In Sicilia la letteratura spacca!

Immaginate la mia espressione compiaciuta mentre sto per scrivere questa Top 5 tutta sicula; dovete sapere, infatti, che il 2013 è stato un anno pazzesco per gli scrittori siciliani, ed io non posso che gongolare e dedicare proprio a loro l'ultima top 5 dell'anno. Sono giovani e scrivono bene, e lo so che starete pensando che sono di parte, ma, uno scrittore siculo si riconosce, si distingue, la sua scrittura parla, dice da dove viene e arriva precisa e acuta. Nella scrittura, anche nella più leggera, ma allo stesso tempo alta, si cela una dimistichezza con la lingua che ha a che fare con l'esattezza del termine scelto. Forse perché il nostro dialetto ha un termine per ogni cosa, ogni stato d'animo, ogni sfumatura o forse perchè loro sono semplicemente bravi e la loro bravura sta nel discostarsi dai luoghi comuni e dai clichés della nostra terra e della nostra cultura, che non c'è bisogno, ogni volta, di tirar fuori sempre le solite storie, che la storia adesso è diversa e ce la raccontano questi trentenni:

1. Stefano Amato, Il 49esimo stato (Feltrinelli): siracusano, schivo, l'ho conosciuto, ti studia, ascolta, se ne sta un po' in disparte, ma poi quando ti giri verso di lui ti sorride e capisci come mai gli sia venuto in mente di scrivere un romanzo che, ispirandosi ad una eventualità realmente ipotizzata nel dopoguerra, vede la Sicilia annessa agli Usa in qualità di 49esimo stato. Oltre a scrivere fa il libraio e non mi stupirei se oltre a leggerli, scriverli e venderli, si nutrisse pure di libri.

2. Giuseppe Rizzo, Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia (Feltrinelli): agrigentino, autentico, qui a Finzioni lo abbiamo pure intervistato. Il suo libro fa la guerra agli stereotipi attraverso la voce, i pensieri e le minchiate di quattro trentenni che, tornati in Sicilia, tentano di cambiare una volta per tutte le cose nel loro piccolo paese d'origine, con la consapevolezza che per farlo, non ci vogliono vie di mezzo, si deve fare la guerra e si deve fare a modo loro.

3. Daniele Zito, La solitudine di un riporto (Hacca edizioni): nato a Siracusa, vive a Catania, il suo libro è un potpourri di idee, spunti, che se li avesse lesinati avrebbe potuto scriverne altri 10. Il nostro JJ ne ha scritto poche settimane fa:

La solitudine di un riporto è un libro sfrontato, proprio come chi il riporto ce l'ha per davvero e, quando finisci di leggerlo ti rendi conto che Daniele Zito ha ancora talmente tante idee nel cassetto da poter rinfoltire un sacco di chiome per gli anni a venire.

4. Angelo Orlando Meloni e Ivan Baio, Cosa vuoi fare da grande (Del Vecchio Editore): entrambi siracusani (forse dovevo nascere a Siracusa anch'io!), ho pranzato con loro l'altro ieri dopo aver assistito alla presentazione del loro libro e no, non abbiamo parlato di letteratura a parte un piccolo accenno a Joyce. Ivan e Angelo sono due personaggi sui generis come il loro romanzo. Adesso, sarebbe facile tagliar corto e uscirsene dicendo che si tratta di un: "romanzo tragicomico sul futuro dell'istruzione italiana", perché è molto di più di questo, il libro è futuristico in modo strampalato e divertente; prende in giro il sistema scolastico e quello dei preconcetti sullo studio e sul futuro. Loro stanno ancora cercando di capire cosa vorrebbero fare da grandi, forse per questo si sono inventati il futurometro.

5. Tommaso Bordonaro, La Spartenza (Navarra Editore): Bordonaro era di Bolognetta, un piccolo paese in provincia di Palermo, a stento sapeva leggere e scrivere, eppure ci ha lasciato il racconto della sua vita e della sua storia. In Sicilia una partenza diventa una spartenza, da spartirsi, dividersi, perché Bordonaro a un certo punto della sua vita decide di lasciare tutto per emigrare negli Usa. Scrive come sa scrivere, tentando di italianizzare il suo dialetto, riuscendo comunque a comunicare ogni dolore e ogni attimo di gioia vissuto. Il libro è a cura di Stefano Lombino, anche lui siciliano, scrittore e professore, che nel 1987 riesce a pubblicarlo per la prima volta.

Come avete visto, ce n'è per tutti i gusti a patto che vi piacciano le paste di mandorla e le sarde a beccafico, i cannoli e il tonno con la cipollata, anzi, alla fine potreste anche comprare un libro di ricette siciliane, del resto, come dice Angelo Meloni:

La gente legge libri peggiori ma mangia meglio perché compra i libri di cucina!

Buon anno picciotti!

Laura Caponetti

intervisto personaggi che non esistono, guardo serie tv in tutte le lingue pur conoscendone solo due, sana di mente? forse!

3 Commenti
  1. “Nella scrittura, anche nella più leggera, ma allo stesso tempo alta, si cela una dimistichezza con la lingua che ha a che fare con l’esattezza del termine scelto”: sottoscrivo, che bello!