I peggio lavori mai letti

Con il 2013 appena iniziato, il primo pensiero di molti sarà inevitabilmente la ricerca del lavoro. Per non perdere la testa al pensiero disperante di quello che non tocca fare per sopravvivere, basta dare un occhio ai peggio lavori apparsi tra le pagine di romanzi, perché mal comune mezzo gaudio!

1) Morte a Credito, Céline. In questo romanzo semi-autobiografico lo scrittore francese narra le proprie peripezie giovanili, e spesso si tratta di come sbarcare il lunario, o meglio di come i suoi genitori abbiano cercato a più riprese di scrollerselo dal groppone. Una delle esperienze professionali più interessanti è l'"Addetto al Materiale" del giornalista, inventore e guidatore di pallone aerostatico Roger-Marin Courtial des Pereires:

L'incaricuccio del materiale mica era poi soltanto onorifico… esisteva come sgobbo! Toccava a me sorbirmi l'intero malloppo delle consegne col carriolino a mano… Tutto il sueggiù col tipografo… Senza contare che ch'ero io il responsabile d'ogni sbrindellatura del grande sferico… spettava a me ritrovar tutti gli strumenti lasciati strasciconi, i barometri, i tiranti, tutti gli ammennicoletti, le chincaglierie… Ero io che dovevo porre rimedio a tutti i botti ricevuti dall'involucrone… Ero io che rattoppavo, con un po' di refe e di colla.

Senza contare che il poveraccio doveva anche occuparsi dei piccioni:

Raccoglievo scrupolosamente lo sterco… Ne facevo dei mucchietti lungo il muro, che poi lasciavo lì a seccare…

2) Senza un soldo a Parigi e a Londra, George Orwell. Altro scritto autobiografico, del periodo in cui l'autore cult cercava di sopravvivere per le strade di Londra e Parigi. Il mestiere per eccellenza? Il lavapiatti all'Hotel X:

Except for about an hour, I was at work from seven in the morning till a quarter-past nine at night; first at washing crockery, then at scrubbing the tables and floors of the employees' dining-room, then at polishing glasses and knives, then at fetching meals, then at washing crockery again, then at fetching more meals and washing more crockery. It was easy work, and I got on well with it except when I went to the kitchen to fetch meals. The kitchen was like nothing I had ever seen or imagined – a stifling, low-ceilinged inferno of a cellar, red-lit from the fires, and deafening with oaths and the clanging of pots and pans.

[Fatta eccezione per circa un’ora, lavoravo dalle sette del mattino alle nove e un quarto di sera; prima come lavapiatti, poi a lavare i tavoli e i pavimenti della mensa dei dipendenti, poi a lucidare bicchieri e coltelli, poi a portare gli ordini, poi di nuovo a lavare i piatti, portare altri ordini e lavare altri piatti. Era facile, e me la cavavo fatta eccezione per quella volta in cui entrai in cucina per prendere dei piatti. Non avevo mai visto o immaginato una cosa come quella cucina – un soffocante e claustrofobizzante buco infernale, illuminato dal rosso dei fornelli e assordante nelle bestemmie e nel fragore di pentole e padelle.]

3) Soffocare, Chuck Palahniuk. Il protagonista e l'amico Denny lavorano in un museo storico vivente, fermo al 1734. Quindi vestiti d'epoca ovviamente, senza gomme, orecchini, o pizzetto, e guai canticchiare musica contemporanea, o usare comui fazzoletti da naso. Pena: la gogna. 

Nell'istante in cui si china in avanti, la parrucca gli scivola via e cade nel fango e nella cacca di cavallo e qualcosa come duecento turisti giapponesi scoppiano a ridere e gli si accalcano davanti per immortalare la sua testa rasata. Ormai non non è più un granché bianca, e in più puzza, perché, poco ma sicuro, ogni giorno almeno un milione di cani e di polli vengono a farsi una pisciatina qui.

4) Infinite Jest, David Foster Wallace. Don Gately ha il lavoro più merdoso di tutti quanti i personaggi. fa parte dello staff della Ennett House, casa di recupero dove vacillano tra una poltrona e un letto, tossici, alcolizzati e delinquenti di varia natura. 

Qualcuno si è fatto quella sbobba disgustosa marshmallowesca con i Rice Krispies in cucina e non ha pulito prima di andare via, e Gately deve andarein giro e scoprire chi è il responsabile e portarlo a pulire tutto, e tra i residenti c'è un codice d'onore così rigido per chi fa la spia che tutto a un tratto sembra che Gately sia uno della Narcotici. Tutti i giorni sprofondi fino alla vita nelle stesse cazzate che più che fastidiose sono stressanti, e ti succhiano l'anima; un doppio turno qui lo fa sentire completamente vuoto prima dell'alba, giusto in tempo per andare a pulire la merda vera.

Cioè quella del dormitorio per senzatetto di Stavros L..

5) Una solitudine troppo rumorosa, Bohumil Hrabal. Il lavoro più infame per gli amanti dei libri: pressarli come carne da macelleria. Se non fosse che il protagonista comincia a rubarli uno a uno fino a riempirsi la casa e sognare di venire schiacciato da quintali di volumi sopra il suo letto, nel sonno:

Da trentacinque anni lavoro alla carta vecchia ed è la mia love story. Da trentacinque anni presso carta vecchia e libri, da trentacinque anni mi imbratto con i caratteri, sicché assomiglio alle enciclopedie, delle queli in quegli anni avrò pressato sicuramente trenta quintali.

Che potrebbe entrare nella top 5 dei best incipit ever. Ora a voi dire quali e quanti altri orribili lavori vi sono passati sotto gli occhi, finzione o realtà fa poca differenza.

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