenda della valle addormentata, un racconto veloce veloce di Washington Irving: è da qui che Burton ha saccheggiato plot e immaginario, facendo una tra le meglio riuscite banalizzazioni del mondo. Ma il gioco del cane mangia cane non finisce così: per essere halloweeneschi con stile, sappiate che il mostro che avete scelto di interpretare non è nato da una reverie moderna, ma dalla notte dei tempi. Proprio da noi, lungo tutta la penisola d'antan, dalla Bari alla Novi medievali, pullulano avvistamenti notturni di un certo fantasma, a cavallo, e senza testa…

 

Vampiri (… o Frankenstein?)

Di vampiri, negli ultimi anni – tra libri, cinema e TV – se ne sono visti di ogni sorta e genere, ma cosa direbbe il buon vecchio Conte Dracula di quelli sdolcinati e sbrilluccicosi di Twilight, o degli adolescenti di The Vampire Diaries? Meglio non sapere, e ripiegare sul moderno Prometeo creato dal Dottor Frankestein: il prodotto della fantasia di Mary Shelley è un usato garantito che non delude mai.

 

E ora: "challenge accepted" (cit.), proverò il costume da fantasma senza testa… e voi, quale mostro tirerete fuori dall'armadio?

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

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