Incidenti (con spoiler!)

Se l'assassinio è un atto commesso intenzionalmente e non va fatto, poiché non lo si giustifica, l'incidente è invece più tollerato; originato da una sbadataggine, una distrazione, qualcosa in grado di minimizzare la responsabilità del colpevole, che appunto colpevole non lo si ritiene quasi mai, nemmeno quando, incidentalmente, uccide.

La letteratura di incidenti è piena. A me vengono in mente questi, tutti necessariamente con spoiler, siete avvisati:

1. Il mondo secondo Garp – John Irving, ovvero:

un padre con troppe cose per la testa a cui pensare, tra cui l'auto senza il pomello del cambio finito chissà dove, tanto che la leva resta per mesi così, un pezzo di ferro tra due sedili, quelli di Garp e della moglie che litigano durante ogni viaggio: “devi ricordarti di cambiarlo”, “no, tu”, “eh no, tu” finché, dopo la brusca manovra per entrare nel cortile (una robusta accelerata e un testacoda che posiziona l'auto col muso pronto a uscire dal parcheggio), – SPOILER – il figlio di Garp non ci cade sopra, a quella leva del cambio senza pomello, con l'occhio, per di più.

2. Come Dio Comanda – Niccolò Ammaniti, ovvero:

un giorno come tanti altri e una sosta al supermercato come tante volte prima di allora; un uomo e la figlia piccola legata saldamente al seggiolino sul sedile posteriore, il traffico della città coi soliti rumori di sottofondo; e poi – SPOILER – qualcosa che assomiglia a un risucchio, e la borsa della spesa rovesciata sul sedile e l'odore di shampoo alla mela verde che si sprigiona nell'abitacolo, e il tappo del flacone che non si trova, poiché conficcato nella gola della bambina, che si dimena, muove le manine chiamando aiuto, terrorizzata.

3. Una cosa piccola ma buona – Raymond Carver, ovvero:

una torta ordinata al pasticciere per il compleanno del piccolo Scotty, pagamento alla consegna. Poi Scotty che viene investito da un pirata della strada, – SPOILER – la lunga agonia del bambino e l'avvicendarsi dei genitori al suo capezzale in ospedale, infine la madre che viene mandata a casa per concedersi una doccia, e le continue telefonate minacciose e anonime di chi reclama il prezzo pattuito per una torta pronta e non ritirata, e il bambino che non ce la fa.

4. Il grande tiratore – Kurt Vonnegut, ovvero:

un ragazzino addestrato dal padre a tirare, e talmente bravo da conquistarsi le chiavi dell'armeria di famiglia. Poi una cena fra adulti dove è normale che i bambini facciano altro, come rifugiarsi a giocare in mansarda, un balcone naturale sulla città che offre un panorama irresistibile e – SPOILER – un incontrollato e inconsapevole richiamo a fare il tiro al bersaglio.

5. Come Dio Comanda – (a ridaje) Niccolò Ammaniti, ovvero:

un cane che dalla vita desidera solo rincorrere palle da tennis: vede il suo padrone dall'altro lato della strada ed è deciso ad attraversarla per raggiungerlo. Al ragazzino non viene in mente altro se non estrarre dalla tasca la sfera gialla e lanciarla più forte che può, alle spalle del cane, per evitare il peggio. Ma il lancio è pessimo – SPOILER – la palla rimbalza sul muso di un camion e finisce in mezzo alla strada, e del cane non resta che un tappeto di pelo sull'asfalto.

Stefano Drago

Stefano Drago è restio a rendere pubblici i fatti suoi. Ma adora leggere, ha tanto tempo per farlo, e gli piace scrivere (anche) di libri su Finzioni.

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